Rapporto Ue sulle droghe: Italia 2a in Europa per uso di cannabis

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Sono 93 i milioni di cittadini comunitari ad aver provato almeno una volta a consumare allucinogeni e stupefacenti. Nel continente più morti per overdose ma non nel Belpaese

7 giugno 2017 | di | Attualità - Europa - in evidenza

È stato presentato ieri a Bruxelles il rapporto annuale dell’Agenzia europea delle droghe, per la prima volta arricchita da un’analisi dettagliata per ciascuno dei 30 Stati presi in considerazione, ovvero i Ventotto attualmente Stati membri dell’Unione europea più Norvegia e Turchia. Presente anche il commissario Ue agli Affari Interni Dimitris Avramopoulos.

La situazione che emerge è chiaroscura, soprattutto per i risultati riguardanti il Belpaese, che col 19% di consumo nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni è il secondo Stato in Europa, dopo la Francia (22,1%) per il consumo di cannabis, nel 2015. Per il resto, gli italiani sono quarti (col 5,2%) per quello di oppioidi ad alto rischio, e ottavi (con l’1,8%) per il consumo di cocaina.

Dimitris Avramopoulos

Dalla relazione emerge, però, anche che l’Italia è in controtendenza rispetto all’aumento dei morti per overdose. Se, infatti, con 8.441 decessi, nel 2015, il numero in Europa è aumentato per il terzo anno di fila, segnando un +6%, rispetto ai 7.950 dell’anno precedente, nello Stivale il numero è calato, con 7,8 morti per milione di abitanti, contro una media europea di 20,3.

Le morti sono, invece, aumentate in Paesi – considerati più virtuosi – come Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia, con l’eroina e altri oppioidi tra i principali responsabili. Ma dall’agenzia europea e dal commissario Avramopoulos, che lavorano a un nuovo piano d’azione per contrastare il fenomeno, parte anche un allarme rivolto a tutti i Paesi, sui nuovi oppioidi sintetici.

Sono 25 i tipi segnalati in Europa tra il 2009 e il 2016. Alcuni di questi, estremamente potenti, imitano gli effetti di eroina e morfina, diventando una minaccia crescente per la salute, oltre che una vera sfida per le società di controllo antidroga. Pur rappresentando ancora una piccola quota di mercato, sempre più fonti riferiscono della comparsa di queste sostanzein arrivo principalmente dalla Cina – e dei danni che provocano, fra cui morti e intossicazioni.

Laura d’Arrigo

Per produrre molte migliaia di “dosi da strada” ne bastano piccole quantità: facili da nascondere e trasportare. Disponibili in varie forme, soprattutto in polvere, compresse e capsule, ma ce ne sono anche in versione liquida e sotto forma di spray nasali. Tra questi, i fentanili, potenti analgesici narcotici, circa 80 volte più potenti della morfina o dell’eroina, hanno pesato per oltre il 60% dei 600 sequestri di nuovi oppioidi sintetici nel 2015 in Europa.

«L’impatto del problema della droga continua a rappresentare una sfida significativa per le società dell’Unione. Oltre 93 milioni di europei hanno provato una droga illecita nella loro vita e i decessi per overdose continuano ad aumentare», avverte Avramopoulos che sottolinea come quello della droga rappresenti «un mercato da 24 miliardi di euro l’anno nell’Unione europea», col consumo di cocaina più diffuso nei Paesi dell’Europa occidentale e meridionale, e quello delle anfetamine più comune in Europa settentrionale e orientale. Basti pensare che a Spagna, Italia e Regno Unito sono riconducibili tre/quarti (74%) di tutte le richieste di trattamento per dipendenza da cocaina nell’Ue.

Si tratta di “prodotti” utilizzati soprattutto dalla criminalità organizzata. Inoltre, col diffondersi della rete internet, il commercio delle sostanze on-line è in aumento soprattutto nel cosiddetto “web profondo”, complici le tecnologie che occultano le identità di acquirente e venditore, e transazioni liquidate in Bitcoin e Litecoin.

 

Margit Szucs

Foto © European Union

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