Gli Usa chiedono più spesa bellica agli alleati della Nato, una chiave che secondo il Regno Unito può evitare l’abbandono dell’Ucraina alla Russia
Il premier britannico Keir Starmer è volato a Washington per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sul tavolo delle discussioni c’è il futuro della Nato e dell’Ucraina, in un momento in cui gli Usa pretendono dagli alleati atlantici una maggiore spesa bellica (il 5% del Pil) e si riavvicinano alla Russia di Vladimir Putin.
Il timore dell’opinione pubblica britannica è che la relazione speciale tra Regno Unito e Stati Uniti possa incrinarsi di fronte alla politica nazionalista di Trump. Starmer, comunque, sta mantenendo rapporti amichevoli, avendo anche rassicurato sulle intenzioni di aumentare il budget per la difesa.
La cessione delle terre rare
I contorni delle dichiarazioni di Trump dei giorni precedenti sono stati sfumati. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non viene più definito «dittatore da Trump, che anzi afferma di rispettarlo. Per il Tycoon l’accordo di cessione delle cosiddette terre rare, elementi chimici utili per la produzione di apparecchiature tecnologiche, rafforzerà la sicurezza dell’Ucraina. Grazie alla presenza statunitense, si andrebbe a garantire l’equilibrio nella Regione.
Una visione molto diversa da quella europea, che invece vorrebbe in Ucraina un contingente di peacekeeping, una volta raggiunta la tregua. Tuttavia, per la stampa britannica, si tratta del massimo impegno che si possa pretendere da Trump perché l’Ucraina non sia abbandonata totalmente.
Spesa militare
Già durante il suo primo mandato, Donald Trump si era lamentato di come il grosso del peso economico della Nato gravasse sulle spalle degli Stati Uniti. Starmer ha previsto un aumento della spesa militare al 2,5% del Pil nel 2027 e al 3% nel 2035, definendolo il «maggiore incremento dalla Guerra Fredda».
Un impegno che ha influito sulla decisione Usa di continuare a supportare la sicurezza europea e ucraina, soprattutto se la Russia decidesse di violare il futuro cessate il fuoco. L’obiettivo di Starmer è far leva più sul lato affaristico di Trump, sui vantaggi del sostegno alla Nato e all’Ucraina, più che sull’obbligo morale d’intervento dichiarato dai presidenti del passato.
Rientro economico
Il discorso di Trump rimarcava le differenze tra spesa americana ed europea per l’Ucraina, ovvero come Ue e Regno Unito avessero elargito un prestito, contro il fondo perduto statunitense.
Da qui la volontà di appropriarsi delle terre rare, «volevamo un po’ di quello che avevano le Nazioni europee», aveva dichiarato Trump. «Loro avranno i soldi indietro, noi no». Starmer ha corretto il tiro delle affermazioni, ricordando come «non tutto sarà recuperato, ci sono stati dei prestiti, ma il grosso erano donazioni».
Rapporto rinsaldato nelle differenze?
«Condividiamo la visione che i nostri giorni migliori sono alle spalle», ha dichiarato Starmer. «Sapete, tirare fuori la motosega non è nel nostro stile», dice riferendosi alla scenetta organizzata da Elon Musk a simboleggiare il taglio della burocrazia. Né è stato gradito il supporto manifestato dallo stesso miliardario sudafricano all’estrema destra inglese. «Ma anche noi stiamo smantellando le regolamentazioni eccessive e la burocrazia. Stiamo riformando le concessioni dei permessi, riducendo le barriere agli investimenti e la crescita. E siamo pronti a fare affari».
Si ritiene che Starmer volesse dimostrare agli Stati Uniti che il Regno Unito può tenergli testa, senza bisogno di rinunciare a certi valori pur di arrivare a un accordo. Il riferimento è alla fretta di Trump di arrivare alla tregua con Putin concedendo, di fatto, la resa Ucraina. Di ritorno da Washington, Starmer sta facendo da padrone di casa nell’incontro del weekend a Londra con i principali leader europei e della Nato. Mentre l’incontro con Zelensky è stato anticipato a sabato, 1º marzo e il Regno Unito ha annunciato lo stanziamento di un prestito di ulteriori 2,26 miliardi di sterline, da spalmare nei prossimi anni, all’Ucraina per sostenerla di fronte alle conseguenze della guerra con la Russia. L’accordo verrà sottoscritto dai due titolari delle Finanze: il ministro ucraino Marchenko e la cancelliera dello Scacchiere britannica, Rachel Reeves. Zelensky ha affermato che il prestito «sarà utilizzato per produrre armi in Ucraina».
Scontro Usa – Europa
Il nuovo segretario di Stato degli Usa, Marco Rubio, ha esplicitato la necessità di spostare l’attenzione all’Indo–Pacifico, scaricando la difesa dei confini ucraini e baltici agli europei. Molti, tra i repubblicani, pensano che l’Ue sia stata fondata solo per «fregare» gli Stati Uniti, per citare il vicepresidente J.D. Vance.
Il Regno Unito può sfruttare il suo ruolo da intermediario tra sponde dell’Atlantico, quasi di terzietà, dato dalla Brexit. Una posizione per nulla facile in questo periodo storico, considerando che le parti si stanno muovendo in direzioni opposte.
G7
Durante l’ultimo G7, Starmer ha ribadito il sostegno all’Ucraina mentre approvava il più grande pacchetto di sanzioni contro la Russia. La speranza è costringere Putin non solo a dialogare, ma anche a fare lui stesso concessioni. Allo stesso tempo, è stato rinnovato l’impegno a lavorare con gli Usa e gli altri membri del G7 per una pace duratura.
Il Regno Unito ha però lasciato la porta aperta al ritorno russo nel consesso dei Grandi 7, di certo non prima che finisca l’occupazione in Ucraina. «La nostra posizione non è cambiata», ma sicuramente si tornerà a discuterne con tutti gli alleati, una volta terminata la guerra.
Isole Chagos
Infine, un aspetto discusso tra Starmer e Trump è stato la restituzione britannica delle Isole Chagos alle Mauritius, siglata già a fine 2024, dopo dispute di 60 anni.
Secondo il piano concordato, Regno Unito e Usa conserveranno per un altro secolo la base militare a David Garcia, condivisa tra i due Paesi anglosassoni ma finanziata esclusivamente dalla Gran Bretagna. Gli Stati Uniti la ritengono strategica per la difesa nazionale: l’isola di David Garcia, sede dei bombardieri a stelle e strisce, è al centro delle rotte fra Africa, India, Sud-est asiatico e Australia.
Raisa Ambros
Foto © Sky News; BBC; Al Jazeera; Evening Standard; The Telegraph













