Patria Blu: “La mappa che spaventa la Grecia”

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In Turchia è inserita nei nuovi programmi scolastici per indottrinare gli studenti allo sviluppo della coscienza nazionale

 

Contro le pretese illegali dei turchi, che stanno cercando di introdurre la pseudo-dottrina illegale e irredentista della “Patria Blu” nelle scuole, Nikos Dendias, ministro della Difesa della Grecia, e il capo dell’HNDGS (Hellenic National Defence General Staff), Dimitrios Houpis, stanno girando le Isole dell’Egeo orientale visitando le unità del 79° e 80° ADTE (Alto Comando dei Battaglioni della Guardia Nazionale).

Dopo il Casus Belli, che si è ormai affermato come una minaccia nel caso in cui la Grecia decidesse di esercitare il suo diritto legale di estendere le sue acque territoriali a 12 miglia nautiche, la Turchia arriva ad aggiungere un altro tassello alla giostra delle provocazioni contro il nostro Paese, tentando di introdurre come lezione nelle scuole la dottrina illegale-revisionista della “Patria Blu“.

L’inizio

Come rilevato nel relativo rapporto del ministero degli Affari Esteri, nell’ottobre 2018, la mappa della “Patria Blu” è stata presentata per la prima volta dal ministro della Difesa turco Hulusi Akar, in un’intervista televisiva ad Anadolu, come un’area di mare che copre 462.000 km² nell’Egeo, a Cipro, nel Mediterraneo orientale e nel Mar Nero. Fino ad allora, la “Patria Blu” era menzionata negli studi della Marina turca e negli articoli di giornale senza alcun sostegno e utilizzo da parte del Governo.

Per quanto riguarda la Grecia, la “Patria Blu” copre tutte le aree per le quali la Turchia aveva fino ad allora espresso rivendicazioni di diritti sovrani e giurisdizioni nell’Egeo (cioè Patria Blul’area per la quale ha concesso licenze al TPAO (Turkish Petroleum Corporation) dagli anni ’70 e dal 1988 rivendica competenze SAR) e nel Mediterraneo orientale (licenze TPAO a sud del complesso di Kastellorizo e a sud e sud-est di Rodi fino al 28° meridiano), ma anche più a ovest fino ai limiti esterni delle acque territoriali greche di 6 Nm delle isole di Creta, Kassos, Karpathos. Con questa mappa, la Turchia non solo non riconosce il diritto di piattaforma continentale delle isole greche nel Mediterraneo, ma nemmeno il diritto delle acque territoriali oltre le 6 miglia nautiche.

La questione non è semplice, è estremamente pericolosa e lungi dall’essere passata inosservata dalla Grecia, dal momento che, la volontà di occupare le Isole greche, sta diventando una proprietà, non solo della politica estera, ma anche della cultura.

Nuovo programma educativo per la Turchia

La “patria blu” e la “patria dei cieli”, così come i “risultati dell’industria della difesa turca” fanno parte del nuovo programma della Turchia annunciato dal ministero dell’Istruzione del Paese. La nuova proposta educativa, dal titolo “Il modello educativo del secolo della Turchia” mira a semplificare del 35% i programmi degli studenti delle scuole elementari, medie e superiori. In particolare, il curriculum di geografia insegnato enfatizzerà la posizione geografica del Paese, con mappe «relative alla “patria blu” e alla “patria dei cieli”», secondo il ministro dell’Istruzione turco Yusuf Tekin. «In questo processo, l’importanza delle caratteristiche della posizione della Turchia sarà enfatizzata utilizzando vari metodi di analisi e lo sviluppo della coscienza nazionale e sarà supportata dall’ottenimento delle opinioni e dei sentimenti degli studenti su questo tema», ha affermato a Ulke TV.

La stampa

La dottrina della “Patria Blu” sarà ufficialmente insegnata nelle scuole, secondo un giornale nazionalista turco.

Come riportato dalla Tv ateniese ANT1, dal nuovo anno non solo la dottrina della “Patria Blu” è inclusa nei libri di testo scolastici, ma anche il “Mare delle Isole” (come chiamano il Mar Egeo, ndr) così come la “Patria dei Cieli”.

I libri scolastici sottolineano anche l’importanza di Cipro per la Turchia e per il mondo turco in generale.

Le note posizioni dell’ex ammiraglio turco Jihad Yaitz, considerato il padre della dottrina della Patria Blu in Turchia, trovano riscontro in un articolo del quotidiano turco Türkiye, intitolato “Ecco la mappa che spaventa la Grecia“.

Il contrammiraglio in pensione Jihad Gyayci, che è membro del comitato speciale presso il consiglio per l’istruzione e la formazione, ha affermato che la “Patria blu” è il “Patto nazionale sui mari” della Turchia. Tre ammiragli in pensione affermano a un giornale che una generazione consapevole della Patria Blu sta crescendo. L’articolo cita l’ex ammiraglio che ha dichiarato che la Turchia ha bisogno di radunare la Libia, l’Egitto, la Palestina e i territori ciprioti occupati per portare il confine marittimo nel Mediterraneo orientale alle misure di Ankara. La motivazione principale per farlo è pensare di annullare gli accordi esistenti nella Regione e fare un altro accordo che «può cambiare la mappa geopolitica nel Mediterraneo orientale».

Lo “scudo turco”

La visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan in Egitto dopo un’assenza di 12 anni e il suo incontro con il suo omonimo egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha ricevuto un’ampia copertura mediatica in Medio Oriente e in altri Paesi del Mondo, in particolare in Grecia, Israele e Cipro meridionale.

«Abbiamo fatto un accordo di delimitazione della giurisdizione marittima con la Libia e la linea emersa è stata chiamata “scudo turco” dagli occidentali, in particolare dall’amministrazione di Cipro meridionale e della Grecia. È possibile che qualcosa di simile accada con la Palestina. Quando guardiamo la mappa, vediamo che è il vicino della Turchia dal mare. Questo sarà lo “scudo turco” a est. La determinazione e la riaffermazione del vicinato marittimo della Turchia con la Palestina è importante in termini di acquisizione di aree marittime e di interruzione del gioco greco–cipriota nel Mediterraneo orientale”, ha affermato l’ex ammiraglio, Cihat Yaycı.

Alla domanda se i precedenti accordi di delimitazione della giurisdizione marittima dell’Egitto con l’amministrazione di Cipro Sud e Grecia possano essere annullati, l’ex Patria Bluammiraglio, che si dice sia anche l’iniziatore del memorandum turco-colombiano, ha risposto sottolineando che «La risposta è semplice. Ciò è possibile se il Governo egiziano decide in tal senso. Ci sono molti esempi di questo. Ad esempio l’accordo sulla delimitazione della giurisdizione marittima tra Albania e Grecia del 2009, che ci riguarda da vicino. La Corte costituzionale albanese ha annullato l’accordo sulla base del fatto che era contrario ai diritti e agli interessi dell’Albania».

Vantaggi per l’Egitto

«Allo stesso modo, il Governo del Cairo può annullare l’accordo sulla base del fatto che l’Egitto ha perso più di 20.000 chilometri quadrati di superficie marittima», continua Yayci. «È nell’interesse di tutti che la Turchia riunisca la Libia, l’Egitto, la Palestina e la Repubblica Popolare Cinese nel quadro del principio della titolarità regionale per la pace, la sicurezza e la stabilità nel Mediterraneo orientale. Questi accordi dovrebbero essere annullati sulla base del fatto che sono contrari agli interessi nazionali dell’Egitto e dovrebbe essere spiegato che può acquisire un’area di mare più grande delle dimensioni di due Isole cipriote dall’accordo che sarà fatto con la Turchia».

 

George Labrinopoulos

Foto © InsideOver, Mondo economico, Odatv,

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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