Conclave, nodi rilevanti da sciogliere

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133 o 120? Quanti saranno i cardinali che potranno votare per l’elezione del nuovo Papa?

Erano piu di 180 i cardinali che lunedì 28 aprile si sono riuniti nell’Aula del Sinodo per stabilire la data di inizio del Conclave, fissata a mercoledì 7 maggio.

I cardinali elettori saranno 133 in quanto il cardinale spagnolo Antonio Canzares e l’arcivescovo di Sarajevo Vinko Pulic non saranno presenti a Roma per gravi motivi di salute. Già nella serata di lunedì girava voce che il cardinale Becciu, che nei giorni precedenti aveva più volte affermato di voler essere presente al Conclave e votare il nuovo Papa, era sul punto di fare un passo indietro, dopo che il cardinale Parolin aveva presentato all’assemblea un documento siglato da Papa Francesco, che lo escludeva dal voto. L’annuncio deinitivo è arrivato martedì mattina con una dichiarazione del porporato sardo: «avendo a cuore il bene della Chiesa che ho servito e continuerò a servire con fedeltà e amore, per contribuire alla serenità del Conclave ho deciso di obbedire alla volontà di Francesco di non entrare in Conclave pur rimanendo convinto della mia innocenza».

Ricordiamo in proposito che Becciu fu gravemente accusato di aver detratto oltre 140 milioni di euro per la compravendita-truffa di un palazzo di Londra quando ricopriva la carica di “sostituto agli affari generali della Segreteria di Stato”.

Le regole per il Conclave stabilite da Giovanni Paolo II

Dei 133 Cardinali, tutti con meno di 80 anni di età, 108 sono stati nominati da Bergoglio, 22 da Benedetto XVI e 5 da Giovanni Paolo II. Ma proprio lui il 22 febbraio del 1996 promulgò una Costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis” – Dell’intero gregge del Signore – che dettava norme per l’elezione del romano Pontefice. I punti salienti sono così riassumibili:

  • I Cardinali devono essere alloggiati nella Domus Sanctae Marthae. In quanto in precedenti Conclavi molti si erano lamentati per il grande caldo che regnava nei loro ambienti spesso angusti ricavati nel palazzo apostolico e privi di servizi igienici.
  • Per impedire che parlino con estranei una volta usciti dopo la votazione dalla Cappella Sistina, devono essere trasportati a Santa Marta con appositi pulmini.
  • Il quorum necessario per l’elezione è di due terzi.
  • Quattro sono le votazioni due al mattino e due al pomeriggio tranne che per il primo giorno nel quale ne avverrà una, nel pomeriggio, con relativa fumata. Trascorse 34 votazioni, quindi dal 10° giorno in poi, senza che si arrivi alla elezione, il collegio dei cardinali può modificare il quorum richiesto. Benedetto XVI, l’11 giugno 2007 approvò la modifica che dopo le 34 votazioni andavano votati soltanto i due cardinali che nell’ultimo scrutinio avevano ottenuto il maggior numero di consensi. Coloro che sono in ballottaggio in tal caso sarebbero esclusi dall’elettorato attivo.
  • Paolo VI dispose che al Conclave dovevano partecipare non più di 120 Cardinali che non dovevano aver superato gli 80 anni.

Saranno 120 i cardinali ammessi in Cappella Sistina o 133?

Il problema risolto oggi, mercoledì 30 aprile, quando la Congregazione dei cardinali, preso atto che Papa Francesco aveva creato un numero superiore a 120 elettori, ha disposto che gli eccedenti il numero limite “hanno il diritto di eleggere il Romano Pontefice“.

Lo scenario che si presenta e gli schieramenti

Il candidato di bandiera dei conservatori sembra essere il cardinale Erdo, arcivescovo di Budapest e Primate d’Ungheria classe 1952.

Quello del fronte progressista è invece il cardinale Grech, maltese di 68 anni, uno dei collaboratori più stretti di Papa Francesco.

Infine tra i papabili accreditati c’è il segretario di Stato Parolin. Originario di Schiavon nel vicentino, un piccolo Paese di qualche Conclavemigliaio di anime ove si conoscono tutti. Suo padre è scomparso quando era adolescente e la mamma Ada ha tirato su la famiglia facendo la maestra. Ha un fratello che è magistrato e una sorella Maria Rosa ed é cresciuto in ambiente cattolico. Nel 1969 è entrato in seminario poi nel 1980 è diventato sacerdote e spedito dal vescovo a Roma. Ha studiato prima alla Gregoriana, poi alla Pontificia Accademia Ecclesiastica ove si formano i nunzi apostolici. È stato in giro per il Mondo: prima in Nigeria, poi in Messico, quindi chiamato in Segreteria di Stato. Promosso si è recato in Vietnam seguendo il dossier Cina.

La sua attività con BergoglioBergoglio non è stata priva di piccole controversie specie in campo diplomatico. Si racconta che in più di una occasione Parolin fosse talmente amareggiato del trattamento riservatogli che voleva lasciare l’incarico ma a frenarlo è stato il suo fortissimo senso del dovere. Più volte si è pronunciato a favore dell’abolizione del celibato dei sacerdoti. È contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso, all’eutanasia e all’aborto. Ha contrastato la minoranza ecclesiale della messa in latino.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Italia informa, Tiscali notizie, Wikipedia

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Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

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