Il perfetto connubio di apparenti illusioni negli Studi di Cinecittà
Resterà aperta fino al prossimo 21 marzo la grande mostra fotografica e multimediale Ritratto rosso: Elisabetta Catalano guarda Federico Fellini. L’esposizione è promossa e realizzata da Istituto Luce Cinecittà – Direzione Comunicazione. Con il supporto della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, in collaborazione con l’Archivio Elisabetta Catalano.
L’esposizione
Ripercorre il connubio tra il Genio del nostro cinema e la grande fotografa internazionale, regina del ritratto fotografico, venuta a mancare nel 2015. Oltre 60 fotografie, video e un allestimento cinematografico, presso lo storico Teatro 1 degli Studios di Cinecittà. Veniva considerata dal maestro un po’ come la sua casa, in particolare lo stesso Studio 5. L’esposizione doveva essere inaugurata il 20 gennaio scorso, giorno del suo genetliaco. Data in cui sono partiti simbolicamente lo scorso anno i festeggiamenti per i suoi 100 anni dalla nascita.
L’artista

Elisabetta Catalano, scelta inizialmente come attrice per 8½, si scoprì essere grande esperta in immagini. Testimone di eccellenza di tanti artisti, del mondo culturale e non solo, nel periodo tra gli anni ’70 e i nostri giorni. Un universo di volti capace di spaziare tra nomi noti in tutto il mondo. Giulio Andreotti, Michelangelo Antonioni, Giorgio Armani, Monica Bellucci, Roberto Benigni, Italo Calvino, John Cassavetes, Paolo Conte, Bettino Craxi. E ancora Eduardo De Filippo, Umberto Eco, Rainer Werner Fassbinder, Gilbert&George, Audrey Hepburn, Mina, Alberto Moravia, Rudolf Nureyev, Pier Paolo Pasolini, Sandro Pertini, Roman Polanski, Romano Prodi, Gunter Sacks. Ma anche, Stefania Sandrelli, Mario Schifano, Leonardo Sciascia, Sylvester Stallone, Luchino Visconti, Monica Vitti, Andy Warhol. Un elenco che costituisce una porzione doverosa da elencare che da sola esplica l’eclettismo di un “obiettivo così sapiente”, riportando la sua professionalità, tra periodici, cataloghi e mostre. Una creatività nel saper immortalare tanti volti, come tra le pose del maestro, con cui instaurò un rapporto di sana fiducia.
Un corollario di piacere e naturalezza da cui lasciarsi ritrarre dal 1963 al 1993, poco prima che il regista morisse. Un connubio che portò l’artista, per volontà di Fellini, tra i suoi numerosi set, fino ai ritratti in studio, tanto da divenire quasi immagini ufficiali.
Da vera professionista era severissima nella scelta e realizzava centinaia di scatti a seduta. Il visitatore di Ritratto rosso saprà cogliere tutto questo anche dai piccoli tratti a matita rossa. Questo segno selettivo dà origine al titolo e dalla volontà di Fellini, di ricorrere spesso a questo colore; non a caso spesso indossava una sciarpa rossa.
La mostra
La mostra è curata da Aldo Enrico Ponis con la direzione artistica di Emanuele Cappelli. Entrati nel salone padroneggia in lontananza l’immagine di Fellini a colpo d’occhio in bianco e nero. Dove la sua grande mano fa da dettaglio, in apparente volontà di nascondersi. Una posa che fa capire da subito la forza di Elisabetta Catalano e il saper giocare davanti al suo obiettivo, segno di fiducia reciproca. Questa l’immagine scelta per la locandina.
Un percorso di allestimento curato da Cappelli Identity Design, con una messa in scena di grande interesse, tra le musiche originali di Federico Landini e la progettazione delle luci di Mauro Stancati. Alcuni teli bianchi scendono dall’alto, come a voler introdurre il visitatore all’interno di uno studio fotografico. In un ensamble così speciale, tappeto di luci e suoni, le gigantografie di tante immagini non potevano accompagnarsi alle parole. I testi, curati da Laura Cherubini e Raffaele Simongini regalano l’approfondimento storico-critico che permette di far meglio comprendere la grandezza della Catalano.
Il percorso
Le immagini, in cui padroneggiano le gigantografie, appartengono all’Archivio omonimo della Catalano. Si articolano in 5 set del maestro: 8½ (1963), Fellini Satyricon (1969), Prova d’orchestra (1979), La città delle donne (1980), La voce della luna (1990), con una curiosa appendice per Intervista (1987). Dai set cinematografici il visitatore viene rapito dallo spazio di un nutrito gruppo di ritratti in studio, cui si evince la complicità tra Fellini e la Catalano, nel periodo che va dal ’73 al ’93.
Un passaggio che si conclude con una serie di scatti che raccontano il rapporto di Fellini con la TV, nei quali fanno capolino anche le immagini di Gianluca Vialli e Mike Bongiorno. Da sottolineare i provini, fondamentali per un professionista, al fine di estrapolare le scelte definitive per la stampa. La presenza di grandi pannelli screziati, che la Catalano utilizzava per i ritratti, sono stati posizionati come fortissimo segno artistico che completa la mostra. Una ricostruzione del suo studio invita il visitatore nell’universo creativo dell’artista: il tavolo da lavoro, le macchine fotografiche, i provini, gli spot utilizzati, fino alla riproduzione di un interno di una particolare camera oscura.
Federico Fellini e la sua fama nel mondo
Un’esposizione che evidenzia il divenire indiscusso di un’arte davvero contemporanea, celebrando il centenario di Federico Fellini e la grandissima fotografa, che proprio all’interno di Cinecittà e con il maestro iniziò la sua carriera. Ritratto rosso all’interno di Cinecittà, segna la riapertura al pubblico degli Studios, con “Cinecittà si Mostra“. Si tratta di una grande esposizione permanente che racconta storia e mito degli Studi di via Tuscolana e del nostro cinema, insieme al Miac, nuovo grande Museo dell’Audiovisivo e del Cinema italiano. Ritratto Rosso si inserisce nel più ampio quadro di iniziative organizzate e promosse da Luce-Cinecittà per il centenario del maestro riminese. Si è iniziato con la grande opera di restauro digitale in 4k, realizzato da Istituto Luce-Cinecittà, Cineteca di Bologna e Cineteca Nazionale – Csc.
Un gradito ritorno in tante sale italiane dei capolavori di Fellini, che ha permesso già nel 2020 di poter essere visibile anche in molti Paesi del mondo. Un anno nel quale, nonostante la pandemia, è stato possibile estendere questa retrospettiva a Londra e Regno Unito, San Francisco, Berkeley, Tokyo, Shanghai, Taipei, Hong Kong, Lisbona e Montpellier. Per il 2021 previsto presso: Seattle Art Museum, Toronto International Film Festival, Wexner Center for the Arts di Columbus, Harvard University di Boston, Cleveland Cinematheque, National Gallery of Art di Washington, The Museum of Fine Arts di Houston, Gene Siskel Film Center di Chicago, fino a proseguire per Atene, Melbourne, Bruxelles e Bangkok.
Alessandra Broglia
Foto © Archivio Elisabetta Catalano
Video © Eurocomunicazione













