Attacco armato al consolato israeliano di Istanbul

0
468
Attacco consolato israeliano Istanbul

Sparatoria davanti alla sede diplomatica israeliana a Istanbul nel Martedì Santo: un morto, feriti e indagini in corso sulle motivazioni dell’attacco

Israele non si lascerà intimidire dal terrorismo, ha dichiarato oggi il Ministero degli Esteri dopo la sparatoria davanti al consolato israeliano a Istanbul, in cui un aggressore è stato ucciso.

«Condanniamo fermamente l’attacco terroristico al consolato israeliano a Istanbul. Il terrorismo non ci intimidirà», ha dichiarato in un post su X, ringraziando le autorità turche per «la loro rapida risposta».

Da parte sua, il Governo turco sottolinea che l’attacco non influenzerà la sua strategia antiterrorismo e invia un messaggio di continuazione delle operazioni. Il responsabile delle comunicazioni della presidenza turca, Fahrettin Duran, ha dichiarato che «questo attacco insidioso non indebolirà mai la nostra fede e determinazione per un Mondo senza terrorismo e per una Turchia senza terrorismo. Il nostro Paese continuerà con determinazione e perseveranza la sua lotta contro qualsiasi tipo di minaccia o provocazione», ha aggiunto.

Si ricorda che a mezzogiorno del Martedì Santo della Pasqua Greca Ortodossa si sono verificati spari con almeno un morto e quattro feriti nell’edificio che ospita il consolato israeliano a Istanbul. Secondo i media turchi, si tratta di un tentativo organizzato di attacco armato, che ha portato a uno scambio di colpi di fuoco feroce. Come riportato, «tre sospetti sono stati neutralizzati», mentre due agenti di polizia sono rimasti feriti.

La cronaca dell’attacco armato

Le informazioni evidenziano un serio tentativo di invadere il consolato. Secondo il rapporto della Cnn Türk, l’attacco mirava a uccidere funzionari del consolato. I colpevoli hanno tentato di entrare nell’edificio, ma sono stati avvistati dalle guardie e dalle forze di polizia che pattugliavano l’ingresso. Due di loro, armati di canne lunghe, hanno ignorato gli ordini della polizia e hanno aperto il fuoco. Durante la lotta, i due colpevoli neutralizzati dalla polizia. Un terzo complice ha cercato di ripararsi dietro un veicolo e ha continuato a sparare alle autorità nel tentativo di entrare nell’edificio, prima di essere ferito dal fuoco della polizia. Secondo lo stesso rapporto, le prime stime indicano che l’attacco è stato pianificato in anticipo e condotto in modo professionale.

Identificazione dei responsabili

Le autorità turche hanno reso pubblici i dettagli sull’identità dei colpevoli. Il governatore regionale di Istanbul, Davut Gul, dopo un’autopsia sul posto, ha dichiarato: «C’è stato un attacco ai nostri agenti di polizia che stavano adottando misure di sicurezza davanti alla piazza Yapı Kredi. A seguito dell’attacco, 2 dei nostri agenti di polizia sono rimasti leggermente feriti. Uno dei terroristi è caduto morto e due terroristi sono rimasti neutralizzati e feriti».

Successivamente, il ministro dell’Interno, Mustafa Çifci, ha fornito ulteriori informazioni sul profilo dei colpevoli, affermando: «Tre persone coinvolte in uno scontro armato con i nostri agenti di polizia, che erano di guardia davanti ai complessi Yapı Kredi Plaza a Istanbul, sono neutralizzate. Due dei nostri eroici agenti di polizia sono rimasti leggermente feriti nella lotta». Nella stessa dichiarazione, ha affermato che «le identità dei terroristi sono determinate. Si è scoperto che sono arrivati a Istanbul da Izmit in un veicolo a noleggio – uno di loro ha legami con un’organizzazione che sfrutta la religione, mentre uno dei due terroristi, fratelli, ha precedenti penali legati alla droga».

Ricerca in corso

Il Governo turco ha reagito immediatamente, con il ministro della Giustizia, Akin Gürlek, Attacco consolato israeliano Istanbulche ha informato ufficialmente sull’andamento delle indagini. «Riguardo alle segnalazioni di sparatorie intorno al consolato israeliano nel distretto di Besiktas a Istanbul, l’Ufficio del procuratore generale di Istanbul ha immediatamente avviato un’indagine. Un vice procuratore generale e due pubblici ministeri hanno preso in carico il caso – i nostri procuratori si sono subito recati sul posto e hanno iniziato le loro indagini».

Ha aggiunto che «per fare luce su tutti gli aspetti dell’incidente, il lavoro continua in coordinamento con le unità di polizia competenti sotto il coordinamento del nostro Ufficio del procuratore generale, e l’indagine è condotta in modo meticoloso e completo».

 

George Labrinopoulos

Foto © BBC, Los Angeles Times, Bianet

Articolo precedenteTest del sangue MethylScan diagnosi precoce tumori epatite
Articolo successivoL’Egitto riscrive la sua mappa energetica
George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui