Altra tegola sulla Santa sede, mentre ci si prepara al conclave

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Pechino nomina due vescovi a Shangai e Xinxiang, in violazione dell’intesa, approfittando della sede vacante

Nelle discussioni generali pre conclave entra l’Accordo segreto ma rinnovato più volte con la Repubblica popolare cinese. Siglato nel 2018 e rinnovato più volte, riguarda la nomina dei vescovi. La Cina, approfittando della sede vacante, ha nominato due vescovi uno a Shangai Wu Janlin, direttore della commissione per gli Affari educativi, l’altro padre Li Janlin, scelto per guidare la diocesi di Xinxiang. La notizia giunge da Asia News.

Riavvicinamento alla Cina lontano

Ciò avviene in violazione dell’intesa che era stata siglata fra Città del Vaticano e Pechino. Il metodo è quello di convocare assemblee costituite da sacerdoti e laici e far ratificare l’unico nome proposto. Poi il nominativo lo si presenta alla Santa Sede e il Papa deve decidere se accettare o meno. Il fatto è che a Shangai nel 2023, si informò il Vaticano che le autorità avevano nominato vescovo mons. Shen Bin.

Di fatto costrinsero Bergoglio – obtorto collo – ad accettare la nomina, ma a Shangai di vescovi ausiliari ce ne sono già due, tra cui mons. Taddeo Ma Daqin, che in realtà è confinato nel seminario di Sheshan con divieto di uscire. In quanto nel 2012 aveva osato conclavedimettersi dalla Associazione Patriottica (governativa). L’altra nomina pone problemi seri in quanto il candidato prescelto è uno dei firmatari della circolare con cui si proibiva a minori di entrare in Chiesa per seguire la messa. Cosa succederà ora con il nuovo Pontefice? Ratificherà queste nomine o le rispedirà al mittente?

Di certo queste notizie non sono piaciute al cardinale Parolin che si è speso molto per il riavvicinamento alla Cina, anche se in qualche suo discorso ha espresso perplessità.

La tegola del risarcimento danni a Mincione

Ad aggravare la già precaria situazione dei conti in Vaticano che sono in rosso, e proprio ora che la Santa Sede è senza guida, giunge da Londra la condanna a pagare circa 4 milioni di sterline al finanziere Raffaele Mincione. Ci si riferisce al vecchio scandalo del palazzo di Sloane Avenue, un investimento immobiliare per il quale il cardinale Becciu ora ha fatto un passo indietro, non partecipando al Conclave come richiestogli da Bergoglio. L’investimento ha creato un buco da centinaia di milioni di euro nelle casse dello Stato Vaticano.

Il giudice londinese ha ordinato al Vaticano di pagare il 50 per cento delle spese legali totali, pari a 7 milioni di sterline, sostenute però da Mincione per essere stato costretto a difendersi da false accuse di disonestà, frode e cospirazione mosse da funzionari vaticani. Si tratta del primo procedimento legale intentato contro il piccolo Stato nella storia millenaria della Chiesa. Nell’ordinanza che ha confermato la quasi vittoria di Mincione dopo anni di controversie, il giudice ha ordinato al Vaticano di effettuare il pagamento di 1,5 milioni di sterline entro qualche settimana, nonché ulteriori pagamenti a breve. Di questo si dovrà occupare il nuovo Pontefice.

I lavori in Cappella Sistina

Si stanno concludendo i preparativi in vista dell’inizio del Conclave che avverrà da domani, mercoledì 7 maggio, dalle ore 16,30. In Cappella Sistina sono state sistemate due stufe per bruciare le schede. La mattina del 5 maggio e il pomeriggio nella stessa giornata i cardinali hanno tenuto due Congregazioni. Nel frattempo a Casa Santa Marta e nell’edificio della vecchia Santa Marta si sono conclusi i lavori di riammodernamento degli spazi. Sarebbero state ricavate 200 camere che serviranno non solamente per alloggiare i funzionari vaticani che gestiranno le varie fasi del Conclave.

Durante l’evento per ogni evenienza saranno presenti 5 elettricisti e ascensoristi, personale delle pulizie, 5 termo-idraulici, 2 florieri i quali nel pomeriggio del 5 hanno prestato giuramento. Saranno in servizio a tempo pieno e pernotteranno in Vaticano senza poter avere contatti con le proprie famiglie. Sono loro che conoscono le procedure e le necessità e si tratta – ha spiegato Silvio Screpanti, vicedirettore del Settore infrastrutture e Servizi del Governatorato – di persone esperte che hanno partecipato a precedenti conclavi.

Gli alloggi in Santa Marta e le votazioni

I cardinali potranno occupare gli alloggi in Santa Marta dal pomeriggio di martedì 6 maggio e dalla mattina del 7 maggio. In ogni stanza oltre il letto è stato messo un comodino e un armadio.

Per quanto riguarda le votazioni dopo la prima operazione, che come abbiamo scritto si svolgerà mercoledì 7, seguiranno giovedì e venerdì altre due votazioni la mattina e due il pomeriggio in ciascun giorno. Si prevede per sabato 10 maggio, qualora il Pontefice non sia stato ancora eletto, una giornata di riflessione e preghiera.

 

 

Giancarlo Cocco

Foto © Vatican media

Video © Eurocomunicazione

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