Organizzata dal Parlamento europeo e dal Global Campus of Human Rights. La due giorni incentrata sui diritti dei bambini si svolge presso il Monastero di San Nicolò al Lido di Venezia
La “Conferenza globale sullo stato dei diritti umani” organizzata dal Parlamento europeo e dal Global Campus of Human Rights e quest’anno incentrata sull’infanzia sotto attacco, è andata in scena il 15 e 16 luglio al Lido di Venezia, mettendo a confronto eurodeputati, commissari europei, premi Nobel per la pace e rappresentanti di organizzazioni internazionali per dibattere il dramma che affligge i più piccoli in tutto il Mondo.
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha aperto la due giorni di confronto con un videomessaggio ricordando come violenza, malnutrizione, lavoro forzato, infanzie violate, assieme alla pandemia attuale, rappresentano le piaghe principali dei nostri giorni.
Testimonianze toccanti
Toccanti le testimonianze di esperti, provenienti dalle agenzie delle Nazioni Unite e dal mondo delle Ong, come Seif Sanaa, attivista egiziana che riporta la storia allucinante di una ragazza rapita da un membro dell’Isis, poi scappata già incinta, infine rinchiusa per mesi nel quartier generale delle forze di sicurezza al Cairo. O quella di Ibrahima Lo, autore del libro autobiografico “Pane e acqua”, che da ragazzo arriva in Italia dal Senegal, sopravvive ai campi di detenzione libici e a un naufragio nel Mediterraneo.
O ancora Essam Daod, psichiatra infantile, che ha raccontato il dramma di una donna che a Lesbo cercava un modo di abortire per non dover partorire perché stuprata. In una delle sessioni previste, «bambini dietro le sbarre», il video di Alessandro Ienzi, attore teatrale impegnato anche nella rappresentazione di «storie scomode, che ci fanno vergognare», racconta la vita di un bambino vittima di una guerra per lui incomprensibile.
L’aggressione russa
Di scena è andata l’aggressione russa dell’Ucraina, un campo di battaglia che contribuisce a mettere a rischio vite e diritti dei minori, come confermato da Benoit Van Keirsbilck, uno dei 18 membri della Commissione dei diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite, secondo cui i bambini ancora nel Paese necessitano di attenzioni speciali.
«Papà, i russi ci stanno bombardando», queste le parole della figlia del vice-ministro ucraino per gli affari esterni Makeiev Oleksii, intervenuto portando uno spaccato di vita quotidiana nel suo Paese. «È ciò che dicono tutte le notti i bambini ucraini ai loro genitori», ha aggiunto. Al momento, 215 minori sono morti, 600 sono rimasti feriti e milioni sono dovuti espatriare, lontano dai propri genitori e accolti da famiglie europee a causa del conflitto.
Colpe da redimere
Purtroppo, questo conflitto alle porte dell’Europa è solo uno dei tanti teatri di scontro nel Mondo. Per l’Onu nel 2021 i Paesi più colpiti da gravi violazioni sono stati Afghanistan, Repubblica democratica del Congo, Palestina, Somalia, Siria e Yemen. Il presidente della Commissione affari esteri dell’Eurocamera, David McAllister, ha ricordato come circa 200 milioni di bambini sono costretti oggi a vivere nelle più pericolose zone di guerra e ogni anno sette milioni di bambini perdono la loro libertà. «Per la prima volta dall’inizio del 21° secolo il lavoro minorile è aumentato», ha aggiunto.
Chi è senza peccato…
Accorato il grido di Maria Arena, presidente della sottocommissione per i Diritti dell’uomo del Parlamento europeo, «non dobbiamo fuggire dalle nostre responsabilità né mantenere alcuna complicità con chi viola i diritti umani, altrimenti perderemo ogni credibilità», ha dichiarato.
Arena ha ricordato come in molti casi i Governi e le istituzioni dell’Ue non sono esenti da colpe, come ad esempio quando armi europee vengono vendute all’M23, un gruppo militare ribelle autore di stupri di massa nel nord-est del Congo, o quando l’Italia prende accordi con le autorità della Libia, dove anche i bambini vengono imprigionati.
Fra gli altri interventi degni di nota quelli della presidente del Global Campus of Human Rights, Veronica Gomez, il direttore esecutivo della Right Livelihood Foundation, Ole von Uexkull, la commissaria europea per i Partenariati internazionali, Jutta Urpilainen (videomessaggio), il vincitore del premio Sacharov e del premio Nobel per la pace Denis Mukwege e diversi membri del Parlamento europeo.
Nino Cingolani
Foto © Eurocomunicazione













