Sono tra gli insetti più famelici e in grado, poi, di trasmettere malattie anche gravi
Anche in questa calda estate appena trascorsa, l’incubo della villeggiatura, Covid permettendo, sono state le famigerate culicide, insetti dell’ordine dei ditteri, meglio conosciute popolarmente come zanzare, divise dagli studiosi in ben 3.500 specie.
Per fortuna sono poche, appena una decina quelle che pungono, ma lavorano sulla nostra pelle come se ci fossero anche le loro “sorelle”.
Sono tra gli insetti più famelici, come dimostra anche i loro apparato boccale presente solo nelle femmine pungitrici, essendo cacciatrici di sangue necessario per fecondare le loro uova e in grado, poi, di trasmettere malattie anche gravi.
Colpa anche nostra
D’altronde siamo proprio noi, genere umano, le loro vittime, ad averle nutrite e fatte crescere in maniera esplosiva con il disboscamento, le irrigazioni esagerate, discariche a cielo aperto, canali cementificati che formano acquitrini, insomma l’humus perfetto per le zanzare con tutto quello che comporta.
Attraverso di loro, infatti, si sono sparse a macchia d’olio nel Mondo malattie che hanno cambiato il corso della storia come: la malaria, la febbre gialla o la dengue, le encefaliti, solo per citare le più famose.
Non è una questione solo di fastidio notturno, dunque, ma ricordiamo che fra virus, batteri e parassiti, se ne contano almeno quindici importanti che hanno imparato a usarle per viaggiare gratis da un ospite all’altro.
Per questo motivo si sta cercando, per quanto sia possibile, di eliminare, almeno in parte, questi fastidiosi insetti.
Alcuni centri di ricerca hanno cominciato a lavorare a livello genetico rendendo infertili i maschi delle femmine succhiatrici e lasciandoli poi accoppiare, ma senza alcuna procreazioni di uova fecondate.
Eliminarle o no?
Una idea diciamo ecologica, senza usare antiparassitari o famigerati derivati dal Ddt e simili, ma la domanda da porsi davanti a certe scelte è se questo piccolo insetto dal peso di appena 2,5 milligrammi, meno di una capocchia di spillo, sia poi veramente dannoso.
Se certamente lo è per l’uomo, bisogna capire bene il suo ruolo nella catena alimentare e nella biodiversità prima di agire in modo definitivo.
La scienza, in quanto tale, deve guardare oltre perché, piaccia o meno, le zanzare nutrono milioni di altri animali dai famelici pipistrelli agli uccelli e molti altri tra insetti e anfibi.
Utili anch’esse
Dunque, sarebbe il caso di capire esattamente il loro ruolo, per non avere quegli squilibri ai quali occorrono generazioni per recuperare gli errori fatti adesso da noi.
La natura non fa le cose per caso: le zanzare come Aedes impiger e Aedes nigripes, si riuniscono in dense nubi tra Russia e Canada e sono fondamentali per nutrire gli uccelli migratori, ma anche insetti, ragni, salamandre, lucertole, rane e pesci mangiano queste le zanzare regolarmente.
Ma non solo gli animali, ma anche le piante ne hanno bisogno.
Impollinazione e non solo
Tutte le zanzare si nutrono del nettare dei fiori, ecco un primo importante ruolo di questi fastidiosi insetti quello dell’impollinazione.
Alcune orchidee si affidano proprio alle zanzare per la loro fecondazione. Un bel dilemma proprio ora che vengono a mancare gli insetti impollinatori.
Ci sono poi zanzare che sono ottimi killer di zanzare come le Toxorhynchites, dal nome impronunciabile, che si nutrono di larve di altre zanzare e arrivano anche a cannibalizzano i membri della propria specie e sono, dunque, nostre alleate.
Facendo un salto nella storia, pensate come sarebbe stata la sorte della civiltà se nel 323 a.C. un giovane, appena trentenne, Alessandro Magno, vincitore di tante epiche battaglie moriva ucciso da una banale puntura di zanzara malarica ai confini dell’India.
Il loro “ruolo” nella Storia
Una morte che bloccò per sempre l’espansione greco – macedone verso oriente, ma non è certo l’unico caso. Sempre per quanto riguarda la Grecia antica, nel 479 a.C. le zanzare aiutarono gli ateniesi facendo scoppiare nel campo avverso dei persiani una pandemia di malaria che da sola, o almeno in parte, decimò il potente esercito di Ciro il grande e lo stesso accade, almeno si dice, con Annibale (quattro secoli dopo lo stesso capitò ad Attila, ndr) che non osò entrare in Roma proprio per paura della malaria essendo la città circondata da acquitrini.
Accadde anche con i mongoli che non vollero attaccare l’Ungheria perché piena anch’essa di acque stagnanti e di malaria, infine dettero una mano al Saladino per sconfiggere le armate dei crociati in Terra Santa, anche questa volta con una bella epidemia.
Lasciando il loro contributo nella storia, bisogna domandarsi la loro effettiva utilità e come sarebbe il Mondo senza le zanzare?
Posizioni agli antipodi
I pareri sono contrastanti per alcuni studiosi la loro assenza non ne farebbe sentire affatto la mancanza, anche perché il suo compito benefico all’interno dell’ecosistema verrebbe agevolmente sostituito da altre specie, secondo altri invece l’assenza delle zanzare potrebbe avere conseguenze irreparabili per alcune specie animali e vegetali, che trovano nella zanzara la propria fonte di cibo e di impollinazione.
Un dilemma da non porre però a chi ha passato la notte sveglio cacciando nella stanza le zanzare, lui avrebbe certamente le idee molte chiare.
Antonello Cannarozzo
Foto © ABC, The Boston Globe, Newsweek, Sapienza, NIH













