Ucraina, tre anni di tentativi russi di dominare

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Al Guarini Institute della John Cabot University si discute del terzo anniversario della guerra su vasta scala della Russia contro l’Ucraina

Un bilancio dei tre anni di guerra scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina al Guarini Institute dell’Università John Cabot con il convegno “Three years and counting: the Russian war on Ukraine” durante il quale sono stati presentati due libri: “Intent to Destroy: Russia’s Two-Hundred-Year Quest to Dominate Ukraine” di Eugene Finkel e “La Guerra d’Indipendenza Ucraina” di Simone Attilio Bellezza, Marco Puleri.

Ad aprire i lavori, il prof Federigo Argentieri, direttore del Guarini Institute e docente di Scienze Politiche: «L’Ue e la Nato stanno riformando la propria identità, trasformandola in una “coalition of the willing”. Sono convinto che questa coalizione sarà in grado, anche tramite il riarmo, di resistere a qualsiasi futura aggressione russa».

Gli autori

Secondo Eugene Finkel, professore di Affari Internazionali della John Hopkins University «nel 2022 abbiamo avuto una combinazione di fattori: Putin, anche a causa dell’avanzamento dell’età, inizia a pensare cosa lascerà come grande eredità della sua storia politica; inoltre, l’obiettivo di annettere l’Ucraina lentamente e pacificamente era oramai diventato impossibile da perseguire per via del progressivo avvicinamento all’Occidente di Kiev. Il problema di psicologia etnica russa è che non ha ancora assimilato la perdita dell’impero. Mentre quando il Regno Unito ha perso le sue colonie è diventato semplicemente il Regno Unito, la Russia non sa come andare avanti senza il suo impero».

Simone Attilio Bellezza, professore di Storia contemporanea all’Università del Piemonte Orientale, osserva: «La guerra ha portato a un avvicinamento ideologico dell’Ucraina all’Occidente, abbandonando molte posizioni tradizionaliste riguardo ai temi etici e sociali, in favore dei diritti civili moderni. Non deve passare inosservata la barbarie della violenza sessuale che l’esercito russo usa contro sia donne che uomini, applicandola in pubblico per dimostrare la debolezza e l’annientamento della dignità dell’Ucraina».

Altri interventi

Sullo stesso tema Marco Puleri, professore associato e vice-coordinatore del corso di laurea magistrale in Studi dell’Europa orientale ed Eurasiatici all’Università di Bologna: «Il livello di violenza è molto alto, specialmente riguardo il processo di russificazione, per cui le persone vengono anche forzate a rinunciare la loro cittadinanza ucraina. Basti pensare che prima del 2022, l’Ucraina aveva già un milione e quattrocentomila esuli interni causati dall’invasione della Crimea, molti dei quali hanno dovuto migrare nuovamente negli ultimi due anni».

Il tema degli sfollati e delle identità nazionali è cruciale. «La narrativa russa sul Donbass e il Donetsk è diversa da quella riguardante la Crimea. Medvedev ha dichiarato che mentre in Crimea intervennero per salvare la vita di russofoni, in Donbass dovevano intervenire per salvare cittadini russi dal genocidio ad opera di Kiev. Questo fa parte della considerazione putiniana di molti territori limitrofi alla Russia, per cui negli ultimi dieci anni il Governo russo ha creato un’infrastruttura per garantire la cittadinanza e il passaporto russo agli abitanti del Donbass».

Il commento di Jonathan Aberman

Jonathan Aberman è un Executive in Residence e Strategic Advisor del Presidente presso la John Cabot University. È un partner di Ruxton Ventures a Washington, DC, e ha contribuito a formare e far crescere molte startup di software negli Stati Uniti e in tutto il Mondo. Partner anche di Venture Bottega, uno studio di startup con sede a Roma. È un noto esperto di innovazione, politica ed economia. Attualmente è il conduttore di What’s Working in Washington, un programma radiofonico settimanale che copre l’intersezione tra politica, economia e innovazione e un editorialista regolare per il Washington Business Journal. In precedenza era un editorialista per il Washington Post. Le sue esperienze di definizione delle politiche hanno attraversato il governo federale, statale e locale, incluso un ruolo di consulente esterno per l’innovazione presso l’amministrazione Obama, dove il suo lavoro ha portato a nuovi approcci alla commercializzazione della tecnologia finanziata a livello federale.

Eugene Finkel

Eugene (Evgeny) Finkel è professore di Affari Internazionali alla John Hopkins University. Lavora all’intersezione tra scienze politiche e storia. È nato in Ucraina ed è cresciuto in Israele. Finkel ha conseguito una laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università Ebraica di Gerusalemme e un dottorato di ricerca in Scienze Politiche presso l’Università del Wisconsin-Madison. La sua ricerca si concentra su come istituzioni e individui rispondono a situazioni estreme: violenza di massa, crollo dello Stato e rapidi cambiamenti. Il libro più recente di Finkel, Intent to Destroy: Russia’s Two–Hundred–Year Quest to Dominate Ukraine, cattura la storia completa di come e perché la Russia ha cercato di sottomettere violentemente l’Ucraina nel corso dei secoli e di come gli ucraini hanno resistito.

Simone Attilio Bellezza

Simone Attilio Bellezza insegna Storia contemporanea all’Università del Piemonte Orientale e Marco Puleri è professore associato e vice-coordinatore del corso di laurea magistrale in Studi dell’Europa orientale ed Eurasiatici all’Università di Bologna. Nel loro libro, La Guerra d’Indipendenza Ucraina, dodici studiosi italiani e ucraini esplorano come la guerra abbia influenzato e trasformato la società, la cultura e la politica ucraina in diversi ambiti, dalla violenza in prima linea alla lotta dei movimenti femministi e Lgbtqia+, dalle migrazioni alle affiliazioni religiose, dalle dinamiche del potere politico e culturale alle relazioni internazionali. Questo libro è un tentativo unico di interpretare la guerra nel medio-lungo termine per comprendere il futuro dell’Ucraina.

 

Elodie Dubois

Foto © John Cabot University

Video © Eurocomunicazione

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