Riarmo globale: Papa Leone XIV contro corsa armamenti

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Riarmo Papa Leone

Tensioni Usa-Iran, record spese Usa-Russia-Cina. Il Pontefice invoca dialogo e pace, invia aiuti in Ucraina e pianifica viaggi in Europa-Africa

In molti Paesi la spesa militare aumenta significativamente e il riarmo sembra la priorità assoluta, Papa Leone XIV lancia un appello: «Non ci si salva affilando le spade».​
L’ultima notizia apparsa sui media è che l’esercito americano si sta preparando per la possibilità di operazioni prolungate contro l’Iran, nel caso in cui il presidente Usa ordini un attacco. Lo scrive l’agenzia Reuters, citando due funzionari statunitensi. L’arrivo in Medio Oriente della portaerei Uss Ford, accompagnata da cacciatorpediniere lanciamissili, impensierisce i Paesi del Golfo che hanno basi americane e temono che droni iraniani colpiscano i loro territori.​

Le spese militari nel Mondo

Gli Stati Uniti hanno raggiunto lo scorso anno, per le spese militari, l’incredibile cifra di 997 miliardi di dollari, pari al 37% del totale globale. Sono tecnologie avanzate come missili di precisione, sistemi sofisticati di difesa aerea, caccia stealth. In Russia le spese militari pesano per il 38% del bilancio, mai così alto dai tempi dell’Unione Sovietica. Riguardano droni, munizioni di artiglieria, missili e carri armati. Sul fronte opposto c’è l’Ucraina che spende il 31% del suo Pil per la difesa e riceve sostanziosi aiuti militari da vari Paesi. Si tratta di armi moderne e avanzate, ma soprattutto di sistemi per la difesa aerea. Anche la Cina ha speso lo scorso anno 300 miliardi di dollari, mentre la Corea del Nord sostiene spese militari per 1,2 milioni di soldati attivi.

Di contro, la Corea del Sud ha sostenuto finora spese militari per 48 milioni di dollari. Il Giappone, che ha conosciuto l’orrore della bomba atomica, sta perseguendo una politica di accelerato riarmo. L’India sta spendendo cifre ingenti. In Israele la spesa militare è aumentata in maniera esponenziale, raggiungendo il 65% per equipaggiarsi di mezzi corazzati, missili, artiglieria, elicotteri e aeroplani.

In Africa molti Paesi, come la Repubblica Democratica del Congo, l’Algeria, la Tunisia, il Sud Sudan, tutti impegnati in conflitti che lacerano le varie Regioni, hanno raggiunto ben 52 miliardi di dollari per spese militari. Anche il Sud America si distingue, come il Brasile, ove si attesta a 21 miliardi di dollari, e il Messico con i suoi 12 miliardi di dollari per armamenti, più che altro per contrastare la violenza criminale.​

La spesa in Europa

La corsa al riarmo è in forte ascesa, specie in Germania per l’acquisto di sistemi missilistici, carri armati, artiglieria. Si prevede una spesa di 1.000 miliardi di euro entro il 2029. La Polonia, dopo alcuni sconfinamenti di droni russi, è intenzionata a raddoppiare le forze armate. Varsavia, nel 2024-2025, ha raggiunto per spese militari il 5% del Pil. In Italia, nel 2025, ha superato i 30 miliardi di euro per l’ammodernamento tecnologico di esercito, aeronautica e marina. La Spagna ha annunciato l’aumento di due miliardi per spese militari.​

L’appello di Papa Leone

Il Pontefice, sin dall’inizio del suo pontificato, ha rivolto un pressante invito al disarmo. «La situazione attuale» – ha affermato Leone XIV – «esige di fare il possibile per scongiurare una nuova corsa agli armamenti che minaccia la pace tra le Nazioni. Occorre sostituire la logica della paura con una etica condivisa, capace di orientare la scelta verso il bene comune e di rendere la pace un patrimonio custodito da tutti».

A inizio anno Papa Leone ha rivolto agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede un discorso, per la prima volta, in inglese. È stata una novità, in quanto di norma questo discorso al corpo diplomatico, per secoli, si è svolto in francese, la lingua della diplomazia, eccettuata la parentesi di Papa Francesco che usava l’italiano. In quella occasione il Papa ha invitato i rappresentanti dei Governi a promuovere il dialogo, la ricerca del consenso e ad abbandonare la diplomazia della forza. «La guerra è tornata di moda» – ha precisato il Papa – «e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio stabilito dopo la Seconda guerra mondiale che proibiva ai Paesi di ricorrere alla forza per violare i confini altrui (chiaro riferimento al conflitto Russia-Ucraina, ndr). Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile quale base per ogni civile e pacifica convivenza».

Il Pontefice più volte ha denunciato la violazione delle più elementari norme di diritto internazionale, quando si distruggono ospedali, infrastrutture energetiche, abitazioni, lasciando al gelo e senza riscaldamento, con temperature polari a meno 20, milioni di persone, donne, bambini, anziani in Ucraina. Proprio ieri è partito dal Vaticano un TIR carico di 80 generatori di corrente elettrica per l’Ucraina, ma anche di coperte e derrate alimentari.

La geopolitica del caos

Vi sono degli Stati che hanno scelto di riedificare l’ordine internazionale sulle macerie lasciate dalla Seconda guerra mondiale, attraverso l’illusione che cambi di regime possano ristabilire l’ordine, così è avvenuto in Venezuela, ma anche in Siria e a Gaza, El Salvador e Libano. Leader autoritari e capi radicati vengono sdoganati come nuovi garanti della sicurezza globale, custodi di punti strategici del mappamondo perché ricchi di terre rare, minerali e petrolio. Seguire l’oro nero, questo l’imperativo del nuovo corso mondiale dal Venezuela all’Iran. Il riarmo a oltranza è sbandierato come un deterrente al moltiplicarsi delle minacce. «Si tende» – afferma il Pontefice – «a fare la guerra per raggiungere la pace».

I viaggi di Papa Leone XIV

Riarmo Papa LeoneIl 29 gennaio Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ha avuto una udienza privata con il Pontefice. La Metsola ha rivolto un invito formale al Papa di andare a Strasburgo, al Parlamento, in quanto quest’anno l’Unione europea e la Santa Sede festeggiano cinquantacinque anni di relazioni diplomatiche. Il Papa potrebbe essere a Strasburgo martedì 28 aprile.

Al viaggio europeo si aggiunge un viaggio africano. Angola e Guinea Equatoriale hanno già annunciato la presenza del Pontefice a maggio. L’ultimo Papa a visitare la Guinea Equatoriale è stato Giovanni Paolo II, il 18 febbraio del 1982. Mai nessun Pontefice era stato prima in quel Paese. Leone XIV dovrebbe anche andare in Algeria e probabilmente in Camerun, poiché in questa Nazione vi saranno celebrazioni per il trentesimo anniversario della firma dell’esortazione “Ecclesia in Africa”. Non si esclude un passaggio in Nigeria.​

Proprio sulla visita in Algeria ricordo al lettore che sta facendo il giro del mondo la mostra itinerante “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria”, che narra la storia di diciannove religiosi uccisi in Algeria, vittime della guerra che oppose le forze armate algerine e gruppi di islamisti. I diciannove martiri cristiani sono stati proclamati beati nel 2018 per volontà di Papa Francesco.

Persecuzioni dei cristiani​

Qualche settimana fa Pietro Parolin è stato a Malta per celebrare i 60 anni di relazioni diplomatiche, mentre l’arcivescovo Paul Richard Gallagher ha tenuto, in Slovacchia, una lectio magistralis.​

Nella seconda metà dell’anno il Papa visiterà il Perù, ne ha dato notizia il vescovo Carlos Garcia Camader. È indubbio che Papa Leone, nelle sue omelie, sta denunciando con forza le persecuzioni di cristiani in varie parti del Mondo e, mai prima avvenuto, anche le compressioni della libertà religiosa, che, sostiene il Pontefice, «si sta diffondendo in Paesi dove essi sono numericamente maggioritari, come in Europa e nelle Americhe. Talvolta i cristiani si vedono limitare la possibilità di annunciare la verità evangelica per ragioni politiche o ideologiche, specialmente quando difendono la dignità dei più deboli, dei nascituri, dei rifugiati, dei migranti o promuovono la famiglia».

 

Giancarlo Cocco

Foto © Vatican News, Donna in Affari

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