L’AI protagonista al Digital Italy Summit

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Intelligenza artificiale, Pnrr, Cybersecurity, CIO nazionali e PA tra i principali argomenti di discussione

Il Digital Italy Summit, svoltosi dal 12 al 14 novembre a Roma, nasce con l’intento di essere occasione di incontro tra i principali esponenti, sia nazionali che internazionali, del mondo economico, politico, accademico, imprenditoriale e della ricerca. Inoltre, tra gli obiettivi ha quello di condividere visioni, progetti e analizzare l’impatto delle nuove tecnologie sulla trasformazione digitale in Italia.

Tale vertice è il risultato di un’iniziativa lanciata dal The Innovation Group (TIG), una società indipendente fondata nel 2009, che offre servizi di consulenza e ricerca di mercato, con un focus sull’analisi delle trasformazioni del mercato digitale e sui processi di innovazione facilitati dalle tecnologie e dalla conoscenza.

“The Coming Wave”

Il focus di quest’anno è stato la centralità che l’AI (Artificial Intelligence – intelligenza artificiale) sta assumendo nella nostra società e nell’economia, trasformando i modelli di business delle imprese, l’attività delle Pubbliche amministrazioni, il lavoro e la stessa vita privata. L’AI è un’innovazione trasversale, una meta–tecnologia destinata a essere pervasiva e a restarlo, definita come l’onda in arrivo, “The Coming Wave”, dal titolo del celebre libro di Mustafa Suleyman, imprenditore britannico esperto di intelligenza artificiale, Ceo di Microsoft AI, co-fondatore ed ex capo dell’AI applicata a DeepMind, nonché co-fondatore dell’Inflection AI. “L’AI è molto più complessa e potente di qualunque altra tecnologia. Il rischio non è quello di sopravvalutarla, ma piuttosto di non cogliere l’importanza dell’onda in arrivo”. (Mustafa Suleyman, “The Coming Wave”).

L’azione attuata dalla geopolitica diviene centrale in un contesto mondiale in cui la globalizzazione, a causa del Covid e delle continue guerre, si ritrova in una fase di forte rallentamento. Sovranità nazionale, sicurezza e catena di approvvigionamento assumono un nuovo volto, mentre vengono incentivati il near-shoring e il friend-shoring. In questo scenario, il ruolo delle tecnologie digitali diventa cruciale per l’Italia, al fine di affrontare le sfide che ci attendono per il futuro.

Investimento

Durante lo svolgimento del Summit, particolare attenzione è stata dedicata alla verifica dei progressi ottenuti grazie agli investimenti del Pnrr, al fine di raggiungere l’1% annuo di crescita del Pil. Centrale anche l’approfondimento riguardo l’impatto delle riforme e delle due transizioni gemelle – digitale e green – nei settori automobilistico, dei trasporti, energetico e delle filiere di fornitura. Non trascurato, inoltre, il gap negativo, registrato dall’Istat nell’ambito della produttività totale, che l’Italia ha mantenuto inalterato dal 1995 al 2021. Poiché tale indice misura anche l’impatto delle tecnologie sulla produttività, un investimento responsabile da parte del Governo nell’adottare l’AI, unito agli investimenti previsti dal Pnrr in Industria 5.0, consentirebbe uno sviluppo concreto e un’iniziativa tutta italiana nel settore dell’intelligenza artificiale.

In una società in continua evoluzione, la Pubblica amministrazione necessita di modernizzarsi e semplificarsi per non rimanere indietro rispetto ai cambiamenti che la circondano. Per tale motivo si è discusso molto delle semplificazioni previste dal Pnrr, che potrebbero avvicinare i cittadini alle imprese, come Spid, Cie e Cloud, nonché servizi ancora in fase di sperimentazione come Wallet, Syllabus e InPa.

La struttura del Summit è stata suddivisa in tre giornate, ciascuna focalizzata su tematiche diverse ma interconnesse. Numerosi gli interrogativi che desideravano trovare risposta durante i vari panel: dalla sfida della produttività ai tempi dell’AI al suo dilemma etico, dal come bilanciare l’AI e Cybersecurity all’innovazione strategica della Pubblica amministrazione.

“Cybersecurity Summit”

AIDurante la seconda giornata, è stato dato ampio spazio al Cybersecurity Summit con l’obiettivo di riunire esperti del settore per condividere le più recenti risoluzioni sul tema. I pilastri intorno cui si sono svolte le discussioni di confronto hanno riguardato tre temi principali: il rapporto tra AI e Cybersecurity, AI e Strategie di Cyber Resilienza nonché la Compliance europea e i suoi percorsi di adozione.

In un mondo soggetto a una continua e rapida evoluzione, è ormai essenziale un uso strategico dell’intelligenza artificiale nell’ambito della cyber security, per rendere i sistemi di sicurezza più reattivi e proattivi, proteggendo i dati. In caso di violazioni, diventa fondamentale la cyber resilienza che consente di affrontare le problematiche derivanti da incidenti di sicurezza e ripristinare i sistemi coinvolti. Per una concreta attuazione di tale metodo, è necessaria una Compliance (conformità) a livello europeo, soprattutto nell’ambito della gestione degli incidenti e della continuità operativa.

Come ha spiegato Elena Vaciago, Research Manager di TIG: «L’impatto di un incidente informatico dipende dalla capacità di gestirlo tramite un piano di Incident Response, le cui metriche critiche da considerare sono anzitutto il tempo di rilevamento e quello di ripristino. Per ottimizzare le capacità di risposta e minimizzare gli impatti, sta venendo in aiuto l’AI».

“CIO Panel”

Il dialogo ha avuto un ruolo centrale anche all’interno della sessione interamente dedicata ai Chief Information Officer (CIO). Quest’anno è ricorso il terzo appuntamento del CIO Leaders Program, promosso dal TIG, cui hanno preso parte i maggiori player ICT con l’intento di analizzare le tematiche più determinanti e di rilievo per i membri dei CIO nazionali. Tale programma ha incluso il Summit e due CIO Panel, che si sono svolti a Milano e a Roma, focalizzati sulla costruzione di tavoli di lavoro tematici sulla base delle proposte del Chairman (rappresentante del mondo accademico), che ha avuto anche il compito di dirigere e semplificare la discussione. L’obiettivo era supportare la community dei CIO italiani attraverso il confronto e la condivisione di idee funzionali ed esperienze riguardo i temi più impattanti. Gli spunti emersi durante le discussioni sono raccolti in un report finale contenente le criticità e raccomandazioni emerse.

“Pa Summit”

Protagonista indiscussa dell’ultima giornata è stata la Pubblica amministrazione in quanto, dovendo garantire un servizio di eccellenza ai propri cittadini, necessita di un continuo sviluppo in linea con le innovazioni tecnologiche. L’onorevole Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, in occasione del suo intervento riguardo l’introduzione dell’AI nell’economia italiana e le sue relative sfide, ha dichiarato: «L’Italia sta compiendo grandi passi in avanti per la diffusione dell’AI integrando il lavoro delle Istituzioni e lavorando su strumenti e competenze accademiche pratiche, così da sostenere un settore che sarà determinante per il futuro economico del nostro Paese e della nostra Europa».

Durante il Summit si è discusso in particolare dell’approccio umano-centrico che deve essere attribuito all’AI, affinché possa supportare le persone e non sostituirle. Come spiegato da Fei–Fei Li, codirettrice dello “Stanford Institute of Human-Centered AI” ospite al Summit, «è una questione di responsabilità collettiva: il rischio, altrimenti, è di sviluppare tecnologie più dannose che utili». Quando la visione antropocentrica diviene ben chiara, i dubbi e le paure legate all’introduzione dell’intelligenza artificiale nella Pa scompaiono, lasciando posto ai vantaggi che derivano dall’accelerazione dei processi di digitalizzazione.

Le prospettive di utilizzo dell’AI in Italia sono molteplici. Potrebbe rilanciare la produttività, stagnante dal 2008, grazie alla sua intrinseca praticabilità e flessibilità; potrebbe includere le aree industriali arretrate valorizzando le informazioni dei processi produttivi, nonché contribuire in modo significativo alla transazione green. Potrebbe, dunque, diventare un’importante alleata per lo sviluppo dell’Italia, se utilizzata nel giusto modo. Ancora una volta, il suo utilizzo e gli eventuali risvolti positivi o negativi dipendono da noi.

 

Ottavia Scorpati

Foto © The Innovation Group, The Hindu, Dgroove, DigiTech.News

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