Il teologo di Notre Dame riceverà il riconoscimento da Leone XIV il 19 dicembre. A novembre, tre convegni su Benedetto XVI tra Stati Uniti e Kenya
Quest’anno il prestigioso Premio Ratzinger verrà conferito al prof. John C. Cavadini, docente presso la University of Notre Dame dell’Indiana (Usa).
La candidatura per il Premio è stata proposta a Papa Leone XIV dal Comitato
scientifico della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger, che lo ha approvato. In merito al conferimento del Premio, il presidente della Fondazione, prof. Roberto Regoli, ha dichiarato: «Il prof. Cavadini è molto apprezzato per la serietà delle sue pubblicazioni teologiche, l’impegno nell’insegnamento universitario, la competenza accademica, la passione pastorale e il servizio ecclesiale di tutta una vita. Il docente statunitense – spiega il prof. Regoli – è esperto soprattutto dei Padri della Chiesa, specialmente di Sant’Agostino, ma si è occupato anche della teologia dei nostri giorni. Ha scritto molto su Benedetto XVI e sulla teologia di Francesco. Si è occupato della teologia della Chiesa dall’antichità fino al XXI secolo».
Il prof. Cavadini è stato anche direttore del Mc. Grath Institure for church life. Attualmente insegna, svolge attività di ricerca e pubblica nel campo della teologia patristica. Il Premio sarà consegnato da Papa Leone XIV in Vaticano sabato 19 dicembre. Alla notizia del premio, il prof. Cavadini ha commentato: «Ho cercato di vivere la mia vocazione di teologo sul modello di Origene di Alessandria, teologo del III secolo, che dichiarava ripetutamente di voler essere, in quanto teologo, un vir ecclesiasticus, un uomo di Chiesa. All’Università di Notre Dame» – prosegue Cavadini – «ho potuto vivere la mia vocazione come uomo di Chiesa e al tempo stesso come uomo dell’Accademia. Sono particolarmente grato per questo premio perché riconosce questi due aspetti della mia vocazione di teologo».
Breve accenno al teologo cristiano Origene, al quale il prof. Cavadini si è sempre ispirato
Origene di Alessandria (184-253) fu teologo e biblista cristiano-greco che elaborò la
prima teologia cristiana sistematica. La Hexapia raccolse sei versioni dell’Antico testamento. Nei suoi voluminosi commentari delle scritture, definirono per secoli il metodo allegorico dell’esegesi cristiana. Origene fu a capo di una scuola di Alessandria. Ordinato sacerdote a Cesarea intorno al 220 contro la volontà del vescovo di Alessandria, fu fondatore di una scuola a Cesarea, dove insegnò fino alla sua morte. Fu torturato durante la persecuzione di Decio nel 250-251 e morì poco dopo per le ferite riportate. La sua produzione letteraria fu immensa: Eusebio scrive di quasi duemila opere, ma la gran parte di esse è andata perduta.
Ritornando al Premio Ratzinger, veniamo a conoscenza che, con il premio di quest’anno, i premiati dal 2011, anno di inizio del conferimento, hanno raggiunto il numero di 32. Si tratta di eminenti personalità negli studi di teologia dogmatica, di sacra scrittura, patrologia, filosofia, diritto, sociologia, ma anche nella attività artistica, nella musica, nella architettura, nella scultura. Le personalità insignite fino ad ora provengono da ben 18 Paesi diversi nei cinque Continenti. Il maggior numero dalla Germania con 7 insigniti, la Francia con quattro, la Spagna tre, Italia tre, Stati Uniti due, Australia, Brasile, Burkina Faso, Canada, Estonia, Giappone, Gran bretagna, Grecia, Irlanda, Libano, Polonia, Sudafrica, Svizzera. I premiati non sono solo cattolici, ma anche di altre confessioni, come anglicani, un luterano, due ortodossi e uno di religione ebraica.
A novembre tre convegni su Joseph Ratzinger
Nel 2027 ricorre il centenario della nascita di Ratzinger, che nacque a Marktl, in Germania, il 16 aprile del 1927. La Fondazione promuove quest’anno tre convegni internazionali. Il primo, con un simposio internazionale, si svolgerà dal 2 al 4 novembre negli Stati Uniti presso l’Università Saint Mary del Minnesota e si intitolerà «La bellezza si salverà: meraviglia e speranza nelle opere di Joseph Ratzinger – Benedetto XVI».
Il secondo convegno è in programma dal 4 al 6 novembre; è promosso dalla diocesi di Winona-Rochester nel Minnesota, il cui tema, peraltro interessante, sarà: “Joseph Ratzinger e le sue fonti”. Il terzo simposio, dedicato alla figura di Benedetto XVI, si terrà dal 18 al 21, sempre di novembre del 2026, a Nairobi, in Kenia, promosso dalla Tangaza University in collaborazione con Saint Mary University del Minnesota, ed avrà come titolo “Costellazioni di speranza – L’Africa ed il rinnovamento della Chiesa nella visione di Benedetto XVI”.
«Papa Ratzinger» – commenta il professor Azzaro, segretario esecutivo della Fondazione Ratzinger – «era convinto che l’Africa, con tutti suoi problemi e le sue difficoltà, possedesse quella riserva di energia morale e incarnasse un modello di Chiesa che avrebbe potuto rappresentare una medicina per una nuova rifioritura della Chiesa e della società in Occidente. Anche noi crediamo profondamente in questa prospettiva», ha concluso.
L’intento è quello di raggiungere un pubblico sempre più ampio e variegato. Grazie all’ausilio dell’agenzia di comunicazione Catholikey, è stata lanciata la Newsletter della Fondazione. Alla pagina Facebook già esistente, si sono aggiunti i profili di X, Instagram ed il Canale You Tube della Fondazione.
Giancarlo Cocco
Foto © CATT.ch, Pontificia Università Gregoriana, Wikipedia













