Un viaggio attraverso la musica e la vita di un’artista immortale
Fragile e forte allo stesso tempo, Amy Winehouse è stata una stella luminosa che ha squarciato il cielo notturno attraverso i suoi sogni raggiungendo le più alte vette, contrastando i suoi demoni, senza mai mettere da parte i suoi obiettivi.
Uscirà il 18 aprile al cinema con Universal Pictures, Back to Black il biopic sulla cantautrice Amy Winehouse, scomparsa 27enne nel 2011 per un’intossicazione da alcol. Il film della regista Sam Taylor–Johnson con Marisa Abela è un viaggio nella vita dell’artista, attraverso il suo sguardo, le sue fragilità miste alla sua forte voglia di vivere, la necessità di sentirsi amata, gli errori, i demoni che la tormentavano, ma anche le speranze verso qualcosa di differente.
La musica nel film è la colonna portante. Attraversa le scene, è protagonista assoluta, racconta una storia e fa percepire emozioni e tormenti, sogni e suggestioni.
La storia
Back to Black racconta la vita e la musica di Amy Winehouse, dall’adolescenza all’età adulta, e la realizzazione di uno degli album più venduti nel nostro tempo. Il film dipinge
un’immagine vivida e vibrante delle strade di Camden che chiamava “casa”, e cattura le difficoltà della sua arte gloriosa, della sua arguzia e della sua onestà, oltre a cercare di comprendere i suoi demoni.
Il racconto si snoda dalla prospettiva di Amy, la sua storia prende vita in una famiglia ebrea di una zona a nord di Londra, nel mezzo della separazione dei genitori, Mitch (Eddie Marsan) e Janis (Juliet Cowan). Amy ha un bellissimo legame con la nonna Cynthia (Lesley Manville) che rappresenta tutto ciò che lei desidera essere: affascinante, bellissima e con un passato selvaggio pieno di romanticismo e jazz.
Amy, una pagina indelebile nella storia della musica
Back to Black è uno sguardo risoluto sulla moderna macchina delle celebrità e un potente tributo a un talento unico e irripetibile, uno dei più grandi del XXI secolo. La sceneggiatura si basa su materiale realizzato in prima persona dalla cantante. Vediamo la sua ascesa, dall’educazione suburbana al raggiungimento della fama globale, prima della sua morte a soli 27 anni, lasciando al Mondo un’eredità indelebile.
Il percorso di un talento
Sin da adolescente Amy scrive canzoni intrise di emozioni e umorismo e il suo album di debutto, Frank, è subito un successo. Amy non cambia, resta con i piedi per terra e trascorre gran parte del suo tempo a giocare a biliardo al The Good Mixer. È qui che conosce Blake (Jack O’Connell) che la corteggia con la musica delle Shangri – Las proveniente dal juke box del locale.

L’attrazione è immediata e, nonostante Blake abbia già una fidanzata, i due iniziano una storia d’amore vorticosa. Amy inizialmente diffida dell’uso di droghe pesanti da parte di Blake, ma quando i due si lasciano, anche Amy, turbata, inizia a farne uso. Il suo manager Nick (Sam Buchanan) insiste perché vada in un centro di recupero ma anche Mitch concorda con Amy sul fatto che non è necessario. A New York scrive il secondo album, Back to Black, che racconta la separazione tra lei e Blake.
Uno sguardo da vicino nella vita della cantante
Le dipendenze di Amy insieme a un disturbo alimentare permanente la rendono sempre più fragile. Il film ci mostra la cantante attraverso la musica che viveva sulla sua pelle, senza filtri che potessero proteggerla dal dolore.
«Volevo fare un film dalla prospettiva di Amy, attraverso i suoi occhi. L’unico posto in cui risiede la sua verità è nei testi delle sue canzoni. Ho deciso di raccontare la sua storia attraverso le sue parole, tratte dai brani che ha scritto e che lasciano trapelare la sua anima. Cantava del suo amore, del suo dolore e della sua delusione», spiega la regista.

Back To Black ha vinto 5 Grammy e venduto oltre 16 milioni di copie, diventando la cornice del film.
«Il battito del cuore di Amy è presente in ogni canzone e rappresenta un’esternazione devozionale della sua storia d’amore con Blake. Il loro rapporto viene raccontato attraverso la sua voce, le sue parole e le sue prospettive. Lei vede solo il bene, perché l’amore è cieco», prosegue Sam Taylor-Johnson.
Dall’idea al film
Il progetto del film è iniziato dalla produttrice cinematografica britannica Alison Owen, desiderosa di celebrare la produzione musicale di Amy Winehouse. «Avevo l’impressione che stesse entrando nella cerchia di quelle donne che vengono ricordate più per la loro morte prematura che per il loro talento», spiega Owen.
La Taylor-Johnson qui non voleva realizzare una sorta di biopic, piuttosto voleva che fossero la musica di Amy Whinehouse e la sua relazione con Blake Fielder-Civil a guidare la narrazione. «Non si tratta della cronistoria dalla nascita alla morte dell’artista, il nostro film è incorniciato dall’album Back to Black, e nella mia mente è una storia d’amore, dalla quale è nato l’album», evidenzia la regista.
Il film mostra una visione più empatica, celebrativa e priva di sfumature dell’ascesa alla fama della cantante e non la versione raccontata dai tabloid dell’epoca. «Era mia intenzione far sì che gli spettatori avessero la sensazione di condividere il viaggio di Amy insieme a lei», sottolinea Taylor-Johnson.
Amy, oltre i problemi
Quella che vediamo è una visione molto intima della cantante. «Volevamo assicurarci che venisse celebrata la sua vita e non solo le droghe, l’alcol, la tossicità, i problemi. La sua voce, il suo talento, la sua attitudine e la sua onestà erano in primo piano», racconta lo sceneggiatore Matt Greenhalgh che ha concentrato l’attenzione sul triangolo di Amy, Blake e la sua famiglia.
«La persona non è mai reale, è sempre la sua versione cinematografica», afferma lo sceneggiatore.

Un aspetto che emerge molto dalla visione del film è il forte attaccamento di Amy con la cara e amata nonna Cynthia. Il momento in cui scopre che la nonna è malata di cancro ai polmoni è straziante nello stesso modo in cui nell’ultimo abbraccio si avvertono le emozioni di un addio.
Taylor-Johnson e Greenhalgh volevano mettere in risalto una storia meno raccontata, sul profondo legame di Amy con la nonna Cynthia, e di quanto la sua morte l’abbia segnata in modo indelebile. «Credo che sia stato da quel momento che le cose hanno cominciato ad andare storte e la sua vita si è sfaldata. Per noi era importante mostrare quel legame così profondo e significativo».
La ricercatezza del particolare
Amy Winehouse si è distinta per il suo abbigliamento. Aveva scelto uno stile e l’ha sempre seguito. Sam Taylor-Johnson e la Owen si sono avvalse del lavoro della costumista PC Williams. Nel film sono stati utilizzati anche alcuni vestiti e gioielli che appartenevano ad Amy. Gli stilisti che l’hanno vestita sono stati più che collaborativi; in particolare Dolce e Gabbana hanno realizzato una replica esatta dell’abito che la cantante indossava per la sua performance ai Grammy.
Il suo trucco e l’acconciatura con il suo celebre beehive la rappresentavano completamente. Si vede crescere il glamour che poi diventa sempre più disordinato.

I tatuaggi erano una parte fondamentale dell’identità di Amy, e sono stati usati anche come indicatori della sua evoluzione. «Si parte dal disegno della piccola Betty Boop e, man mano che il film va avanti, la vediamo letteralmente imprimersi con ciò che conta per lei in quel momento, sia che si tratti del tatuaggio Daddy’s Girl o quelli in onore di sua nonna Cynthia o del fidanzato Blake», spiega Abela.
Le location
Durante le riprese di Back to Black era chiaro che Camden fosse un personaggio importante quasi quanto Amy. I pub Good Mixer e Dublin Castle, Jeffrey’s Place, Camden Square e il canale sono stati tutti utilizzati come location.
Tra le 54 location in tutta Londra, utilizzate in quaranta giorni di riprese, figurano Primerose Hill, London Zoo, Ronnie Scott’s e i Riverside Studios di Hammersmith – dove è stata registrata la performance di Amy ai Grammy.
Stronger Than Me… Love Is a Losing Game
«Non c’è amore più grande di quello che le persone provano per Amy, la cui musica ha toccato le loro anime e ha suscitato nei loro cuori la sensazione che lei appartenga a loro, e soltanto a loro. Un uccellino di donna con il potere di una leonessa, e una voce che trascende il nostro tempo. Dare vita alla storia di Amy è un privilegio; avere lo spazio per immergersi nella sua musica, conoscere il suo cuore e portare tutto questo sullo schermo è un dono. Sono entusiasta di condividerlo col Mondo intero», conclude Sam Taylor-Johnson.
Alessandra Caputo
Foto © 2024 Focus Features, LLC.













