Ucraina-Usa: svolta nei negoziati per fermare la guerra

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Ucraina Usa

In Florida si discute un possibile accordo per fermare il conflitto, mentre crescono le pressioni politiche e militari su Kiev

Un incontro tra la delegazione ucraina e alti funzionari statunitensi è iniziato in Florida, Usa, sui dettagli del quadro proposto da Washington per porre fine alla guerra della Russia in Ucraina, mentre Kiev subisce pressioni su fronti militare e politico.

Secondo Axios, un alto funzionario statunitense ha dichiarato che la Casa Bianca vuole chiudere le ultime spine dell’accordo, della questione territoriale e delle garanzie di sicurezza.

Le trattative non sono «facili», ha affermato all’AFP una fonte vicina alla delegazione ucraina. «Il processo non è facile, poiché la ricerca di formulazioni e soluzioni continua», osservando però che la discussione è «costruttiva» e che «tutti vogliono un esito concreto affinché ci sia un oggetto per futuri negoziati tra Usa e Russia».

Obiettivi dichiarati

Il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Whitkoff e Jared Kushner, genero di Donald Trump, hanno incontrato una delegazione ucraina in vista dei colloqui tra gli americani previsti questa settimana a Mosca con Vladimir Putin. Nelle sue dichiarazioni al suo arrivo, Marco Rubio ha detto di aspettarsi ulteriori progressi nei colloqui sull’Ucraina.

«L’obiettivo è porre fine alla guerra in modo da creare un meccanismo e una strada da seguire affinché l’Ucraina rimanga indipendente e sovrana, non viva mai più la guerra e garantisca una grande prosperità per il suo popolo», ha sostenuto Rubio.

La delegazione ucraina e le priorità indicate da Umerov

La delegazione ucraina è guidata da Rustem Umerov, capo del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale dell’Ucraina. Ai giornalisti in Florida ha dichiarato di attendere con interesse un incontro «produttivo» con la delegazione statunitense. In un post separato sulla piattaforma X, con cui ha segnato l’inizio dell’incontro, Umerov ha aggiunto di essere «in costante contatto» con il presidente Volodymyr Zelensky e che gli riferirà i risultati dopo la fine dei colloqui.

«Abbiamo direzioni e priorità chiare: la protezione degli interessi ucraini, la garanzia di un dialogo significativo e la continuazione dei progressi raggiunti a Ginevra», ha scritto Umerov. «Stiamo lavorando per garantire una vera pace all’Ucraina e garanzie di sicurezza credibili e a lungo termine».

Rustem Umerov ha pubblicato una foto dell’incontro su X e l’ha descritta come focalizzata su «passi verso il raggiungimento di una pace giusta».

I colloqui si concentreranno sui dettagli di un piano quadro per porre fine alla guerra, più di tre anni dopo che le forze russe hanno lanciato la loro invasione dell’Ucraina nel 2022. Gli Stati Uniti hanno ridotto una bozza iniziale dopo le critiche di Kiev e dell’Europa secondo cui era troppo favorevole alla Russia, ma il contenuto attuale rimane poco chiaro.

La prima bozza del piano e le richieste avanzate

Il piano originale in 28 punti tra Usa e Russia è stato redatto da Kirill Dmitriev, inviato speciale di Putin, e da Whitkov. Ha invitato l’Ucraina a ritirarsi dalle aree che controlla nel Donbas, a limitare la dimensione del suo esercito e a non aderire alla Nato.

Ucraina UsaLa proposta originale di Washington – redatta senza il contributo degli alleati europei dell’Ucraina – avrebbe incluso il ritiro di Kiev da Donetsk e il riconoscimento de facto di Donetsk, Crimea e Luhansk da parte degli Usa come russi. Durante i negoziati dello scorso fine settimana in Svizzera – guidati da Rubio e da negoziatori ucraini – il piano è stato sostanzialmente rivisto.

Kiev e i suoi partner europei affermano che la linea del fronte esistente dovrebbe essere il punto di partenza per i colloqui territoriali. Dicono che non può esserci riconoscimento dei territori conquistati dall’esercito russo e che Kiev dovrebbe ricevere lo stesso riguardo all’Ue e alla Nato – cosa su cui il Cremlino vuole bocciare o imporre condizioni.

Turbolenze politiche in Ucraina durante i negoziati

I colloqui con gli Usa avvengono in un clima di turbolenza per il Governo ucraino. Il potente capo di gabinetto di Zelensky, Andriy Yermak, è stato costretto a dimettersi dopo che il suo appartamento è stato perquisito da funzionari anticorruzione. Yermak era il principale negoziatore nei colloqui con Washington. Zelensky ha affermato che la delegazione ucraina in Florida include Andriy Khnatov, capo delle forze armate ucraine, Andriy Sibiha, ministro degli esteri, e Rustem Umerov, capo del consiglio di sicurezza.

L’Ucraina sta affrontando una forte pressione da parte di Washington per dire «sì» ai termini di un accordo, mentre Zelensky affronta difficoltà crescenti.

La Russia sta gradualmente guadagnando terreno in prima linea e le Città ucraine stanno subendo ore di interruzioni di corrente ogni giorno a causa di un costante bombardamento della rete elettrica.

Zelensky ha affermato che l’Ucraina attraversava uno dei periodi più difficili della sua storia, ma ha promesso al suo popolo in un drammatico discorso la scorsa settimana che non avrebbe tradito il Paese.

L’avvertimento di Zaluzhny

Valery Zaluzhny, ambasciatore ucraino in Gran Bretagna ed ex comandante in capo delle forze armate ucraina, visto come un potenziale rivale per la presidenza ucraina, ha scritto sul Telegraph: «Siamo in una situazione estremamente difficile, in cui una pace frettolosa porterà solo a una sconfitta catastrofica e alla perdita dell’indipendenza».

Ha aggiunto che «garanzie di sicurezza efficaci» sono essenziali in qualsiasi contesto.

La posizione della Francia

Il presidente francese, Emmanuel Macron, dovrebbe incontrare Zelensky a Parigi lunedì. «La pace è possibile se Vladimir Putin abbandona la sua speranza illusoria di ricostituire l’impero sovietico sottomettendo prima l’Ucraina», ha affermato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot al quotidiano La Tribune Dimanche.

Barrot ha aggiunto: «Vladimir Putin deve accettare il cessate il fuoco o accettare l’esposizione della Russia a nuove sanzioni che esauriranno la sua economia, così come l’intensificazione del sostegno europeo all’Ucraina».

George Labrinopoulos

Foto © Agenda Digitale, RSI, LaPresse, France 24

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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