L’interruzione temporanea di corrente ha evidenziato come la nostra vita quotidiana è ormai strettamente legata alla tecnologia
Il blackout elettrico che lunedì 28 aprile ha paralizzato la Spagna con ripercussioni in Portogallo e Francia, ha causato 5 vittime oltre a danni e perdite economiche ancora da valutare. Alle 12:30 si sono verificate in pochi secondi due perdite di generazione di corrente che il sistema non è stato in grado di assorbire. Si sono quindi prodotte le condizioni estreme che portano a una disconnessione di emergenza. A cascata ne sono conseguite l’interruzione delle interconnessioni elettriche con la Francia e la disconnessione generale del sistema spagnolo.
Una commissione di inchiesta annunciata dal premier spagnolo Sanchez verificherà le cause, mentre la Corte penale suprema spagnola ha aperto un’inchiesta su un possibile “sabotaggio” di infrastrutture critiche. La corrente elettrica è cominciata a tornare dopo 10–12 ore, lasciando milioni di persone disconnesse e solo dopo due giorni è stata completamente ripristinata.
Mezzi di trasporto nel caos
Quanto accaduto offre l’occasione per una breve riflessione sulle nostre abitudini e su quanto dipendiamo dalla tecnologia e dall’elettricità. Una prima considerazione è quella relativa ai mezzi di trasporto: i semafori hanno smesso di funzionare causando ingorghi e incidenti. Le metropolitane e i treni si sono fermati improvvisamente lasciando migliaia di persone bloccate nelle stazioni o nei convogli. L’interruzione dei sistemi informatici ha comportato disagi anche negli aereoporti. Senza energia elettrica e tecnologia non solo si è paralizzata la mobilità, ma si è messa anche a rischio la sicurezza dei cittadini.
Sistemi di pagamento, informazione e comunicazione
Probabilmente uno degli effetti più immediati e visibili del blackout è stato il sistema di pagamento elettronico. Nell’impossibilità di utilizzare il bancomat, la carta di credito o il telefono, molti cittadini si sono trovati impediti ad acquistare beni essenziali in mancanza di contante, a dimostrazione che questo resta una risorsa importante in caso di emergenza, nonostante la spinta verso una società sempre più cashless.
L’interruzione elettrica ha causato anche un blackout informativo e comunicativo, non essendo stato più possibile utilizzare internet, smartphone e tv. Solo chi possedeva una radio a batteria ha potuto ricevere aggiornamenti utili, comprovando che in caso di emergenza bisogna avere strumenti alternativi di comunicazione.
L’assenza di internet e dispositivi digitali come il kindle ha costretto le persone a riscoprire modi alternativi per trascorrere il tempo. Molti hanno ripreso in mano libri cartacei ma altrettanti se non di più si sono riversati nelle strade dove hanno vissuto momenti di convivialità spontanea e intrattenimento autentico spesso dimenticato nella frenesia e solitudine della vita connessa.
Interruzione della vita quotidiana
Durante il blackout anche la preparazione e la conservazione del cibo sono diventati un problema. Frigoriferi e congelatori hanno smesso di funzionare mettendo a rischio la freschezza degli alimenti, non solo nelle case private ma anche presso gli esercenti. Di qui la corsa all’acquisto di cibi in scatola e altre derrate alimentari che si conservano facilmente anche senza il frigorifero.
Nell’impossibilità di utilizzare piani di cottura, forni a microonde, friggitrice ad aria, anche cucinare o riscaldare è diventato un problema. I più fortunati hanno forse potuto usufruire dei fornellini a gas.

Senza energia elettrica, abitazioni, strade ed edifici pubblici sono rimasti al buio. Molte persone hanno dovuto ricorrere a torce a batteria, candele o lanterne. L’assenza di illuminazione pubblica in Città ha aumentato il rischio di incidenti e ha generato un senso diffuso di insicurezza. L’illuminazione spesso data per scontata è essenziale non solo per il comfort ma anche per la sicurezza quotidiana.
Da esperienza a consapevolezza
L’oscuramento elettrico, al di là dei disagi e ingenti danni causati, si può considerare occasione di riflessione per renderci più consapevoli di quanto dipendiamo dalla tecnologia. Attività quotidiane, semplici come comunicare e spostarsi, fare acquisti, cucinare sono diventate improvvisamente complicate o impossibili. Il blackout è stato utile per riscoprire il valore delle relazioni dirette, del tempo “off line”. È una opportunità per rivedere le nostre abitudini e trovare un equilibrio più sano tra tecnologia e autonomia.
Veronica Tulli
© La Stampa, AGI, Il Post












