Con “Io, l’Italia e l’Europa. Pensieri in libertà di un patriota italiano-europeo”, Alessandro Butticé spiega perché non si può essere patrioti italiani senza esserlo anche europei
Come è vista l’Italia dall’Europa, e come è vista l’Europa dall’Italia? Le percezioni rispettive corrispondono sempre alla realtá? L’Italia è solo patria di mafie e corruzione, o anche esempio virtuoso della lotta alle frodi, alla corruzione e alla criminalità internazionale?
Cosa significa essere patriota nel XXI secolo? Si può essere patriota italiano senza essere anche patriota europeo? E cosa significa essere patriota italiano–europeo?
Si può credere nell’unitá europea senza essere europeista da piedistallo o radical chic? E si può essere patriota senza essere sovranista?
Tutt’altro tipo di narrazione rispetto a Vannacci
Si può parlare di “mondo al contrario” nel rispetto di tutti i diritti e i doveri sanciti dalla Costituzione, senza neppure dimenticarsi del “sistema” scoperchiato da Luca Palamara?
Com’è vista dall’Europa la giustizia italiana, e perché su di essa dovrebbe accendersi un faro europeo?
Si può essere fieramente italiani ed europeisti, senza essere identificati come inaffidabili frodatori, e adepti della tecnocrazia delle élites?
Perché l’Italia spende molto per la vigilanza delle frontiere esterne dell’Ue, ma incassa meno dei Paesi Bassi?
Il Qatargate è solo un episodio corruttivo o un attacco alla democrazia europea? Si può pubblicare un libro dove si parla di tutto e di tutti, bene e male, a seconda dei meriti e demeriti, pur sempre nel rispetto dei diritti di tutti?
Il testo che spiega perché, se sì è patrioti italiani, lo si è anche europei
A queste ed altre domande, che molti italiani si pongono sull’Europa, e molti altri cittadini europei si pongono sull’Italia, Alessandro Butticé, generale della Guardia di Finanza e dirigente della Commisione europea in congedo, nel suo libro “Io, l’Italia e l’Europa. Pensieri in libertà di un patriota italiano-europeo”, edito da Le Colibri editrice, e messo in vendita su Amazon dalla scorsa settimana, cerca di dare risposta con questa raccolta di scritti, interviste e pensieri “italiani-europei”, che vanno prevalentemente dal 2018 a qualche mese prima della pubblicazione. Partendo dal presupposto, spiegato in esordio, che non ci si può definire patriota (che è cosa diversa dal sovranista o dal nazionalista) se non si è pure patriota europeo.
Fuori da facili luoghi comuni e stereotipi
Il filo conduttore del libro di Butticé, che è anche collaboratore di Eurocomunicazione, dopo la prefazione del magistrato antimafia ed europarlamentare Caterina Chinnici, è quello di provare a spiegare – non senza una vena di critica, pur sempre costruttiva – l’Europa agli italiani e l’Italia agli altri cittadini europei. Fuori da facili luoghi comuni e stereotipi. Come quelli secondo cui l’Italia sarebbe un Paese solo di mafie, corrotti e corruttori, e l’Europa solo regno degli zero virgola e della curvatura dei cetrioli.
«Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti non è mai casuale. Mentre è puramente casuale se questo libro dovesse sembrare la risposta di un Generale in congedo, al libro “Il mondo al contrario”, del generale in servizio Roberto Vannacci», ci ha spiegato Alessandro Butticé.
Sono già state programmate diverse presentazioni del libro in Italia (in Calabria in ottobre, e a Roma, il 10 novembre presso l’Associazione Stampa Romana) e a Bruxelles (l’8 novembre dal Circolo Culturale Esperia, e il 23 gennaio presso l’Istituto Italiano di cultura). Altre sono in corso di organizzazione, perché è un libro che sarà un’occasione per parlare di Europa e Italia alla vigilia delle prossime elezioni europee.
Da ricordare anche che Alessandro Butticé, nello spirito di servizio al prossimo, a cominciare dalle sue due patrie, raccontato nel libro, ha deciso di devolvere tutti i proventi delle vendite all’Operazione Mato Grosso e allo Sportello anti–stalking del Codacons.
Sophia Ballarin
Foto © Le Colibri editrice













