Cento anni di storia, viaggi apostolici al servizio della Chiesa. Aperta dal 29 ottobre nei Musei Vaticani la mostra “Un secolo di Papamobile”
Per celebrare un centenario di mobilità dei Pontefici firmato Mercedes–Benz, è stata allestita nel Giardino quadrato dei Musei, in prossimità del Padiglione delle Carrozze e della Pinacoteca vaticana, una mostra, in un padiglione vetrato, che riunisce otto automobili storiche e autentiche, protagoniste della mobilità dei Pontefici. Un passaggio significativo dalla carrozza ottocentesca usata dai Papi, che estrinsecava la solennità e la maestà del successore di Pietro, alle berline a motore che hanno accompagnato i Pontefici dal 1900 ai giorni nostri.
La funzione pastorale della papamobile è vivere il rapporto tra il Santo Padre e la comunità dei fedeli. Lo ha spiegato bene la direttrice delle collezioni pontificie, dott.ssa
Barbara Jatta, nella conferenza inaugurale: «Lo spostamento in automobile del Papa è uno strumento attraverso il quale il Pontefice può mostrarsi, salutare, benedire e stabilire un rapporto immediato con quanti si raccolgono lungo il suo cammino». Presenti alla conferenza anche i vertici di Mercedes–Benz, che, nei loro interventi, hanno spiegato che la realizzazione di un veicolo destinato al Vaticano comporta un eccezionale sforzo tecnologico, in particolare per il comfort interno e la massima protezione, ma soprattutto, come evidenziato dal dr. Langenbrinck: «La Mercedes non conduce il Papa verso la sua destinazione, ma lo porta nelle case di tutta la comunità cristiana».
Le origini del rapporto con Mercedes-Benz
Occorre ritornare indietro nel tempo, precisamente al 1886, quando l’ingegnere Carl Benz brevettò la prima Motorwagen. Il legame tra automobile e Vaticano nasce ufficialmente nel 1925, quando l’Associazione donne cattoliche dell’arcidiocesi di Milano donò a Pio XI una Bianchi Tipo 15. A questa seguì una Tipo 20, regalata proprio al Pontefice dalla Bianchi nel 1926. Da questo momento vi fu una vera e propria gara fra le case automobilistiche per conquistare il ruolo di fornitore pontificio di autoveicoli.
La prima vettura papale fu la limousine Mercedes-Benz Nürburg 460 a passo lungo, che inaugurò una lunga serie di Mercedes che perdura tutt’oggi. La vettura, a differenza delle altre, che vengono donate, fu acquistata dal Vaticano. Gli interni di questa auto sono particolarmente curati e realizzati con preziose stoffe di broccato di seta, legni e metalli di pregio. La mostra racconta un secolo di storia e di cambiamenti: non soltanto l’evoluzione dell’automobile, ma anche come i Pontefici hanno esercitato la loro missione pastorale per avvicinarsi ai fedeli.
Le auto del passato
Il 21 marzo del 1929 una Fiat 525M fu donata da Giovanni Agnelli al Papa, portata a
Roma e consegnata nel cortile del Palazzo Apostolico dal grande pilota dell’epoca, Felice Nazzaro. Lo stesso Pontefice scelse l’auto, e non la carrozza, nel dicembre 1929, per recarsi a celebrare una messa solenne nella Basilica di San Giovanni in Laterano: fu un atto simbolico per salutare i tanti fedeli che si accalcarono durante il percorso da San Pietro e per rompere la prigionia volontaria dei Pontefici dopo la presa di Roma da parte delle truppe sabaude nel 1870.
Il 1° maggio 1929, per festeggiare la firma del Concordato con l’Italia, l’Automobile Club di Milano donò al Papa Pio XI una Isotta Fraschini Tipo A, con carrozzeria Sala. Venne portata a Roma quasi in pellegrinaggio automobilistico, cui parteciparono 150 autovetture con 600 devoti milanesi.
Una Citroën AC6 Lictoria Sex fu donata il 9 giugno 1930 al Papa, in occasione del suo giubileo sacerdotale, realizzata dagli operai milanesi della Citroën come una berlina di Gran Gala. Era dotata di un trono con una colomba in oro sotto soffitto, a simboleggiare la discesa dello Spirito Santo sul Pontefice. La particolarità di questa vettura era che fu l’unica auto a essere intestata direttamente al Papa e non alla Santa Sede. All’epoca le Citroën prodotte in Italia, su richiesta di Benito Mussolini, presentavano come marchio il fascio littorio. La Lictoria Sex era anche dotata di un innovativo sistema di riscaldamento a carbonella e di una pulsantiera per la comunicazione tra il Papa e l’autista. Nel 1930, come già scritto, la Mercedes-Benz 460 Nürburg inaugurò la serie di auto tedesche a disposizione dei Papi.
Un cambio necessario
Paolo VI fece grande uso di autovetture, specie in Piazza San Pietro, per salutare i fedeli. Giovanni Paolo II fece dismettere definitivamente l’uso della sedia gestatoria e cominciò a utilizzare una Fiat Campagnola. Nei suoi viaggi all’estero si stabilì l’usanza che fosse il Paese ospitante a fornire l’auto al Pontefice.
La storia della papamobile cambia dopo l’attentato a Giovanni Paolo II, il 13 maggio del 1981, quando si trovava a bordo della Campagnola. Il tragico evento impose che, per le uscite del Papa fuori del Vaticano, tutte le autovetture dovessero essere blindate. Il Papa cominciò a servirsi di una vettura blindata con cabina posteriore e vetro antiproiettile, in particolare con una Mercedes-Benz 230G e una Land Rover 110.
Alla fine del 2012 è entrata in servizio una vettura blindata per gli spostamenti fuori dal Vaticano, una Mercedes-Benz M500, che fu utilizzata una sola volta da Benedetto XVI, l’8 dicembre di quell’anno, per recarsi a rendere omaggio alla Madonna in Piazza di Spagna. Era presente a quell’evento anche chi scrive, nell’area riservata ai giornalisti.
Attenzione per l’ambiente
Un cambiamento radicale vi è stato per le berline pontificie con l’avvento di Papa
Francesco. Fin dai primi giorni del suo pontificato, il nuovo Papa espresse la volontà di non servirsi, per gli spostamenti, delle berline tradizionali, ma di vetture normali, come una Ford Focus, e all’estero utilizzò una Fiat 500L bianca. Papa Francesco, per i suoi viaggi all’estero, non ha mai utilizzato vetture blindate, anche in territori ritenuti “difficili” per i cristiani. La papamobile usata da Bergoglio nel 2014 per il suo viaggio a Betlemme ha subito la trasformazione, secondo le ultime volontà del Pontefice, in una lettiga di emergenza per i bambini vittime di guerra a Gaza. Ora tutte le berline pontificie portano stabilmente la targa SCV 1.
Dal 2025, Papa Leone XIV, per il suo giro in papamobile in Piazza San Pietro, ha adottato una Mercedes–Benz Classe G elettrica. L’auto è personalizzata per rispondere alle sue apparizioni pubbliche. All’interno vi è un sedile centrale regolabile in altezza, progettato per garantire la massima visibilità, consentendo al Pontefice di interagire facilmente con i fedeli. Sono presenti due sedute laterali posteriori per gli accompagnatori. Questa auto di ultima generazione è dotata di quattro motori elettrici indipendenti, uno per ciascuna ruota. L’impegno del Vaticano per la salvaguardia dell’ambiente è un tema di grande rilievo, iniziato da Papa Francesco e continuato, ancor più, con Papa Leone XIV.
Giancarlo Cocco
Foto © Musei Vaticani, Wikipedia, Terrasanta.net













