La chat tra il vicepresidente statunitense e il capo del Pentagono rende palese l’ostilità con il Vecchio Continente
A seguito di una incredibile svista sono stati rivelati i contenuti di una chat confidenziale tra una ristretta cerchia di alti funzionari dell’esecutivo Usa. La notizia è stata confermata dal National Security Council e costituisce una sorprendente violazione della sicurezza. Ma al di là delle polemiche interne al sistema statunitense, quello che colpisce maggiormente gli europei sono le accuse ricevute. L’Europa sarebbe infatti nient’altro che un concorrente commerciale sleale e un parassita militare.
Un’incredibile svista
Che l’attuale amministrazione americana non avesse stima per l’Europa lo si era già capito. Alla Conferenza di Monaco dello scorso febbraio, il vicepresidente Vance aveva chiarito che a Washington l’opinione corrente era che gli europei più che dei partner fossero degli scrocconi. Nei messaggi, in cui si esprime disprezzo, si suggerisce di chiedere loro di pagare per i raid militari Usa messi a segno recentemente in Yemen.
La chat che avrebbe dovuto riunire solo alcuni massimi funzionari della Sicurezza
nazionale, ha invece incluso il direttore della rivista The Atlantic, Jeffrey Goldberg. A rivelarlo è stato lui stesso: “L’amministrazione Trump mi ha inviato per sbaglio un messaggio coi suoi piani di guerra“, ha scritto in un articolo. “I leader della sicurezza nazionale degli Stati Uniti mi hanno incluso in una chat di gruppo sui prossimi attacchi militari nello Yemen: non pensavo fosse vero, ma poi hanno cominciato a cadere le bombe”.
Una guerra si decide in chat?
In un’intervista alla CNN, il giornalista ha poi spiegato di essere entrato a conoscenza di una serie di dettagli sensibili sulle forniture militari, il tipo di apparecchi e la localizzazione degli attacchi, ma di aver deciso di non diffondere tali informazioni per non mettere a repentaglio l’operazione e il personale militare coinvolto. Goldberg non crede sia nell’interesse del pubblico americano conoscere questi dettagli, come da lui stesso affermato. Viceversa è di grande interesse che alti esponenti dell’amministrazione degli Usa stessero discutendo i dettagli di un piano militare su una app di messaggistica (Signal) e in un gruppo senza un reale controllo dei partecipanti.
Come ha sottolineato lo stesso Goldberg, Vance e gli altri 18 alti funzionari presenti nella chat potrebbero aver commesso diverse violazioni. Ad esempio, l’uso di Signal per informazioni così sensibili, che normalmente sono trattate su sistemi criptati governativi. E soprattutto quella di aver incluso un giornalista rivelando informazioni classificate. Il caso avrà sicuramente un seguito nel prossimo futuro poiché Goldberg, uno dei giornalisti più rispettati degli Usa, ha lasciato intendere di voler pubblicare altre parti della conversazione.
Una trappola per il segretario alla difesa Pete Hegseth?
A creare ancor più imbarazzo è stato lo scambio sull’Europa tra Vance e Pete Hegseth,
segretario alla Difesa, riportato parola per parola da Goldberg. Vance scrive al team che solo il 3% del commercio Usa passa dal Canale di Suez, contro il 40% di quello europeo. Indirettamente si intende che agire per proteggere le rotte commerciali globali sia in realtà una sorta di favore al Vecchio Continente. E continua: “Se ritenete che dovremmo comunque farlo, allora andiamo. Però detesto l’idea di salvare gli europei ancora una volta”. Tre minuti dopo, arriva la replica di Hegseth: “Condivido in pieno la tua critica degli approfittatori europei. È patetico”.
Le reazioni di Trump
Il presidente Trump ha salvato il suo consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, quello che ha invitato per sbaglio nella chat Goldberg, sostenendo che «ha imparato la lezione ed è un brav’uomo». Ha ribadito che «nessuna informazione classificata è stata condivisa». Inoltre, ha difeso l’uso dell’app Signal: «lo fanno tutti, anche in ambienti militari», ma ha ammesso che «queste cose succedono quando si è fuori dalla Situation room». Ha anche appoggiato in pieno quei messaggi in cui il suo vice, Vance, è tornato a insultare gli europei. «Sono d’accordo con lui, sono dei parassiti, lo sono stati per anni», ha affermato il presidente.
Il Vecchio Continente
Finora l’Unione europea è rimasta in sordina. Per l’Italia però una risposta c’è stata ed è quella del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il vicepremier ha ricordato a Washington che, con la missione Aspides, «i nostri mercantili ce li proteggiamo da soli, con la nostra Marina militare che ha abbattuto diversi droni lanciati dagli Houthi contro di noi. Forse» – ha sottolineato il titolare della Farnesina – «Vance è appena arrivato, magari non conosce il pregresso, ma siamo integrati in una serie di operazioni, anche con gli Usa e Gb. Lì c’è la Marina militare italiana, i nostri mercantili ce li proteggiamo, non ce li proteggono altri, e noi proteggiamo altri come altri proteggono noi. Questo per mettere i puntini sulle i, con grande rispetto e senza odiare nessuno».
Succederà qualcosa?
I democratici, che hanno alzato i toni durante un hearing al Congresso, chiedono la testa del ministro della Difesa, Pete Hegseth (un ex giornalista della Fox), accusato di aver dimostrato nella vicenda “tutta la superficialità e incompetenza” e di Mike Waltz, il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca. Di fatto è lui che ha organizzato materialmente la chat creata dalla presidenza per discutere con Pentagono, Dipartimento di Stato e servizi segreti, l’attacco agli Houti.
Scossi dalla vicenda, anche esponenti repubblicani come il capo dei senatori John Thune chiedono di saperne di più mentre il senatore conservatore Roger Wicker, presidente della Commissione Forze Armate, si dice allarmato e promette di andare a fondo con un’indagine bipartisan.
Ma, in realtà, non succederà nulla, anche se sono state violate leggi sulla sicurezza, l’Espionage Act e le norme sull’obbligo di conservazione delle comunicazioni tra pubblici ufficiali.
Varie violazioni
In pratica il “problema tecnico” riguarda il coinvolgimento di Goldberg, forse inserito nel gruppo per errore: ha le stesse iniziali, JG, del Rappresentante Usa per il Commercio estero, Jamieson Greer.
Ma la vera questione sta nell’utilizzo del canale di un’azienda commerciale per comunicazioni sicuramente segrete per le quali leggi e regole interne impongono ai membri del Governo il ricorso a particolari spazi protetti chiamati Scif (Sensitive compartimented information facility) creati anche nelle abitazioni di molti di loro e nei quali non è nemmeno ammesso recarsi avendo con sé uno smartphone per evitare ogni rischio di intercettazioni.
E, comunque, i pubblici ufficiali non possono dialogare su piattaforme come Signal nemmeno per le comunicazioni su materie che non richiedono segretezza. In alcuni casi sono autorizzati a farlo, ma solo per lo scambio di informazioni di tipo logistico, prendere appuntamenti o quando il ricorso ad altri sistemi di comunicazione più sicuri è problematico.
Un altro aspetto illegale riguarda l’obbligo di conservazione di tutte le comunicazioni rilevanti scambiati da organi di Governo. Per legge tutto deve essere registrato e deve essere archiviato, compresi i text message che sono ammessi solo se subito copiati su account ufficiali dell’amministrazione. Non pare sia questo il caso, anche perché Waltz ha creato una chat programmata per autocancellarsi in parte dopo 4 giorni e per il resto dopo 7.
Nicola Sparvieri
Foto © RTL 102.5, NDTV, The New York Times, Europa Today, Today













