Quando san Francesco andava alla guerra per la Fede

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San Francesco

Lo scorso 12 novembre il pontefice ha ricordato il Santo di Assisi

Lo scorso 12 novembre, Papa Francesco si è recato ad Assisi per la Giornata mondiale dei poveri. Non c’era certamente miglior luogo per poter realizzare questo evento; la città del “Santo Poverello” e di cui il Papa porta il nome.

Nelle dirette televisive alcuni intervistati ac­co­stavano il pontificato del Papa proprio con san Fran­ce­sco, il frate della mi­se­ri­cor­dia, del per­do­no e dell’aprirsi al Mondo. Concetti fon­da­men­ta­li or­mai entrati da anni nel­la odierna pa­sto­ra­le.

Tutto giusto, ma si tralascia di dire però ciò che per il San­to era la vera mi­se­ri­cor­dia sempre ac­co­sta­ta alla giu­sti­zia, il per­do­no ac­co­sta­to alla pe­ni­ten­za e in quanto all’aprirsi al Mondo solo per convertirlo e non certo per un banale “volemose bene”.

Chi era san Francesco

In real­tà, san Fran­ce­sco, ri­leg­gen­do la sua vita scrit­ta dai con­tem­po­ra­nei, non ap­pa­re poi così ac­co­mo­dan­te come vor­reb­be­ro far­lo ap­pa­ri­re i nuovi esegeti. Egli era certamente un uomo di Dio, ma fer­mo nel­la fede e nel­la dot­tri­na.

San FrancescoLa fi­gu­ra del san­to di As­si­si è or­mai da tem­po vi­sta, purtroppo, come un eco­lo­gi­sta che parla agli uccellini, un pa­ci­fi­sta che abborre ogniviolenza, ma, soprattutto, l’uomo del dialogo ecu­me­ni­co a tutti i costi.

Così si nar­ra di un suo improbabile ecumenismo, ante litteram, verso i mus­sul­ma­ni attraverso il famoso storico incontro con il sultano Al Kamil. Anche se in real­tà la storia non è andata proprio come vie­ne raccontata.

Cosa accadde

Leg­gia­mo in pro­po­si­to del­ famoso in­con­tro con colui che governava l’E­git­to ri­por­ta­to al numero 2691 del­le Fon­ti Fran­ce­sca­ne.

Il santo, nel­l’a­go­sto del 1219, era a Da­miet­ta, pres­so la foce del Nilo, in Egit­to, dove da due anni era in cor­so la quin­ta cro­cia­ta che il san­to “pacifista” era an­da­to a so­ste­ne­re per la li­be­ra­zio­ne del San­to Se­pol­cro.

In que­sto cli­ma di guer­ra, san Fran­ce­sco ot­ten­ne dal le­ga­to pon­ti­fi­cio il per­mes­so di po­ter pas­sa­re, du­ran­te la tre­gua tra l’a­go­sto e il no­vem­bre di quel­l’an­no, nel cam­po saraceno, per in­con­tra­re, di­sar­ma­to e a suo ri­schio e pe­ri­co­lo, lo stes­so sul­ta­no Al Ka­mil.

L’incontro inizialmente, almeno da parte mussulmana, fu assai sospettoso e pertanto sottopose al San­to una se­rie di domande. E solo dopo essersi tranquillizzato di non avere davanti una spia, ma un uomo di Dio, lo interrogò sulla sua fede.

L’incontro

San Francesco“Il vo­stro Si­gno­re in­se­gna nei Van­ge­li che voi non do­ve­te ren­de­re male per male, e non do­ve­te ri­fiu­ta­re nep­pu­re il man­tel­lo a chi vuol to­glier­vi la to­na­ca. Dun­que voi cri­stia­ni non dovreste imbracciare armi e com­bat­te­re i vo­stri ne­mi­ci”.

La domanda era abbastanza capziosa e Francesco, con grande sottigliezza, rispose, rivolgendosi al sultano, che probabilmente non aveva letto tut­to il Van­ge­lo. Infatti, il perdono di cui Cri­sto par­la non è un per­do­no fol­le, cie­co, in­con­di­zio­na­to, ma un perdono che va me­ri­ta­to. In­fat­ti Gesù ha det­to: “Non date ciò che è san­to ai cani e non get­ta­te le vo­stre per­le ai por­ci, per­ché non le cal­pe­sti­no e, ri­vol­tan­do­si, vi sbranino”.

“Il Si­gno­re” – spiegava Francesco – “ha vo­lu­to dir­ci che la mi­se­ri­cor­dia va di­spen­sa­ta a tut­ti, an­che a chi non la me­ri­ta, ma al­me­no sia ca­pa­ce di com­pren­der­la e far­ne buon frutto. E non a chi è di­spo­sto a sbagliare con la stes­sa te­na­cia e con­vin­zio­ne di prima”. Proseguendo – “Se il tuo oc­chio ti è oc­ca­sio­ne di scan­da­lo, ca­va­lo e get­ta­lo lon­ta­no da te”.

Con que­sto, continuava il Santo, Gesù voleva in­se­gnar­ci che se an­che un uomo ci fos­se ami­co, pa­ren­te o per­fi­no fos­se caro come la pu­pil­la del­l’oc­chio, do­vrem­mo es­se­re disposti ad al­lon­ta­nar­lo, a sra­di­car­lo da noi, se ten­tas­se di al­lon­ta­nar­ci dal­la fede e dal­l’a­mo­re del no­stro Dio.

La difesa di san Francesco

“Pro­prio per que­sto, aggiunse con audacia il ‘pacifista’ Francesco, i cri­stia­ni agi­sco­no se­con­do mas­si­ma giu­sti­zia quan­do com­bat­to­no i vostri eserciti. Per­ché voi ave­te in­va­so del­le ter­re cristiane e con­qui­sta­to Ge­ru­sa­lem­me, progettate di in­va­de­re l’Eu­ro­pa in­te­ra, oltraggiate il San­to Se­pol­cro, di­strug­ge­te chiese, uc­ci­de­te tut­ti i cristiani che vi ca­pi­ta­no tra le mani, bestemmiate il nome di Cri­sto e vi ado­pe­ra­te ad al­lon­ta­na­re dal­la sua re­li­gio­ne quan­ti uo­mi­ni po­te­te. Se in­ve­ce – concluse – vo­le­ste conoscere, con­fes­sa­re, ado­ra­re, o ma­ga­ri solo ri­spet­ta­re il Crea­to­re e Re­den­to­re del Mon­do e la­scia­re in pace i cri­stia­ni, al­lo­ra essi vi ame­reb­be­ro come se stes­si”.

In­som­ma, in un col­po solo san Fran­ce­sco, il san­to pre­di­let­to da Dio, di­fe­se l’o­pe­ra dei crociati e pro­po­se addirittura al sul­ta­no la con­ver­sio­ne, altro che dialogo ecumenico.

Non riu­scì come sap­pia­mo a con­ver­ti­re il sul­ta­no. Ma quest’ultimo lo ri­co­nob­be come un san­t’uo­mo e lo trat­tò con ri­spet­to facendolo tornare sano e salvo all’accampamento.

Così “il Po­ve­rel­lo” tor­nò tra i crociati sen­za ap­pa­ren­te­men­te frut­ti da que­sta mis­sio­ne. Ma ri­ma­se fe­de­le al suo Si­gno­re Gesù sen­za abiu­ra­re, con inu­ti­li chiac­chie­re, da­van­ti chi la pen­sa­va in ma­nie­ra dif­fe­ren­te. E, soprattutto, senza accettare compromessi, così in uso in questi anni. Fuo­ri da­gli in­se­gna­men­ti evan­ge­li­ci, san Francesco non voleva accettare alcun dialogo. Pre­fe­ri­va mo­ri­re da mar­ti­re che ac­cet­ta­re an­che mi­ni­ma­men­te di tradire la sua mis­sio­ne di cri­stia­no. Concetti che dovrebbero far riflettere la Chiesa di oggi.

 

Antonello Cannarozzo

Foto © TheLayCentre, MyWoWo, Sevengifts, History

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