Dagli scavi è emerso un imponente salone affrescato con figure mitologiche in stato di conservazione quasi perfetto
In questi giorni a Pompei, durante le attività archeologiche avviate nel 2023, è stato ritrovato un salone da banchetto. Gli scavi riguardano l’insula 10 della Regio IX, e sono finalizzati a mettere in sicurezza i fronti perimetrali e migliorare l’assetto idrogeologico.
Il salone affrescato con personaggi della guerra di Troia
L’imponente salone emerso si estende per una lunghezza di circa 15 metri e una larghezza di 6 e si affaccia su un cortile che sembra essere un disimpegno di servizio a cielo aperto. Il cortile contiene anche una larga scala non decorata che conduce al primo piano. Sotto gli archi della scala è ancora visibile materiale di cantiere accantonato. Sull’intonaco grezzo delle arcate del grande scalone qualcuno aveva disegnato a carboncino due coppie di gladiatori e un fallo stilizzato.
Il salone presenta pareti decorate con sfarzosi affreschi, figure mitologiche ispirate alla guerra di Troia. Le pareti nere molto probabilmente consentivano di nascondere il fumo delle lucerne sui muri. Si tratta di un ambiente raffinato. La qualità artistica delle pitture come pure la scelta dei soggetti rappresentati, testimoniano un alto tenore di vita.
Funzione delle raffigurazioni nella sala conviviale
La sala era destinata a momenti conviviali e conversazioni, quest’ultime ispirate dalle scene affrescate. Come suggerisce il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, «la luce tremolante delle lucerne faceva sì che le immagini, rivivessero, sembrassero muoversi, specie dopo qualche bicchiere di buon vino campano».

A motivo delle raffigurazioni di coppie di eroi e divinità della guerra di Troia il tema dominante è quello dell’eroismo. Ma potrebbe essere anche quello del rapporto tra individuo e fato.
Le figure mitologiche rappresentate nelle case romane avevano la funzione sociale di intrattenere ospiti e commensali fornendo spunti di conversazione e di riflessione. Erano occasioni per parlare del passato, del mito, della vita delle persone che stavano lì.
Eroi e divinità della guerra di Troia
L’affresco emerso raffigura Elena e Paride; accanto a lui c’è un’iscrizione in greco che lo indica con l’altro suo nome Alexandros. I due personaggi davano probabilmente l’occasione di parlare dell’amore, delle coppie, della storia che li aveva coinvolti ma che poi aveva avuto una ripercussione sulla storia in generale.
Sulle pareti del salone è presente anche la figura di Cassandra, figlia di Priamo insieme ad Apollo. Nella mitologia greca Cassandra era conosciuta per il suo dono di preveggenza unito a un doppio destino infelice: non poteva modificare il futuro e non veniva mai creduta. Questo a causa di una maledizione inflittale da Apollo per non essersi concessa a lui.
Nonostante la giovane avesse previsto gli eventi tragici della guerra di Troia non sarebbe riuscita a impedirla. Stuprata durante la presa della città, finirà schiava di Agamennone a Micene.
Pompei, un unicum mondiale da tutelare e valorizzare
La sala emersa è localizzata alle spalle di due abitazioni collegate tra loro le cui facciate erano già venute alla luce alla fine dell’Ottocento. Alle loro spalle stanno emergendo sontuosi ambienti di soggiorno affrescati, che al momento dell’eruzione erano interessati da importanti interventi di ristrutturazione.
L’area archeologica di Pompei conta più di 13.000 ambienti in 1070 unità abitative, oltre agli spazi pubblici e sacri. Secondo il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano Pompei è uno scrigno di tesori che non finisce di sorprendere perché ogni volta che si scava vi si trova qualcosa di significativo.
In una intervista ha definito Pompei un unicum mondiale. Per questa ragione la legge di bilancio prevede il finanziamento per nuovi scavi. Il ministro ha evidenziato la necessità di proseguire nella tutela di questo importante sito e anche nella sua valorizzazione.
Per gli approfondimenti degli scavi di Pompei si può consultare l’e-journal https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/
Veronica Tulli
Foto © Il Giornale dell’Arte, Il Post, il Quaderno













