Tutela storica, a Roma la Cloaca Massima è nel completo abbandono

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Tutela storica

Nell’Urbe, il monumento di 2.500 anni è ridotto a una discarica, mentre a Parigi i vecchi collettori di acque nere sono un percorso espositivo a pagamento

Roma e Parigi, due modi di concepire la tutela storica e la valorizzazione dei beni, anche a fini economici. Nella capitale d’Italia esiste la più antica fognatura del mondo. Ha 2.500 anni e risale all’epoca di Tarquinio Prisco. È ancora funzionante: non veicola le acque nere ma raccoglie quelle del territorio, con varie ramificazioni, fino a confluire nel Tevere con uno sbocco monumentale. L’arco triplice di conci è visibile da centinaia di metri di distanza. Si trova all’altezza del Foro Boario e al tempio di Ercole Vincitore, quasi di fronte all’Isola Tiberina. Ma il sito è nel completo abbandono, questa è la brutta notizia. Somiglia a una discarica e, incredibilmente, visto che è posizionato in posizione arretrata e riparata rispetto alla banchina, funge da ricovero dei senzatetto.

La denuncia di Nerone

È stato il Movimento Storico Romano, e il suo presidente Sergio Iacomoni detto Nerone, a portare alla ribalta lo stato indecoroso in cui versa il monumento. «Le foto» – ha dichiarato – «non possono rendere appieno l’idea. Bisognerebbe andarci di persona, scendendo sulla banchina del Tevere da ponte Palatino, per capire lo stato reale del sito. Tutto ciò è triste, infinitamente triste».

Lo sbocco monumentale

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Il luogo ora è una discarica, dicevamo. Difficile pure definire la tipologia di pattume su cui arrivano le acque di piena del Tevere. S’intravedono inferriate divelte, tubi innocenti arrugginiti infissi di fronte al monumento, forse una volta funzionali a qualcosa. E, su tutto, campeggiano gli enormi sfregi dei graffitari. «Inconcepibili in qualsiasi altra capitale europea», ha aggiunto Sergio Iacomoni. Il suo Movimento si batte per la tutela e il decoro della capitale, non solo dell’area storica, e la «messa a reddito» di tutto l’immenso patrimonio di beni romani.

La cloaca romana, casa di senzatetto

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Guardando da ponte Palatino, si nota almeno un giaciglio collocato in posizione elevata alle spalle dell’arco di conci: un riparo “sicuro” ed estremo dalle piene del Tevere, ma non dai ratti. Si tratta probabilmente del letto improvvisato della persona che si nota spesso rassettare con cura lo sbocco monumentale, come fosse l’ingresso o il “giardino” affacciato sul fiume della sua casa. «È una immagine che ci ha lasciati senza parole», ha spiegato Sergio Iacomoni.

A Parigi le fogne sono un museo

E ora confrontiamo la situazione della capitale con quello che accade Oltralpe, in casa dei nostri cugini francesi. A Parigi il tour nei vecchi cunicoli fognari è un’attrazione turistica a pagamento. Non è uno scherzo. È ovviamente promossa online, con tariffa ridotta per gli studenti. Il “museo delle fogne”, così viene definito, è visitato ogni anno da decine di migliaia di turisti, i dati disponibili parlano di 90-100mila, ed è soggetto ad attività di recupero e manutenzione alla stregua degli altri beni storico-artistici cittadini. Non finisce qui.

Il Ponte dei cinque euro che “vale” milioni

Sempre in Francia, se allarghiamo l’orizzonte scendendo più a sud, ad esempio in Provenza, scopriremo il caso emblematico del Pont du Gard. Cos’è? Null’altro, direbbe qualcuno, di un ponte acquedotto romano di più di duemila anni in perfette condizioni, come gran parte delle opere realizzate dai nostri antenati. Ebbene, il ponte e tutta l’area circostante che si affaccia sul fiume Gard, non solo sono un luogo turistico, ma un centro di attrazione culturale della Regione. Ovviamente è tutto a pagamento. Per la cronaca il ponte è quello che appare sulle banconote da cinque euro. Ogni anno la zona accoglie centinaia di migliaia di visitatori. Alcune fonti parlano anche di un milione, un milione e mezzo.

Roma-Parigi, un confronto impari

Per concludere, i nostri cugini francesi muovono l’economia con la storia (anche romana) e riescono a vendere pure la gita tra i miasmi dei collettori di acque nere. Nella capitale, invece, la cloaca-monumento non è sfruttata commercialmente ed è probabile che nessuno abba mai pensato a farlo. Se non bastasse, non è ancora ben conosciuta, visto che secondo la sovrintendenza capitolina “manca uno studio organico”, ed è ridotta a una discarica utilizzata addirittura come dimora dai senzatetto. «Roma non può fare questa fine», ha chiosato Sergio Iacomoni.

 

 

Leo Agabiti

Foto © Eurocomunicazione

Video © Eurocomunicazione

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