Il Consiglio europeo ha approvato in via definitiva la legge: i dispositivi elettronici dovranno essere dotati di una porta di ricarica USB-C
I consumatori europei potranno presto dire addio alla moltitudine di caricabatterie per i propri dispositivi. La proposta sul caricabatterie universale, infatti, è legge.
Dopo l’approvazione del Parlamento europeo, avvenuta lo scorso ottobre, è arrivato anche l’ok del Consiglio europeo, in seguito al quale l’atto legislativo si considera adottato. La direttiva prevede che entro il 2024 gran parte dei dispositivi elettronici quali tablet, cuffie e cellulari, dovranno essere dotati di una porta di ricarica USB–C e dalla primavera del 2026 questo obbligo sarà esteso anche ai computer portatili.
La norma sarà applicata dunque alle tipologie sopraelencate, che operano con una potenza fino a 100 Watt, indipendentemente dal produttore. Per tutelare i consumatori nell’acquisto dei diversi dispositivi la legge prevede anche un simbolo creato ad hoc che contraddistinguerà quelli dotati di caricabatteria universale oltre a un’etichetta che dovrà riportare le specifiche relative alle prestazioni di ricarica.
Vantaggi per i consumatori
Secondo quanto previsto dalla normativa, i consumatori potranno scegliere di acquistare i propri dispositivi anche senza caricabatteria. Questo comporterà non solo un notevole risparmio economico, ma anche una significativa riduzione di tutti quei rifiuti che i caricabatterie generano: dalla loro produzione alle fasi di trasporto e smaltimento.
L’obiettivo è naturalmente quello di rendere i consumatori maggiormente consapevoli dei propri acquisti e incentivare il riutilizzo del caricabatterie. In questo modo si prevede che si potranno risparmiare fino a 250 milioni di euro l’anno.
L’impatto ambientale dei piccoli rifiuti elettronici
L’obbligo del caricabatterie universale avrà un impatto significativo anche a livello ambientale: ad oggi, infatti, i caricabatterie che non vengono più utilizzati e quindi smaltiti, in tutta Europa, generano circa 11mila tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno.
Attualmente, gli apparecchi telefonici occupano il quarto posto fra i rifiuti elettronici di piccole dimensioni che maggiormente vengono accumulati dai consumatori. In Europa ben il 30% dei cellulari posseduti risulta infatti inutilizzato. Ad aggravare la situazione, vi è un altro dato preoccupante: molti di questi cellulari e caricabatterie, infatti, sebbene non siano più attivi, vengono conservati per lungo tempo, prima di essere gettati come rifiuti.
Questi prodotti presentano invece un loro valore anche quando non più utilizzati. Sono, infatti, ricchi di materie prime come argento, palladio, oro e rame, che sono interamente riciclabili. Un recente sondaggio, condotto dal Forum RAEE, i cui risultati sono stati elaborati dall’Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca (UNITAR) Sustainable Cycles (SCYCLE) Programme, ha evidenziato che in Europa una famiglia conserva in media 74 dispositivi non utilizzati.
Incentivare l’innovazione
Strettamente legata all’obbligo del caricabatterie universale, risulta la questione della diffusione della ricarica senza fili. Sarà compito della Commissione europea, infatti, fare in modo che, entro il 2024 i requisiti di interoperabilità risultino equilibrati fra i vari produttori. Anche relativamente alle ricariche rapide, è stato stabilito che tutti i dispositivi che supportano tale modalità presenteranno la stessa velocità di ricarica, con qualsiasi caricabatterie compatibile.
Questo fa ben sperare anche nella possibilità di superare finalmente quello che viene definito “lock–in” ovvero la dipendenza dei consumatori da un unico produttore.
La posizione di Apple
Anche Apple è pronta ad adattarsi alla normativa sul caricabatterie universale. Sebbene l’azienda non abbia ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito, il suo vice–presidente del Marketing Greg Joswiak, ha avuto modo di esprimersi al riguardo durante un evento organizzato dal Wall Street Journal. In quell’occasione, interrogato sulla posizione di Apple relativamente alla normativa europea, Joswiak è stato piuttosto chiaro: «Ovviamente dovremo adeguarci, non abbiamo scelta». Del resto, a partire dal 2024 non ci saranno molte altre opzioni, per la Apple, per restare competitiva sul mercato europeo con i propri IPhone. Secondo alcune indiscrezioni, il passaggio al cavo Usb–C per Apple potrebbe attuarsi già a partire dal 2023, al momento del lancio dell’iPhone 15.
Valentina Ferraro
Foto © Agi.it; Cellulari.it; Tecnoandroid.it













