Una giornata di poesia

0
1032
poesia

Arte tra le arti, riecheggia con i suoi versi antichi nel nostro vivere quotidiano e sa lenire

La Giornata mondiale della poesia, che si tiene ogni anno il 21 marzo, celebra una delle forme di espressione e identità culturale e linguistica più apprezzate dall’umanità. Praticata da sempre nel corso della storia – in ogni cultura e in ogni continente – la poesia parla alla nostra comune umanità e ai nostri valori condivisi, trasformando la più semplice delle poesie in un potente catalizzatore di dialogo e di pace.

La poesia è unione

Non sembra casuale che sia celebrata in concomitanza con l’inizio della primavera, che è l’ora della rinascita, degli amori dolci e di quelli appassionati, del richiamo della Terra a vivere nella bellezza.

“Disposta in parole, colorata in immagini, battuta con il giusto metro, la forza della poesia non ha eguali. In quanto forma intima di espressione che apre le porte agli altri, la poesia arricchisce il dialogo che catalizza tutto il progresso umano, ed è più necessaria di sempre in questi tempi turbolenti“. Così scrive Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco ora al suo secondo mandato.

L’agenzia impegnata per l’educazione, la scienza e la cultura ha adottato questa ricorrenza per la prima volta nel 1999, in occasione della sua trentesima conferenza generale a Parigi. Obiettivo, sostenere la diversità linguistica attraverso l’espressione poetica e aumentare l’opportunità di ascoltare le lingue a rischio di estinzione.

La Giornata mondiale della poesia è quindi l’occasione per onorare i poeti, e ravvivare le tradizioni orali di recitare pubblicamente poesie. Vuole, inoltre, promuovere la lettura, la scrittura e l’insegnamento della poesia, favorire la convergenza tra la poesia e altre arti come il teatro, la danza, la musica e la pittura, e aumentare la visibilità della poesia nei media.

Alfabetizzazione


Cosa fa ancora l’Unesco per la letteratura e la poesia? In prima linea negli sforzi di alfabetizzazione globale dal 1946, promuove la visione di un mondo alfabetizzato per tutti. Considera, infatti, l’acquisizione e il miglioramento delle capacità di alfabetizzazione nel corso della vita come una parte intrinseca del diritto all’istruzione. 

Un inciso: fa sorridere – o forse rattrista – vedere come, a oltre 70 anni dall’inizio dell’impegno di un gruppo di Nazioni per garantire equità nell’istruzione, siamo ancora in attesa del 2030 per osservare quello che oggi si palesa alla vista come un miraggio. L’obiettivo strategico 4 dell’Agenda Onu sarà davvero raggiunto?

Accra capitale mondiale del libro

Ogni anno, dal 2004, l’Unesco designa anche una città creativa come capitale mondiale del libro. Il network – che riunisce 246 città – ha infatti identificato la creatività come fattore strategico per lo sviluppo urbano sostenibile.

La scelta per il 2023 è Accra, Ghana, valutata “per la sua forte attenzione ai giovani e al loro potenziale di contribuire alla cultura e alla ricchezza” del Paese. “Il programma proposto da Accra – specifica una nota – cerca di usare il potere dei libri per coinvolgere questi giovani, come un modo efficace per qualificare la prossima generazione”.

A livello locale, in Italia, la città prescelta è una Genova multilingue tutta da scoprire tra i suoi caruggi. “Genova a parole spiegate” è il progetto con cui una manciata di giorni fa si è aggiudicata il titolo: «siamo riusciti a creare una rete un sistema di cultura assolutamente unica di cui siamo orgogliosi», ammettono gli organizzatori.

Ma torniamo all’estero, in Ghana, dove poesia e cultura della lettura saranno le parole del cuore e della mente in questo anno solare.

POESIAIl programma di iniziative è ampio, e si rivolge a gruppi marginali con alti livelli di analfabetismo, tra cui donne, giovani, migranti, bambini di strada e persone con disabilità.

Le misure da attuare includono il rafforzamento delle infrastrutture scolastiche e comunitarie e il sostegno istituzionale per l’apprendimento permanente, al fine di promuovere la cultura della lettura. Promuovendo il settore editoriale e altre industrie creative, il programma mira a incoraggiare lo sviluppo delle competenze professionali per stimolare la trasformazione socio–economica della Nazione. Una sfida che trova nella poesia un grande ponte, capace di avvicinare giovani e anziani e far percepire un altro pezzo di sé, più intimo. La poesia fa anche molto altro. Accompagna, guida, lenisce.

La poesia-terapia correlata al disagio e alla sfera della salute

La poesia–terapia è un tipo di arte–terapia finalizzata all’uso del linguaggio orale o scritto per migliorare il benessere individuale, di coppia, familiare e di gruppo. Utilizzata da qualche tempo anche in ambito sanitario, questa terapia usa spesso la metafora come mezzo per far emergere le emozioni, esprimere i nostri sentimenti. Si basa sull’uso di poesie, storie, testi di canzoni, immagini per promuove la crescita e la guarigione attraverso il linguaggio, il simbolo e la storia. Guida verso l’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé, in piena armonia con l’altro prossimo e la comunità. Anche la biblio-terapia, la narrativa, la scrittura di diari, la narrazione e il rituale rientrano nel regno della terapia poetica.

Un alert arriva da Laura Brunelli, esperta del settore. Ammonisce che «è necessario distinguere tra “psicopoetry” e “poesia–terapia”: sono due termini spesso abusati e travisati, spesso riferibili all’uso della poesia che allevia astratte tensioni dell’anima (lontane dal reale significato di terapia) oppure utilizzati nel campo della psicoterapia per definire la pura e semplice adozione della scrittura o della lettura di poesie» – afferma. Sono invece «metodologie alternative a quelle tradizionali di aiuto alla mente, fondate su tecniche specifiche di utilizzo della scrittura poetica, con finalità di consapevolezza e supporto a stati emotivi e cognitivi (pensieri) che sono importanti per la crescita e il benessere individuale».

Denver, Colorado

A livello nazionale e internazionale è ancora l’universo non profit ad essere in prima fila. Negli Stati Uniti vi è la NAPT – National Association for Poetry Therapy, organizzazione internazionale e interdisciplinare senza scopo di lucro che promuove a sua volta la crescita e la guarigione attraverso parole, storie, simboli. I membri della NAPT hanno forgiato un’energica comunità di educatori e altri professionisti che aiutano a valorizzare l’uso del linguaggio a fini terapeutici. La loro comunità comprende psicologi, assistenti sociali, consulenti, terapisti matrimoniali e familiari, educatori, bibliotecari/specialisti dell’informazione, infermieri, medici, terapisti occupazionali e ricreativi, rappresentanti delle diverse confessioni. E, naturalmente, poeti e scrittori, cantautori, capaci di riportare al centro il vissuto della persona e accompagnarla verso il raggiungimento di un punto di equilibrio. Lo scopo comune a ciascuno di questi professionisti è, infatti, sostenere coloro i quali affrontano importanti sfide personali, interpersonali e comunitarie.

NAPT ha come missione il sostegno del principio di equità e giustizia sociale, razziale e di genere. Promuove, soprattutto, il valore e la dignità di tutte le persone, sostenendo il progresso della diversità e dell’inclusione attraverso il processo interattivo della terapia chiamata biblio-poesia. Sostiene, inoltre, le comunità di persone diversamente abili e le voci che non sono parte della cultura tradizionale del Paese.

Questo appare come elemento di particolare importanza, vista la eterogeneità della popolazione – delle credenze, tradizioni e culture – spesso calpestate. L’antidoto, per il NAPT, è applicare consapevolmente i principi poc’anzi menzionati nell’arte e nella pratica. Ricerca, istruzione, sensibilizzazione e divulgazione le parole che contano.

Dove serve

I luoghi dove interviene il poeta–terapeuta sono ad esempio le carceri, i gruppi di supporto, le scuole, gli ospedali e i centri diurni, le strutture che ospitano i veterani, queste ultime una peculiarità statunitense. Persone di tutte le età, con vissuti dei più disparati, ma accomunate dal bisogno di risalire a galla, respirare di nuovo la vita a pieni polmoni. “Esistiamo dove l’arte letteraria e la guarigione si intersecano” è il claim che meglio rappresenta questa realtà associativa.

E, come per i luoghi dell’Unesco, vi è massima attenzione alle voci cui dare fiato attraverso l’istruzione equa, e di qualità. L’impatto dei fattori sociali e culturali nella letteratura e nel processo poetico è immenso. Registrarli può servire a mettere in connessione la comunità, le generazioni, e costruire un oggi e un domani di maggiore interconnessione e di necessaria equità. Per chi volesse misurarsi con la poesia-terapia vi è un appuntamento a Denver, Colorado, il 29 marzo!

21 marzo anche per non dimenticare

Questa data è anche dedicata alla memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Mentre sbocciano i primi fiori di pesco, ricordiamo allora Giovanni Falcone con le parole di Alda Merini.

La mafia sbanda,
la mafia scolora
la mafia scommette,
la mafia giura
che l’esistenza non esiste,
che la cultura non c’è,
che l’uomo non è amico dell’uomo.

La mafia è il cavallo nero
dell’apocalisse che porta in sella
un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.

La mafia li commemora
con ciclopici funerali:
così è stato per te, Giovanni,
trasportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.

 

Chiara Francesca Caraffa

Foto © Wikipedia, Ghana, AssoCareNews

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui