In questi giorni l’Ucraina sigla importanti accordi sul rifornimento di gas naturale e sull’acquisto di caccia e droni
Fin dallo scoppio della guerra russo–ucraina, l’Europa ha dimostrato la propria vicinanza al Paese invaso. Dall’inizio del conflitto, il leader ucraino Volodymyr Zelensky è stato ricevuto svariate volte dai suoi corrispettivi in diversi Stati del Mondo per poter trovare una soluzione che conduca alla pace. In questi ultimi giorni si è recato nuovamente in territorio europeo, trovando sostegno in merito a due punti chiave: la difesa e l’energia.
L’accordo di Atene
Questa dichiarazione d’intenti «segna un passo essenziale nel rafforzamento della cooperazione nell’ambito dell’energia regionale e della difesa energetica europea». Sono queste le parole con cui hanno esordito la compagnia statale greca del gas, Depa, e quella ucraina, Naftogaz, in seguito alla firma di un accordo tra i due Paesi per la fornitura del gas naturale liquefatto statunitense. Il rifornimento avverrà da dicembre 2025 fino a marzo 2026. L’intento è di aiutare Kiev ad affrontare l’inverno, dal momento che le sue infrastrutture energetiche sono regolarmente mira degli attacchi russi. Tale notizia è stata diffusa in un comunicato rilasciato dalle due società in occasione dell’incontro ad Atene tra il primo ministro greco Kyriakos Mītsotakīs e Zelensky. La siglazione è avvenuta anche in presenza della nuova ambasciatrice americana in Grecia, Kimberly Guilfoyle.
«Le relazioni tra i nostri Paesi stanno acquisendo una dimensione cruciale: quella di una nuova arteria energetica sicura, che si sta formando da sud a nord, dalla Grecia all’Ucraina. Ciò si materializza con l’istituzione del corridoio energetico “verticale” e dell’infrastruttura essenziale del porto di Alexandroupolis. Grazie ad essi l’Ucraina ottiene accesso diretto a fonti energetiche diversificate e affidabili», ha dichiarato Mītsotakīs.
Gratitudine per Trump
Con l’occasione il presidente ucraino ha espresso anche la propria gratitudine nei confronti di Donald Trump per il fatto che potranno ricevere gas non solo dalla Grecia ma attraverso di essa. Difatti, non a caso, la visita di Zelensky, la prima dal 2023, ricade in un momento in cui vi sono stati diversi annunci di importanti progetti energetici nella Repubblica ellenica, sostenuti dagli Usa. Lo Stato greco viene considerato come “la porta d’accesso naturale” per sostiture il gas russo nella Regione ucraina. La recente messa in servizio del gasdotto trans-balcanico che collegherà la Grecia alla Bulgaria, consentirà al Paese di contribuire al corridoio “verticale”. Quest’ultimo si estenderà verso Bulgaria, Romania, Moldavia, Ucraina, Ungheria e Slovacchia. Il mercato russo, inoltre, è stato indebolito dall’apertura di infrastrutture nel porto di Alexandroupolis, presso il confine greco-turco, dove giunge il gas americano.
Visita a Parigi
Zelensky ha reso, per la nona volta, visita al presidente francese Emmanuel Macron. Tralasciando il tema dell’energia, la difesa del cielo ucraino è stato al centro del loro incontro e ha portato il presidente ucraino a definire “storica” la firma di un accordo sulle armi. Questa, avvenuta presso la base aerea di Villacoublay, sigla una lettera d’intenti in merito al futuro acquisto da parte di Kiev di un centinaio di Dassault Rafale. Si tratta di aerei da caccia multiruolo, con i relativi armamenti. Il trattato, proiettato su un orizzonte di circa 10 anni, prevede inoltre ulteriori possibili contratti per l’acquisizione da parte dell’Ucraina di nuove attrezzature di difesa francesi. Secondo quanto riportato dall’Eliseo, oltre agli armamenti dei caccia, sarebbero compresi anche il sistema di difesa aerea Samp–T, di ultima generazione e tutt’ora in fase di sviluppo, nonché sistemi radar e droni.
Ciò viene considerato un notevole passo avanti dal momento in cui, fino ad ora, la Francia aveva esclusivamente consegnato a Kiev i caccia Mirage.
Secondo la presidenza francese, si tratta di «mettere l’eccellenza francese, nell’industria degli armamenti, al servizio della difesa dell’Ucraina e del suo cielo di fronte all’aggressione russa». L’accordo giunge in seguito alla rinnovata richiesta di Zelensky di ottenere maggiori sistemi di difesa aerea, dato il crescente numero di attacchi russi che continuano a piegare il suo Paese.
Fronte e situazione interna complessi
La visita a Parigi avviene in un momento particolarmente complesso e delicato per l’Ucraina. A un passo dall’inverno, che renderà il fronte ancora più aspro, il Paese è scosso da uno scandalo di corruzione interna che ha condotto alle dimissioni di due ministri. Si è trattato di una spina nel fianco molto dolorosa, come dichiarato dal ministro delegato per l’Europa Benjamin Haddad, in questa fase in cui è in corso il processo di adesione all’Ue, bisogna essere estremamente vigili rispetto al tema della corruzione.
Il mese scorso inoltre il presidente ucraino ha firmato una lettera d’intenti per acquistare dai 100 ai 150 caccia Gripen svedesi. Modo per mostrare una svolta rispetto alle cessioni di armamenti da parte degli alleati occidentali, pianificando il rafforzamento a lungo termine della difesa ucraina dopo la fine del conflitto.
Secondo quanto riportato in seguito a un forum sui droni franco–ucraini, Kiev intende utilizzare quest’anno più di 4,5 milioni di droni che sarebbero responsabili del 70% delle distruzioni dei materiali nemici al fronte. A tal fine il Paese avrebbe sviluppato un’importante produzione, nonché utilizzerà tali strumenti per abbattere i droni Shahed che vengono lanciati sui suoi territori durante la notte.
Coalizione dei volenterosi
Dopo essere stati a Villacoublay, Macron e Zelensky si sono recati a Mont Valérien, a ovest di Parigi, per poter visitare il quartier generale della “forza multinazionale Ucraina”. Forza che Francia e Regno Unito stanno preparando affinché possa essere dispiegata come parte di un accordo sul cessate il fuoco e delle garanzie di sicurezza da fornire a Kiev. Secondo quanto riportato dall’Eliseo, questo stato maggiore sarebbe già funzionante e in grado di intervenire fin dal giorno seguente alla cessazione del conflitto. Si tratta di uno strumento istituito dalla “coalizione dei volenterosi”, nata da 18 leader mondiali, riunitesi in occasione del vertice di Londra sull’Ucraina del 2 marzo 2025. Ad oggi, secondo quanto sostenuto dalla Francia, ne farebbero parte 35 Paesi, inclusa l’Ucraina. L’obiettivo è di rafforzare il sostegno europeo in un contesto d’instabilità politica, dovuta soprattutto dai repentini cambiamenti nella politica americana, nella speranza di giungere a una pace duratura.
L’impegno della coalizione ruota intorno a un piano di 4 punti chiave, proclamato dal primo ministro britannico Keir Starmer.
- L’impegno a mantenere gli aiuti militari all’Ucraina e, allo stesso tempo, aumentare la pressione economica sulla Russia attraverso diverse misure.
- Garantire che qualsiasi accordo di pace duraturo consenta la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina che dovrà essere presente a ogni negoziato di pace.
- Continuare a rafforzare le capacità militari e difensive dell’Ucraina in seguito al trattato di pace, al fine di scoraggiare futuri tentativi di aggressione.
- Sviluppare una coalizione, composta da diverse nazioni, disposta a garantire le sicurezza dell’Ucraina al termine della guerra, difendendo così l’accordo di pace.
Tensioni europee
L’ultima riunione della coalizione si è svolta sempre a Londra lo scorso 24 ottobre. Le garanzie di sicurezza previste per Kiev includono il sostegno al suo esercito, comprendendo sia i componenti terrestri, marittimi e aerei. Al momento la loro attuazione resta subordinata a una cessazione ipotetica dei combattimenti. Le tensioni interne alla coalizione riflettono quelle esistenti nell’Ue. Se da una parte Paesi, quali Francia e Uk, sostengono una presenza militare che funga da deterrente e tuteli l’Ucraina a lungo termine; dall’altra Nazioni come Ungheria e Polonia, che si erano già lamentate della strategia dell’Ucraina, volta a colpire il settore dell’energia e della difesa russa, si oppongono temendo un’escalation militare.
Nonostante l’Europa stia aumentando la spesa per la difesa, attraverso piani quale “Rearm Europe” da 800 miliardi di euro, continua ad essere dipendente dalle capacità tecnologiche statunitensi, soprattutto nei settori dell’intelligence e della logistica.
Mentre l’Ue sembra essere spaccata in due su come procedere unita in soccorso all’Ucraina, Zelensky si prepara alla prossima visita che lo porterà in Spagna. Anche qui difesa ed energia continueranno ad essere i nodi cruciali.
Ottavia Scorpati
Foto © Eunews, msn, Courrier international, AnalisiDifesa, Dr.Uk













