Le emozioni nei mondi artificiali

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Emozioni

MEET Digital Culture Center di Milano, incontri fatti per far conoscere e valorizzare tutte le donne scienziate

Emozioni, intelligenza artificiale, robotica e mondo digitale. Temi attuali e affascinanti, ma che suscitano inquietudine sui possibili sviluppi. Se ne è parlato il 31 marzo al MEET Digital Culture Center di Milano durante il convegno “Emotions Le emozioni nei mondi artificiali”. Quinta tappa del ciclo di incontri organizzato per valorizzare le donne scienziate in onore di Rita Levi Montalcini da Viviana Kazam, presidente di BrainCircleItalia. Hanno aperto il convegno Maria Pia Abbracchio, prorettrice vicaria con delega a Ricerca e Innovazione dell’Università statale di Milano e Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano.

Si possono progettare robot capaci di suscitare emozioni nelle persone che li utilizzano? E i robot stessi potranno provare – o almeno simulare – emozioni? Che uso hanno i robot non umanoidi, ispirati all’intelligenza e alla sensibilità di animali e piante?

Un altro tema “caldo”, anticipato dalla grande fantascienza a partire dagli anni ’50, è oggi scienza. Si tratta dell’innesto negli esseri umani di arti sintetici o microchip. Verso quella che Raymond Kurzweil, il guru del transumanesimo, ha definito la singolarità, la completa simbiosi tra uomo e macchina.

Embodiment

Altro uso odierno dell’intelligenza artificiale è creare algoritmi per catturare le emozioni degli utenti dei social. Questo allo scopo di combattere fenomeni di bullismo o stalking e per scopi di marketing. Ultima frontiera è l’embodiment, nuovissima tecnica che consente di “ingannare” il cervello e calarlo in un altro individuo, facendogli provare le emozioni del suo alias.

Sul palco sei scienziate di livello internazionale. Barbara Mazzolai, Alessandra Sciutti e Agnieszka Wykowska lavorano presso l’istituto italiano di Tecnologia di Genova, fiore all’occhiello nel campo della robotica. Ma anche, Sara Tonelli fa ricerca presso la fondazione Bruno Kessler di Trento, una comunità di oltre 400 ricercatrici e ricercatori. Dall’Università di Losanna, l’antropologa Daniela Cerqui Ducret, ha portato la sua esperienza di cibernetica, biotecnologie e rapporto tra uomo e macchine. Dall’ICREA di Barcellona la neuroscienziata Mavi Sanchez Vives, ha raccontato i suoi studi sul rapporto nei circuiti cerebrali tra gli esseri umani e la realtà virtuale e i suoi studi sull’embodiment.

«Sono prospettive fino a qualche anno fa impensabili», ha commentato Viviana Kasam. «Queste scienziate giovani e all’avanguardia hanno presentato studi che influenzeranno il nostro futuro con un forte impatto sulla nostra vita, sui nostri rapporti con gli altri e sul nostro sentire emotivo».

EmozioniA dimostrazione proprio di come le neuroscienze e l’intelligenza artificiale coinvolgano profondamente la nostra sfera emotiva, il MEET, centro internazionale per l’Arte e la Cultura digitale, ospita in questi giorni l’artista Giuliana Cunéaz che ha rappresentato nella Immersive Room un’opera onirica espressione dei mondi rivelati dalla scienza.

Il compositore Sebastiano Cognolato e la pianista Eri Hamakawa, invece, grazie alla tecnologia BrainWaves, hanno trasformato le onde cerebrali delle emozioni suscitate dalla loro musica, in meravigliose farfalle colorate.

 

Elena Bianco

Foto © Elena Bianco

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