Crisi Iran-Usa: il blocco navale di Trump scuote i mercati

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Crisi Iran Usa Blocco navale

L’embargo americano su Teheran causa tensioni internazionali e spinge il prezzo del petrolio ai massimi, colpendo l’economia globale

Il presidente Usa Donald Trump  ha deciso di imporre un blocco navale ai porti iraniani e allo Stretto di Hormuz. Una scelta che comporta rischi significativi, sia per gli Stati Uniti stessi sia per la stabilità dell’economia globale.

Secondo un rapporto della Cnn, l’attuale capo della Casa Bianca sta procedendo con l’attuazione del blocco con l’obiettivo di limitare le entrate petrolifere di Teheran e mettere pressione sull’economia iraniana. La misura mira anche a contrastare il piano dell’Iran di aumentare le proprie entrate imponendo tariffe per il passaggio sicuro delle petroliere nello Stretto di Hormuz.

Si stima che il blocco navale sia una prova del controllo di Teheran sulla rotta marittima, ma rischia di rendere le forze statunitensi più vulnerabili a possibili attacchi iraniani.

Impatto sull’economia globale

Il piano di Trump probabilmente infligge nuovi colpi all’economia iraniana già in difficoltà, che è stata sottoposta a forti pressioni da sanzioni e aggressioni da parte di Stati Uniti e Israele. Allo stesso tempo, tuttavia, minaccia di aggravare le conseguenze della guerra per l’economia globale.

Con l’annuncio della decisione, i prezzi del petrolio sono aumentati, con un barile di Brent che è aumentato dell’8% a 104 dollari. Si prevede inoltre che il blocco causerà seri problemi alle navi che hanno concluso accordi basati sulle condizioni di transito stabilite da Teheran, influenzando alleati come il Giappone e i Paesi europei che dipendono dalle forniture petrolifere del Golfo Persico.

Allo stesso tempo, questa mossa potrebbe causare tensioni diplomatiche con le grandi potenze, come la Cina, se gli Usa cercheranno di impedire alle navi cinesi di attraversare lo Stretto di Hormuz.

L’impatto economico del blocco non dovrebbe essere limitato oltre i confini. Già i cittadini americani esprimono insoddisfazione per l’aumento dei prezzi della benzina, del cibo e delle case, mentre l’aumento del petrolio ha contribuito all’aumento dell’inflazione.

Il tasso di inflazione ha raggiunto il 3,3% a marzo, rispetto al 2,4% di febbraio, influenzando negativamente l’intera economia statunitense.

Georgieva: «I prezzi globali del petrolio richiederanno tempo per riprendersi»

La direttrice generale del Fmi, Kristalina Georgieva, ha avvertito che i prezzi globali Crisi Iran Usa Blocco navaledell’energia avranno bisogno di tempo per tornare ai livelli prebellici con l’Iran, anche se si raggiungesse un cessate il fuoco. «Ci vorrà del tempo, sì, e ancora di più per le aree che stanno vivendo più disagi», ha affermato alla Cbs, in vista degli incontri primaverili del Fmi e della Banca Mondiale. «Ecco perché dobbiamo ricordare l’asimmetria di questo shock». Infine, ha ribadito che il Fmi ridimensionerà la previsione di crescita globale a causa della guerra in Iran, sottolineando che la sua portata dipenderà dalla durata della crisi e dalla velocità con cui la produzione tornerà ai livelli precedenti.

La Russia evacua la centrale nucleare di Bushehr

Intanto la società statale russa di energia nucleare Rosatom ha annunciato che sta procedendo con la fase finale dell’evacuazione della centrale nucleare Busher in Iran, secondo un rapporto di Ria.

Come ha dichiarato il responsabile dell’azienda, un totale di 108 membri dello staff di Rosatom stanno per lasciare la stazione, completando il processo in corso negli ultimi giorni.

La Cina chiede la protezione dei suoi cittadini

Secondo informazioni da Al Jazeera, il premier cinese Li Chiang ha incontrato a Pechino il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohammed bin Zayed Al Nahyan, sottolineando la necessità di rafforzare la cooperazione energetica tra Cina ed Emirati Arabi Uniti.

Secondo la rete statale di videosorveglianza, Li ha sottolineato che la Cina è disposta a rafforzare le basi della cooperazione energetica con gli Emirati Arabi Uniti ed esplorare nuove possibilità nei settori dell’accumulo energetico, dell’energia idroelettrica e dei veicoli con nuove tecnologie.

Allo stesso tempo, Li ha invitato gli Emirati Arabi Uniti a «adottare misure forti per garantire la sicurezza dei cittadini, delle istituzioni e dei progetti cinesi» situati nel Paese, nel contesto della guerra tra Usa e Israele in Iran. Ha inoltre sottolineato che la Cina continuerà i suoi sforzi per porre fine al conflitto.

 

George Labrinopoulos

Foto © IA, European Commission

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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