Metsola al Meeting di Rimini: «uniti o andremo verso il declino»

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Dalle radici giudaico-cristiane al futuro plasmato dall’importanza dell’Ia, dal ruolo delle imprese e da un sistema giusto per l’immigrazione

Si è conclusa la 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, festival nato dall’iniziativa di alcuni membri del movimento cattolico Comunione e Liberazione nel 1980. Centrale è stato l’intervento della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, all’incontro “Europa. Custodire le radici, accelerare il futuro”. La leader europea ha preso parola in seguito ai saluti istituzionali del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e del presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS, Bernhard Scholz. Si è trattato di un panel il cui obbiettivo era fornire l’occasione per riflettere sul percorso di integrazione europea, partendo dalle sue radici ma con lo sguardo rivolto al futuro, analizzando le modalità con cui le istituzioni affronteranno le sfide di un Mondo sempre più complesso, pronte ad accogliere nuovi Paesi all’interno della Comunità europea restando però fedeli a loro stesse.

Le parole di Tajani

Nel suo discorso di apertura della sessione, il vicepresidente del Consiglio ha esordito dichiarando che «la cultura woke è una specie di gramigna che va estirpata dalla nostra società per i disastri che ha provocato». Tajani ha poi chiesto come si possa essere uniti se non ci riconosciamo tutti nella nostra identità, facendo riferimento alle comuni radici giudaicocristiane, legate alla cultura romana e greca, che la caratterizzano. «Questa è la nostra identità. Questo non significa non essere accoglienti, anzi: più si ha un’identità forte, più si è disponibili ad accogliere». Nel definire quali siano i pilastri dell’Ue, ha ribadito che la vera cultura europea sia fondata su dei principi storicamente consolidati quali l’economia sociale di mercato, la centralità assunta dalla persona, la difesa della libertà, della solidarietà e della sussidiarietà. Tali fattori costituiscono il modello europeo che risulta essere antitetico alla “woke culture”.

In chiusura del suo discorso, Tajani si è soffermato sul tema della pace, richiamando gli inviti di Papa Leone XIV a ricercarla. «Ma pace non è sventolare una bandiera. La pace è un sentimento che deve essere diffuso, sostenuto e per il quale bisogna combattere ogni giorno». Riprendendo le parole di Madre Teresa di Calcutta, per cui «la pace è come una goccia e il mare è fatto di tante piccole gocce», il ministro ha sottolineato che l’originaria missione delle istituzioni europee fosse quella di tutelare la pace in seguito agli orrori delle guerre mondiali, ribadendo che l’Europa debba continuare su questa strada, non soltanto con le parole ma con le azioni.

Secondo Tajani, la difesa della pace richiede un impegno quotidiano che vede perfettamente incarnato dal lavoro svolto dalla presidente Metsola, da lui definita «una dei grandi leader europei che difende la pace con il suo comportamento e con le sue scelte ogni giorno».

Insieme per il cambiamento o soli verso il declino

Nel suo intervento, la leader europea ha dichiarato che la rapidità con cui le dinamiche internazionali sono cambiate pongano gli Stati membri dell’Ue innanzi due sole possibilità: guidare insieme il cambiamento oppure affrontare da soli il proprio declino. Difatti, stando alle parole della Metsola, «il rassicurante rifugio di una terza via, ambigua e intermedia, non esiste più». Innanzi le crescenti e continue sfide, legate alla guerra in Ucraina, all’intelligenza artificiale, al cambiamento climatico, all’immigrazione e all’energia, l’unità dell’Ue risulta essere l’unica possibilità per una gestione ottimale. Secondo la presidente, non si tratta di «appartenenze politiche né di ideologia ma di capire se siamo pronti a trovare il coraggio di rispondere a ciò che questo momento storico ci chiede». In un Mondo in cui «i tiranni sono ancora troppi», l’Europa deve comprendere che il momento dell’azione sia ora.

Nella sua dichiarazione, Metsola ha riconosciuto che vi siano ancora numerose questioni su cui l’Ue può migliorare, trattando tematiche piuttosto impellenti.

Imprese

Rispetto la questione che riguarda le imprese, la guida del Parlamento ha sottolineato la necessità di adottare delle misure che siano maggiormente ambiziose al fine di ridurre l’eccessiva burocrazia, sostenendo e rilanciando il tessuto produttivo europeo, in modo da sostenere e incentivare la crescita delle imprese. Lo scopo è quello di «colmare il divario tra un’idea e il suo ingresso sul mercato, riportare la produzione industriale in Europa e costruire i campioni industriali di domani». L’analisi della Metsola ha inoltre messo in luce come l’attuale frammentazione dell’Ue le stia facendo perdere forza produttiva a vantaggio di Paesi concorrenti, quali la Cina, ottenendo meri vantaggi di breve respiro.

MetsolaNon sono poi mancate critiche implicite alle recenti norme europee sul packaging che «che impongono alle piccole e medie imprese europee oneri rigidi e controproducenti», definendole delle «proposte che finiscono per ostacolare invece di aiutare». In merito a tale aspetto negativo, ha poi concluso annunciando che nelle prossime settimane il Parlamento europeo provvederà a «correggere questa situazione».

Intelligenza artificiale

Nel suo intervento non poteva di certo mancare un riferimento al tema dell’intelligenza artificiale, rispetto cui ha affermato che «un Continente più competitivo e più connesso è l’unico modo per consentire all’Europa di restare protagonista della rivoluzione tecnologica che ha trasformato ogni aspetto della nostra vita». Allo stesso tempo però l’Europa non deve restare una mera spettatrice nella corsa globale all’Ia, piuttosto deve svolgere un ruolo attivo assumendo una propria prospettiva scevra dalle influenze americane e cinesi.

Immigrazione

Nella prospettiva della Metsola, il medesimo approccio proattivo che l’Ue dovrebbe adottare nel campo dell’intelligenza artificiale dovrebbe essere esteso e applicato anche nel settore riguardante l’immigrazione. L’obbiettivo dell’Eurocamera è difatti quello di edificare un sistema che sia realmente funzionante, che sappia essere giusto e umano ma, contemporaneamente, anche fermo ed efficiente. Secondo la presidente, il sistema attualmente in vigore consente di proteggere le frontiere, combattere le reti criminali dei trafficanti che sfruttano i più vulnerabili, riuscendo inoltre a destinare le risorse a chi ne ha realmente bisogno.

Dichiarazione finale

MetsolaIn conclusione del suo intervento, la Metsola ha dunque ribadito che solo «un’Europa che sappia rimettere l’essere umano prima di qualsiasi istituzione, di qualsiasi mercato e di qualsiasi confine» sarà in grado di continuare a rispondere agli interessi e alle preoccupazioni dei cittadini, alle ambizioni delle imprese e alle speranze dei suoi giovani, promettendo infine che il Parlamento europeo non disattenderà la fiducia risposta nei suoi confronti dai suoi cittadini, ripagandoli con lavoro e risultati.

 

Ottavia Scorpati

Foto © Avvenire, IlSussidiario.net, Eurovetrocap, Istituto Spinelli

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