Premio Ausonia Cariati, il dialogo tra le fedi costruisce ponti di pace

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Alla Giornata dell’inclusione del Premio Ausonia Cariati, leader religiosi e istituzionali si confrontano su dialogo, inclusione e costruzione della pace

Ci sono luoghi in cui il Mediterraneo sembra ancora capace di tenere insieme le proprie sponde, unendo popoli, culture e religioni diverse. Il Premio Ausonia Cariati, giunto alla XII edizione, sceglie uno di questi: un borgo medievale affacciato sul mare Ionio, cinto da mura antiche, che dal 9 all’11 luglio ha fatto della propria piazza un crocevia di cultura, spiritualità e incontri. Il tema dell’anno, “Ponti di Luce“, trova la sua espressione più compiuta il 10 luglio, nella Giornata dell’InclusioneConnessioni Umane: prima con la presentazione del romanzo “Dove Nascono i Silenzi” scritto da Claudia Conte, e poi con la tavola rotonda istituzionale “Dialogo, Inclusione e Costruzione della Pace”, moderata dal direttore di Eurocomunicazione Giovanni de Negri.

Attorno allo stesso tavolo, un mosaico di voci in un piccolo Comune dell’Italia Meridionale: il teologo e professore Ataul Wasih Tariq, grande imam della Comunità Musulmana Ahmadiyya in Italia; Robert Constantin Ghimiși, sacerdote della Chiesa Ortodossa Romena in Italia; don Agostino Stasi, cappellano ospedaliero e collaboratore della responsabile nazionale Cei per la catechesi delle persone con disabilità; Roque Pugliese, delegato per la Calabria della Comunità Ebraica di Napoli – Ucei. Con loro don Agostino De Natale, delegato diocesano per il dialogo interreligioso, il direttore di Rai Vaticano Stefano Ziantoni, l’assessore regionale all’Inclusione Sociale Pasqualina Straface, la presidente regionale di Aniad Calabria Deborah Gioconda Ferraina e Ranieri Filippelli, portavoce del Forum Territoriale del Terzo Settore Ionio-Pollino.

I silenzi che chiedono ascolto

Il pomeriggio si è aperto nella Sala Consiliare del Comune con le pagine della giornalista e scrittrice Claudia Conte, lette dalle giovani studentesse di Cariati. “Dove Nascono i Silenzi” racconta di una famiglia apparentemente normale e le sue ferite invisibili: i silenzi che opprimono e quelli che custodiscono, le fragilità di una generazione cresciuta tra pandemia e schermi, la forza di una ragazza che trasforma il peso delle aspettative in riscatto. Un’opera che invita a riscoprire l’ascolto come primo gesto di pace – nelle case, prima ancora che tra i popoli – e che la delegata comunale alla cultura Alda Montesanto si è impegnata di portare nelle scuole della città.

Il dialogo interreligioso al Premio Ausonia Cariati

Attorno a questo filo – il silenzio, l’ascolto, la parola che riconcilia – si intreccia il momento più intenso della giornata: il confronto tra i rappresentanti delle diversi fedi. Il giorno precedente, nella Diocesi di RossanoCariati, la rassegna aveva già preparato il terreno con la presentazione del volume “Ponti, non muri – i 47 viaggi apostolici di Papa Francesco” di Stefano Ziantoni e Filippo di Giacomo, davanti al Codex Purpureus Rossanensis, evangeliario greco del VI secolo iscritto dal 2015 nel registro Memory of the World dell’Unesco: memoria millenaria di una Calabria da sempre terra di incontro fra Oriente e Occidente.

Il grande imam Ataul Wasih Tariq, presente sia alla presentazione del libro sia alla tavola rotonda, ha aperto la conversazione augurando ai presenti la pace e la misericordia divina tramite il saluto islamico «assalam aleikum» – «la pace sia con voi». Segue il ricordo di un insegnamento di un santo della comunità, secondo cui «la riforma di una Nazione non è possibile senza la riforma della gioventù»; in cui spiega che la pace è una visione di futuro alla quale occorre iniziare a lavorare oggi, con i giovani e per i giovani. E di fronte a un Mondo che attraversa un momento delicato e pericoloso, indica nella nascita di ogni bambino – citando le parole del poeta Rabindranath Tagore – il segno che Dio non ha ancora perso la fiducia nell’umanità.

Infine, sul romanzo della Conte, l’Imam ha poi affidato una riflessione: imparare ad «ascoltare ciò che il rumore del Mondo ci ha abituati a non sentire più» è tra le responsabilità più profonde dell’essere umano. 

Il sacerdote Robert Constantin Ghimiși, portando il saluto e la benedizione di monsignor Siluan, vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, rende omaggio alla lungimiranza degli organizzatori: incontrarsi tra tradizioni religiose diverse per dialogare sulla pace, sostiene, «non è solo importante, è fondamentale». La Calabria, terra «intrisa di una spiritualità millenaria», insegna che la coesione sociale si costruisce conoscendosi, rispettandosi e camminando insieme.

Don Agostino Stasi riconduce il dialogo alla sua radice più concreta: il servizio agli ultimi. Le fragilità, ricorda, non sono soltanto quelle visibili della disabilità, ma anche quelle «del cuore e dell’anima»; e sono i più piccoli, i più indifesi, a subire più di tutti i conflitti dei grandi. Tutte le confessioni, aggiunge, sono chiamate a servirli, perché la cultura è veicolo di pace. Ha concluso citando Papa Francesco: «Dio è pace e conduce sempre alla pace».

Commosso il saluto di Roque Pugliese: «oggi mi sembra di essere nella tenda di Abramo», aperta ai quattro lati per accogliere chiunque arrivi. Il delegato Ucei ha letto il messaggio della presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Livia Ottolenghi, che ha definito l’iniziativa un segnale prezioso nel solco del Patto «La via italiana del dialogo», firmato a Roma il 25 giugno da quindici realtà religiose e consegnato al presidente Mattarella. Pugliese ha poi richiamato l’articolo 3 della Costituzione come cornice del legame tra fede e Stato: come le mele di uno stesso albero, ha osservato, l’umanità è una sola, con un unico codice genetico, eppure ogni persona è unica.

Istituzioni, Terzo Settore e artigiani di pace

La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, trattenuta a Roma da impegni istituzionali, ha fatto pervenire un messaggio alla plateaRanieri Filippelli, in seguito, porta la testimonianza del Terzo Settore calabrese, dall’assistenza ai bambini oncologici ai viaggi della speranza all’integrazione dei migranti, invitando le amministrazioni a garantire a ogni comunità un luogo dignitoso in cui pregare e praticare il proprio culto. Tra gli ospiti d’onore della serata, Incoronata Boccia, direttrice dell’Ufficio stampa Rai, premiata per il proprio contributo alla comunicazione istituzionale.

Stefano Ziantoni il compito di ampliare lo sguardo: in un tempo in cui le politiche internazionali si mostrano «poco autorevoli», le religioni restano tra le poche voci capaci di autorevolezza morale. Riprendendo l’immagine cara a Papa Francesco e Papa Leone dell’artigiano della pace, ricorda che accanto all’artigianato servono gli artigiani; ciascuno nella propria famiglia, nella propria professione, e nella propria Città.

A concludere l’evento è stata la stessa Claudia Conte: vedere i rappresentanti delle comunità religiose «seduti allo stesso tavolo, sullo stesso piano», scambiarsi un segno di pace, dimostra che un’altra strada è possibile, perché la guerra è il contrario dell’amore e dell’umanità. Il Premio Ausonia Cariati – sostenuto dai Ministeri della Cultura, Turismo e, per questa giornata speciale, anche dal Ministero delle Disabilità, dalla Regione Calabria, dal Comune di Cariati e dalla collaborazione dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia – chiude la XII edizione con il Gala Nazionale in Piazza Rocco Trento. 

Il messaggio che “La Giornata dell’Inclusione” porta con sé è che la pace non si proclama, si costruisce. Ponte dopo ponte, parole dopo parola, silenzio dopo silenzio.

 

Ammir El-Mehrat

Foto © Eurocomunicazione, Facebook, Instagram

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