Denis Villeneuve e la sua trasposizione cinematografica di un’epica avventura
Dopo la presentazione Fuori Concorso, in prima mondiale, alla 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, è al cinema Dune, la colossale opera firmata da Denis Villeneuve e distribuito da Warner Bros. Pictures e Legendary Pictures, adattamento dell’omonimo celebre bestseller del 1965 di Frank Herbet.
Gli appassionati di letteratura fantasy conoscono perfettamente la serie di Dune. Il primo romanzo raccontò le vicende della dinastia Atreides e del pianeta Arrakis e diventò ben presto fonte di ispirazione per molti dei più grandi film di tutti i tempi. Viene considerato uno dei libri più influenti del XX secolo.
L’alchimia che scaturisce dalla lettura del romanzo e dalla visione del film è unica. La narrazione cinematografica non è come quella di un romanzo e viceversa, si discostano sotto molteplici punti di vista ma, nonostante i due lavori abbiano vita propria, raccontano la storia in maniera lineare, pulita ed elegante. Hanno la capacità di intersecarsi ma di non raggiungersi, di elevarsi agli stessi livelli di eccellenza.
Dalle pagine del romanzo al grande schermo
Il film segue perfettamente il primo romanzo e ne percepiamo la filosofia, le immagini del testo, le frasi più importanti, gli sguardi, le descrizioni. Ogni scena del film di Villeneuve è intrisa di particolari che non passano inosservati.
A partire dalla scelta degli attori, un cast stellare degno di nota.
Paul è interpretato dal giovane e amato Timothée Chalamet, già candidato all’Oscar nel 2018 per Chiamami col tuo nome. La sua è un’interpretazione tanto delicata quanto decisa, Chalamet entra nel personaggio e mostra le sfaccettature di Paul. Viviamo le sue difficoltà, i timori ma anche il suo coraggio e la sua crescita.
Degna di nota Rebecca Ferguson nel ruolo di Lady Jessica, altrettanto incisiva quanto la descrizione che ne fa Herbet. 
Sono tanti i nomi importanti. Oscar Isaac è il Duca Leto, Josh Brolin interpreta Gurney Halleck, Stellan Skarsgård è il Barone Harkonnen, Jason Momoa è Duncan, il mentore di Paul.
Dave Bautista è Glossu Eabban, Stephen McKinley Henderson impersona Thufir Hawat; Zendaya interpreta l’enigmatica e misteriosa Chani, Chang Chen è il dott. Wellington Yueh, David Dastmalchian è Piter DeVries, Sharon Duncan-Brewster è Liet-Kynes, Charlotte Rampling è Gaius Helen Mohiam la reverenda madre Bene Gesserit infine troviamo anche Javier Bardem alias Stilgar, il capo tribù dei Fremen.
La storia
È difficile introdurre una trama a un pubblico che è diviso in due settori: chi conosce perfettamente la storia e chi è ignaro e pensa sia un nuovo Star Wars.
Dune non è questo ma molto altro. È la consapevolezza di trovarsi di fronte a una storia leggendaria composta di tanti personaggi, di una trama incomparabile e questo capitolo rappresenta soltanto l’inizio.
Ambientato a migliaia di anni nel futuro, Dune narra la storia di Paul Atreides, un giovane spinto dal destino in una lotta di potere intergalattica. Figlio del sovrano Duca Leto e della potente sacerdotessa guerriera Lady Jessica, erede reale della nobile Casa Atreides, Paul dovrà affrontare la prova decisiva: vincere la sua paura quando il destino lo trascina sulle sabbie del remoto pianeta Arrakis.
Cos’è Arrakis? È la sede di una civiltà indigena chiamata Fremen e nota a questi nativi come Dune, aspramente contesa per generazioni.
L’umanità combatte per il controllo della Spezia, una risorsa naturale rara e di valore capace di espandere la mente; intorno a questa ruotano la conoscenza, il commercio e l’esistenza umana. Coloro che però cercano di raccogliere la Spezia devono sopravvivere al caldo inospitale del Pianeta, alle tempeste di sabbia della forza degli uragani e ai monolitici Vermi delle sabbie.
La parole al regista
«Ho scoperto il libro nella mia adolescenza e ricordo di essere stato totalmente affascinato dalla sua poesia, da ciò che diceva sulla natura. All’epoca studiavo scienze, non sapevo se diventare regista o biologo, quindi il modo in cui Frank Herbert si avvicina al tema dell’ecologia nel libro per me era ricco e poetico, una visione della natura affascinante con tutti gli ecosistemi splendidi che ha creato», ha raccontato il regista Villeneuve.
Il regista si sofferma su come in quest’esplorazione emerga la figura del giovane Paul che lotta con la sua identità per trovare un posto nel Mondo. «Il modo in cui Paul scopre la sua identità attraverso un’altra cultura è stato, ai miei occhi, sorprendente», ha concluso.
È un libro impegnativo da portare al cinema. Cercare di cogliere ogni piccola sfumatura, ogni mistero nascosto nella storia, comprendere tutti i personaggi raccontati dall’autore. Ecco perché un plauso va dato alla sceneggiatura che si è perfettamente integrata al romanzo.
«Il libro ha trasceso la fantascienza. C’è una storia padre–figlio che è diventata predominante per tutti noi e volevamo concentrarci sulle basi emotive della famiglia Atreides, per rappresentare la storia dal punto di vista di ciascuno dei membri della famiglia mentre affrontavano il loro destino, sia emotivamente che politicamente», ha detto Boyter, uno dei produttori.
E cos’è Dune per il regista? «Per me è un thriller psicologico, un’avventura, un film di guerra, un film di formazione, persino una storia d’amore», ha osservato Villeneuve che ha finalmente realizzato il sogno di dare vita a quest’opera storica dalla complessa mitologia.
“Un grande uomo non cerca di essere un leader. È chiamato a esserlo”
In un futuro non ben identificato, tra imperi interstellari feudali, pianeti controllati da casate nobili e ignobili, Dune tratta temi complessi come l’ecologia, l’evoluzione e la sopravvivenza e le battaglie quotidiane affrontate riguardo l’amore, la lealtà, il dovere, il tradimento, il potere.
«È una fantastica opportunità interpretare un personaggio così perso e conflittuale ma con tante responsabilità fin da giovane. Ho pensato fosse una specie di bella dicotomia e rara da vedere per un protagonista di un film», ha precisato Timothée Chalamet. L’attore vede in Paul un eroe riluttante con un potere che gli viene imposto in un momento in cui sta ancora cercando di capire la sua identità e il suo destino.
“Sono belli i sogni, ma le cose importanti accadono da svegli”
Il personaggio più enigmatico del film ci viene mostrato attraverso i sogni di Paul, dove appare una giovane donna Fremen con intensi occhi azzurri e una voce che lo chiama in maniera persistente. È Chani e Paul non comprende subito che non sono sogni ma profezie.
Ricreare Arrakis
L’immagine che abbiamo del vasto mondo desertico con orizzonti infiniti è stata catturata dalla visione particolare che il regista ha avuto. Si sono impegnati per catturare il più possibile con la telecamera, rinunciando al green screen per creare il Pianeta del Deserto immaginato dal regista nei teatri di posa e nel blacklot degli Origo Studios a Budapest e in location in Giordania e Abu Dhabi una settimana prima del termine delle riprese.
L’impostazione del progetto è stata subito chiara a Villeneuve e Fraser. «Abbiamo convenuto di usare il formato IMAX per intere sezioni del film, come le visioni di Paul, i sogni e le sequenze del deserto. Il resto l’avremmo girato nel formato 2:35. Per mantenere l’impatto visivo dell’IMAX sul pubblico era necessario allontanarsene di tanto in tanto. Abbiamo anche deciso che il deserto l’avremmo filmato con una camera a mano, mentre il resto del mondo sarebbe stato più simile ai tableau», ha rivelato il regista.
Una squadra al top
Villeneuve ha diretto Dune da una sceneggiatura da lui scritta insieme a Jon Spaihts e il premio Oscar Eric Roth (Forrest Gump). Prodotto da Mary Parent, Villeneuve, Cale Boyter e Joe Caracciolo Jr. e prodotto esecutivamente da Tanya Lapointe, Joshua Grode, Herbert W. Gains, Jon Spaihts, Thomas Tull, Brian Herbert, Byron Merrit e Kim Herbert.
Villeneuve ha curato nei dettagli anche il dietro le quinte riunendo una formazione di artisti vincitori e candidati all’Academy Award, composta dallo scenografo Patrice Vermette, il montatore Joe Walker, il supervisore agli effetti visivi Paul Lambert, il supervisore agli effetti speciali Gerd Nefzer, il capo reparto trucco/make up and hair designer Donald Mowat, il supervising sound editor Mark Mangini e il supervising sound editor Theo Green, il re-recording mixer Doug Hemphill e il re-recording mixer Ron Bartlett.
Alessandra Caputo
Foto © 2020 Warner Bros. Entertainment Inc.













