Paola Dria, la rinascita del culto dell’attrice

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Paola Dria

Presentata a Rovigo una mostra permanente sulla protagonista del primo film sonoro italiano raccontata dalle parole di due suoi cugini, Giancarlo Cocco e Rosanna Faido

 

In occasione del trentesimo anniversario della scomparsa della attrice rodigina, Paola Dria, protagonista del primo film sonoro nella storia del cinema italiano, è stata inaugurata, presso il Cinema Teatro Duomo di Rovigo, una mostra permanente con immagini dell’attrice.

Sono stati Luca Malin e il giornalista Massimo M.Veronese che, con felice intuizione, hanno curato nei minimi particolari questa mostra, che espone immagini provenienti dagli archivi di famiglia. L’evento è supportato dalla Fondazione Rovigo Cultura e dalle Istituzioni locali che hanno inteso rendere omaggio pubblico a una concittadina che ha rivoluzionato la storia del cinema italiano.

Chi era Paola Dria

Nata a Rovigo il 21 novembre del 1909 nella villa di famiglia, aveva un nome interminabile: Pietra Giovanna Matilde Adele Pitteo. Una ragazza di buona famiglia, il padre Arturo era proprietario di un negozio di caccia, la madre Ione Volebele era proprietaria del Caffè Borsa, il locale più esclusivo al centro della Città ove si incontrava la Rovigo bene del tempo. La madre sin da piccola la inizia alla danza e al canto, poi, dopo la prima guerra mondiale si stabiliscono a Roma. Manda qualche fotografia alla Cines, le fanno un provino con esito positivo. Debutta nel 1929 nel filmSolecome protagonista, il primo girato da Alessandro Blasetti uno dei padri fondatori del cinema italiano. In questo film, del quale purtroppo non rimangono che dieci minuti di pellicola perché trafugato dai tedeschi nell’ottobre del 1943, Dria è accanto a Macario al suo esordio.

Il primo film sonoro

La canzone dell’amore” del regista Gennaro Righelli del 1930 è il primo film sonoro della storia del cinema italiano e Paola Dria ne fu la protagonista unitamente a Elio Steiner. Tratto da “Novelle per un anno” di Luigi Pirandello, Premio Nobel 1934, nel film è inserita la colonna sonora di “Solo per te Lucia“ del più grande compositore dell’epoca Cesare Andrea Bixio che due anni più tardi avrebbe composto “Parlami d’amore Mariù”.

Il film venne girato interamente negli stabilimenti della Cines, in Via Veio a Roma nei pressi di San Giovanni in Laterano in tre versioni: in italiano con Dria, in francese con l’attrice Dolly Davis, in tedesco con Reanta Muller. Proiettato il 7 ottobre al Supercinema di Roma presente Mussolini, il ministro Bottai ed esponenti della Real casa, il successo fu enorme. In contemporanea fu rappresentato al Cinema Corso di Milano nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele. Dai quartieri periferici della Città Lombarda come Borgo Pirelli e Villapizzone, centinaia di milanesi si riversarono nel centro in piena esaltazione per vedere “il più stupefacente spettacolo del mondo”.

La carriera cinematografica di Dria Paola

Dal 1930 al 1941 quando Etra Pitteo concluse la sua carriera, fece ben 27 film. I suoi compagni di lavoro furono i grandi attori dell’epoca, come Vittorio De Sica con il quale Dria interpretò “Il Signore desidera”. Fece due film con Ettore Petrolini che peraltro la sera del debutto del primo film sonoro volle omaggiarla con una breve apparizione di Fortunello. Con Anna Magnani al suo esordio, nel 1934, fece “La cieca di Sorrento” per la regia di Nunzio Malasomma, ”Pensaci Giacomino” per la regia di Gennaro Righelli. Con Amedeo Nazzari girò “Montevergine”. Molti non sono a conoscenza che Dria Paola condivise due film “L’albergo degli assenti” del 1938 e la “Notte delle beffe” del 1939 per la regia di Carlo Campogalliani con l’attore, nome d’arte, Maurizio D’Ancora che non è altri che Gucci, Patron della Maison famosa in tutto il Mondo.

Paola Dria tenne a battesimo anche Alberto Sordi con il quale girò nel 1940 “Cuori nella tormenta”. Il suo ultimo film fu “La pantera nera” del 1942 per la regia di Domenico Gambino. Poi cessò la sua attività.

Vita famigliare

A raccontare qualche episodio di vita familiare sono stati i due cugini dell’attrice ancora Paola Driaviventi ritrovati, uno a Padova l’altro a Roma, dal curatore Massimo M. Veronese e invitati alla inaugurazione della mostra. Si tratta di Rosanna Faido, parente della madre di Paola Dria, che ha raccontato di quando si incontravano tutte e tre e «si divertivano giocando a carte e Monopoli» e di Giancarlo Cocco, cugino di Luigi Filippini che sposò l’attrice Etra Pitteo nel novembre del 1945 a Roma presso una chiesa sita in via Gallia.

In proposito, il dott. Cocco ha raccontato di quanto gli riferì il padre presente al matrimonio. «Il matrimonio fu tenacemente avversato dal suocero, mio zio Giovanni Filippini, capo del personale delle Poste e telegrafi dell’epoca, il quale non voleva che il figlio sposasse una donna più anziana di ben nove anni e per di più attrice. In quel tempo questo era considerato un fatto biasimevole».

«La signora Rosanna, della quale ignoravo l’esistenza e che ho ritrovato come parente a Rovigo, mi ha arricchito di un ricordo con due foto: una della madre di Paola Dria, Ione, e una del marito, il generale di Squadra aerea Renato Collalti, che riporta nel retro la data “1-2-1938 Addis Abeba”. Collalti aveva sposato dopo la morte del primo coniuge la Volebele. Ritengo che fu proprio il patrigno a consigliare Etra a lasciare il cinema nel 1942 in quanto come comandante delle Forze aeree in Cirenaica, con la conquista di questa Regione da parte degli alleati, aveva già il presentimento della disfatta».

I saluti dell’amministrazione comunale

Poiché, Giancarlo Cocco è autore del libroStoria di Etra Pitteo in arte Dria Paola la donna che ha dato la parola al cinema italiano” edito nel 2020 e premiato nel 2021 dalla Associazione Culturale “Pelasgo68” di Grottammare (AP), ne ha fatto dono sia a Rosanna Faido che all’assessore alla cultura Benedetta Bagatin.

Quest’ultima, a conclusione della cerimonia ha affermato: «Siamo qui per dare lustro a una eccellenza della Città. Una ragazzina di cento anni fa che ha ritrovato qui a Rovigo, nel, Cinema Teatro Duomo, la sua casa. Come amministrazione siamo immensamente grati per il lavoro svolto dai curatori e da Rovigo Cultura. Un approfondimento non solo storico, perché grazie ai cugini di Dria Paola abbiamo avuto, uno scorcio di vita privata. La vita di una donna lavoratrice degli anni 30 che si è trovata ad affrontare sfide della sua epoca ritrovandosi ad essere la protagonista di un evento storico».

 

Ginevra Larosa

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