Il Dicastero per la dottrina della fede disconosce le apparizioni avvenute a Madeleine Aumont per la realizzazione di una “Croce Gloriosa”
Dozulè è una cittadina della Normandia a 200 Km da Parigi. Qui il 28 marzo del 1972 alle ore 4 e 35 Madeleine Aumont, madre di cinque figli e moglie di un operaio, si apprestava a dire le sue preghiere mattutine come faceva ogni giorno, in quanto il marito si svegliava presto per andare al lavoro, quando, aperta la finestra, fu accecata da una luce abbagliante nel cielo.
«Una immensa Croce luminosa si formò in cielo a poco a poco. Dapprima apparvero i bracci poi la base infine la parte superiore. La Croce appariva immensa, tutta dritta, abbagliante e meravigliosa». Così racconta Madeleine Aumont nel suo diario degli incontri con Cristo. Questi “incontri” sono stati 49 e si sono protratti fino al 6 agosto del 1982. Le apparizioni erano volte al progetto della costruzione di una grande Croce Gloriosa nel comune di Dozulè. Avrebbe dovuto essere illuminata, alta 738 metri pari alla altura del Golgota, con bracci di 123metri . Questa Croce Gloriosa di Dozulè si distingue dalle Croci d’Amore realizzate dai seguaci negli anni, in altri Paesi del Mondo quali Italia, Messico, Argentina ecc.
Indagini
Le apparizioni del Cristo avvennero anche in presenza dell’abate Victor L’Horset e di
alcune suore dettando alla veggente Madeleine una serie di precetti e moniti per l’umanità, la Preghiera di Dozulè e messaggi di un prossimo “ritorno del Cristo-Re”. Secondo quanto riferisce Madeleine Aumont sempre nel suo diario,il 2 gennaio del 1972 Gesù le avrebbe rivelato: «io prometto alle anime che andranno a pentirsi ai piedi della Croce Gloriosa e che reciteranno tutti i giorni la preghiera che ho loro insegnato, che il maligno non avrà più potere su di loro in questa vita, che essi diverranno puri e saranno figli di Dio per l’eternità. Mio Padre la cui bontà è infinita vuole salvare l’Umanità che è sull’orlo del precipizio». Il racconto di queste parole sono giunte fino a noi grazie ai verbali del parroco e delle suore che affermarono aver assistito alle apparizioni.
Il vescovo di Bayeux-Lisieux, Jean Badrè si rifiuto di trasmetterle al Papa come la veggente richiedeva. Ma nel 1981 un missionario di passaggio a Dozulè, venuto a conoscenza dei fatti, consegnò a Papa Giovanni Paolo II i verbali poco tempo dopo l’attentato subito dal Pontefice. Nel 1983 Padre Greco, gesuita e confessore del Papa e consulente pontificio gli propose di aprire un’indagine in merito a queste presunte apparizioni. Il 24 giugno 1985 il vescovo di Bayeux- Lisieux incaricato, pubblicò una ordinanza ufficiale di non riconoscimento della soprannaturalità e di divieto del culto pubblico.
La riapertura del “caso Dozulè”
Nel maggio del 2011 mons. Boulanger, vescovo della Diocesi alla quale fa capo la
cittadina delle apparizioni ha riaperto il caso istituendo una nuova Commissione di inchiesta. Il 3 novembre scorso, dopo 14 anni, il Dicastero per la dottrina della fede con una lettera a firma del cardinale prefetto Victor Manuele Fernandez, approvata dal Pontefice Leone XIV ha emesso la decisione: «Il fenomeno delle presunte apparizioni avvenute a Dozulè, legato alla realizzazione di una croce di enormi dimensioni che avrebbe garantito la remissione dei peccati e salvezza a coloro che vi si sarebbero avvicinati, è da ritenersi in maniera definitiva come non soprannaturale».
In una delle apparizioni il Cristo avrebbe richiesto non solo la costruzione della Croce -peraltro mai costruita – ma anche di un santuario ai suoi piedi. Secondo il Dicastero nel Mondo copie di quelle croci ne sono sorte molte e non vi è bisogno di erigerla così in alto. «Essa si eleva ogni volta che un cuore sotto l’azione della grazia si apre al perdono, e che un’anima si converte. La speranza risorge là dove sembrava impossibile, anche quando un credente baciando una piccola croce si affida a Cristo. La Chiesa incoraggia le espressioni di fede che conducono alla conversione e carità, ma mette in guardia da ogni forma di sacralizzazione del segno, come garanzia assoluta della salvezza».
La lettera del Dicastero cita anche altri messaggi che sono stati smentiti dai fatti, come quello secondo il quale Gesù avrebbe chiesto di realizzare la Croce Gloriosa e il Santuario entro la fine dell’anno Santo 1975, “perché sarà l’ultimo anno Santo“. Circostanza non vera dato che ne sono stati celebrati altri due ordinari il 2000 e 2025 e straordinari quelli del 1983 e 2016.
Dal diario di Madeleine Aumont
Nella prima apparizione (28 marzo 1972) la veggente scrive: «Sentii una voce forte, grave, maestosa, ”Ecce crucem domini” mi feci il segno della croce poi sentii un’altra voce vicino a me “farete conoscere questa Croce e la porterete”. Dopo qualche secondo tutto sparì. Presi un pezzo di carta e scrissi le tre parole delle quali non conoscevo il significato latino. Quel mattino stesso andai dal parroco Don L’Horset e gli chiesi la traduzione “ecco la Croce del Signore” mi disse e se ne stupì ma non gli riferii nulla della visione. Non dissi nulla né a mia madre di 83 anni né a mio marito». Il 30 marzo 1972 giovedì Santo, Maddalena “in confessione” riferì al Sacerdote che aveva un po’ insistito la sua Visione della Croce. E tutto ebbe inizio.
Giancarlo Cocco
Foto © Benevento-la-Libera Voce del Sannio, Il Sussidiario.net, Vatican News













