Il romanzo di Simonelli, una scrittura particolare che esprime musicalità in ogni riga
Il 16 dicembre il mondo ha celebrato il 250° anniversario dalla nascita del grandissimo compositore Ludwig Van Beethoven. celebrare
Vogliamo consigliarvi un modo originale, intimo e particolare per ricordarlo. In silenzio ascoltando le sue Opere e leggendo un bellissimo romanzo, “Cercando Beethoven” di Saverio Simonelli, edito da Fazi.
Sfogliare questo romanzo e leggerlo significa immergersi nell’ambiente della Vienna del 1800. Sin dall’inizio vieni catapultato in quelle strade, nelle case, nei teatri. Avverti i profumi. Percepisci anche le note, se presti attenzione a ogni particolare. Saverio Simonelli ha la capacità di farci vivere i personaggi e improvvisamente diventiamo noi i protagonisti alla ricerca del nostro idolo, l’immenso Beethoven.
Nel romanzo
«Chi vive di passioni estreme ha paura, dico proprio così, paura di guardare in faccia l’oggetto della sua passione, peggio ancora di parlarci. Deve rimanere desiderabile, a metà tra l’immaginazione e la realtà. Ecco. È lì, ma è come se fosse altrove per vivere solo nelle mie emozioni, non so se rendo l’idea. È una persona ma deve rimanere un mito». Con queste parole comprendiamo la visione che si percepiva di Beethoven, come uomo e artista.
Intense le considerazioni sulla sinfonia Eroica. Di fronte alla percezione di “belle idee ma confusionarie” si contrappone la riflessione di uno studio sull’alfabeto con il quale il Maestro esprimeva la sua storia. La vita tradotta in note e riportata su un pentagramma creando interrogativi in chi lo ascoltava.
I protagonisti si domandano se le note non siano sempre le stesse. «Cosa si può trovare di così diverso?». La metafora che ne segue è illuminante, significativa e affascinante. «Ci sono fondamenta, le mura e le stanze. Le fondamenta sono le note basse, e le stanze dove la gente vive sono la melodia. Le mura sono quello che le tiene insieme, cioè l’armonia. Come nel palazzo ci devono essere le proporzioni giuste tra le parti perché rimanga in piedi, così nella musica le note basse quelle intermedie e quelle acute hanno dei rapporti che devono essere rispettati ma le combinazioni che ne vengono fuori sono tante, tantissime anche se le note sono sette».
La storia
Spinto dal desiderio di scoprire il segreto della musica di Beethoven, il giovane Wilhelm si mette sulle tracce del celebre musicista durante un’estate trascorsa a Heiligenstadt, sobborgo di Vienna dove il compositore andava in villeggiatura. Accanto a Wilhelm troviamo Andreas, giovane violinista e pianista e l’enigmatica Queenia. I tre sono legati dalla stessa passione/ossessione per il Maestro.
La vicenda è assolutamente intrigante, densa di particolari, coinvolgente. La scrittura di Simonelli è elegante, minuziosa nelle descrizioni quanto nei coinvolgimenti. Il suo perifrasare è incisivo e intenso, mantenendo intatta una purezza di fondo che rendono la lettura molto interessante. La percezione che ne consegue è di una visione in prima persona degli sfarzosi salotti, della sontuosità dei teatri o dei rigogliosi giardini.
La cultura del tempo fa parte della storia narrativa. Tra le pagine del romanzo incontriamo Novalis, Hoffmann, Goethe e Grillparzer.
La melodia al di sopra di tutto
La musica che riempie il silenzio. Ritrovarsi seduti in teatro circondati da mille persone e percepire la solitudine in tutta la sua pienezza, soltanto per il puro gusto dell’ascolto della musica.
La musica. Indiscussa protagonista al di sopra di tutto. «L’orchestra sembrava uno strumento unico, insieme come un corpo solo».
Non solo l’artista ma anche l’uomo
Leggendo il romanzo impariamo a conoscere non solo l’artista ma il Beethoven uomo, in tutte le sue sfaccettature. Ne intravediamo la personalità, oltre al contesto sociale e culturale che riusciamo a sbirciare dalle pagine. Fino ad arrivare al grande problema che lo affliggeva, la sordità. Si ha la sensazione di incontrarlo e di comprendere la sua arte.
La magia di questo romanzo sta nel trasportarti in un tempo lontano e di regalarti le sensazioni vivide di chi incontra il proprio idolo, in questo caso l’eccellenza in assoluto per Wilhelm.
L’autore
Saverio Simonelli è il vicecaporedattore del Tg2000. Giornalista professionista, nel corso degli anni ha ideato, curato e condotto numerosi programmi culturali dell’emittente, Punto di vista Libri, Il Sicomoro, Al Top, La compagnia del Libro. Attualmente cure e conduce la rubrica culturale Terza Pagina. Laureato in filologia germanica, Simonelli svolge anche l’attività di traduttore a fianco a quella giornalistica. Sono numerose le pubblicazioni di saggistica, le traduzioni di antologia e poesia. Inoltre tanti sono anche i racconti pubblicati nelle principali riviste letterarie nazionali. È tra i moderatori dell’evento editoriale Scrittori in città di Cuneo. Dal 2017 scrive i testi de La Notte Sacra della musica a Roma. È docente al Master per redattori editoriali dell’Università di Roma La Sapienza. Dal 2017 è giurato al Premio Strega.
La musicalità poetica
Nato due secoli e mezzo fa a Bonn, Ludwig Van Beethoven è stato un compositore d’eccellenza che ha proiettato la sua musica nella dimensione della modernità. Intellettuale, amante della filosofia e della letteratura, nelle sue fasi creative ha modificato le forme musicali sia nella struttura che nella sostanza. Dalla sinfonia alla sonata, dal concerto al quartetto d’archi con l’obiettivo di introdurre l’interiorità dell’artista, senza tralasciare i valori etici e morali.
Alessandra Caputo
Immagini © Fazi Editore














