Canberra sin dall’inizio del conflitto nel 2022 si è schierato apertamente contro l’invasione russa, inviando aiuti a Kiev
Il primo ministro australiano, Anthony Albanese, durante una conferenza stampa a Sydney sabato 1° marzo 2025, ha ribadito il pieno sostegno dell’Australia all’Ucraina. Questo mentre negli Stati Uniti emergono incertezze sul loro impegno verso il Paese in guerra. Albanese ha risposto a diverse domande sul duro confronto avvenuto alla Casa Bianca tra il presidente Usa, Donald Trump, e l’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky.
Quando gli è stato chiesto di commentare l’accaduto, il primo ministro ha evitato di esprimersi direttamente sulla posizione di Trump. «Sono responsabile della politica estera australiana, che viene stabilita dall’Australia. Noi sosteniamo senza esitazioni l’Ucraina nella sua battaglia, perché crediamo sia una lotta per difendere il diritto internazionale». Inoltre ha anche ricordato i suoi precedenti incontri con Zelensky, sottolineando che la guerra in Ucraina non riguarda solo quel Paese. «Si tratta di uno scontro tra una Nazione democratica e un regime autoritario, guidato da Vladimir Putin, che ha ambizioni imperialistiche non solo sull’Ucraina, ma anche su altri territori dell’ex Unione Sovietica».
Presenti fin da subito
La guerra in Ucraina è iniziata nel febbraio 2022, quando a capo del Governo australiano c’era ancora Scott Morrison, leader del Partito Liberale. Il suo esecutivo è
stato uno dei primi a condannare l’invasione russa, definendola “brutale e ingiustificata“. Inoltre ha imposto sanzioni severe contro oltre 500 persone e aziende russe, compreso Putin stesso, e ha vietato l’importazione di petrolio, carbone e gas dalla Russia. Inoltre, l’Australia ha inviato aiuti militari per un valore di 285 milioni di dollari, tra cui veicoli corazzati Bushmaster e altre attrezzature. Ha anche concesso visti temporanei a più di 8.000 ucraini, permettendo loro di vivere e lavorare in Australia per tre anni. Con la scadenza di questi visti nel febbraio 2025, il Governo Federale laburista ha annunciato misure per estendere la protezione temporanea.
Dopo le elezioni del 2022, Anthony Albanese è diventato primo ministro e ha continuato a sostenere l’Ucraina, aumentando gli aiuti. Il suo Governo ha portato il totale dell’assistenza militare a oltre 1,5 miliardi di dollari, fornendo artiglieria, droni e addestramento per i soldati ucraini. Nel luglio dello stesso anno, ha visitato Kiev e Bucha per continuare a dimostrare il sostegno. Ha anche imposto nuove sanzioni alla Russia, inclusa una serie di restrizioni nel 2025 contro 70 persone e 79 aziende legate all’esercito russo. Inoltre, ha riaperto l’ambasciata australiana in Ucraina come segno di solidarietà.
Uniti
Anche se ora è all’opposizione, il Partito Liberale continua a sostenere l’Ucraina. Il ministro dell’Economia ombra, Angus Taylor, ha ribadito la condanna dell’invasione russa. Il leader dell’opposizione, Peter Dutton, ha espresso preoccupazione per lo scontro pubblico tra Donald Trump e Zelensky, promettendo di fare pressioni sugli Usa affinché riconsideri la sua posizione. «Il Mondo deve unirsi al presidente ucraino per opporsi a un dittatore omicida come Vladimir Putin», ha dichiarato Dutton ai giornalisti nel Queensland. «Gli Stati Uniti hanno un ruolo fondamentale, ma non possono essere ovunque contemporaneamente. Per questo, è importante che anche l’Europa faccia la sua parte».
Il leader ha anche sostenuto che il Mondo ha bisogno che i Paesi con valori simili restino uniti. Non ha esitato a criticare Trump per alcune sue dichiarazioni su Zelensky e la guerra
in Ucraina, definendo Putin un «despota e criminale assassino. È necessario riflettere con molta attenzione sui prossimi passi» – ha aggiunto Dutton – «perché se l’Europa diventasse meno sicura o se, in qualche modo, si finisse per favorire Putin, intenzionalmente o meno, il risultato sarebbe davvero disastroso». Ha inoltre dichiarato che, se la Coalizione (composta da Partito Liberale e Partito Nazionale) vincerà le elezioni, farà pressioni su Trump affinché cambi idea sull’Ucraina. Zelensky, invece, lo ha descritto come «un eroe moderno dei nostri tempi».
Dunque in Australia sia il Partito Laburista che il Partito Liberale hanno sempre condannato l’invasione russa e continuano a sostenere l’Ucraina senza alcun tentennamento. Non ci sono divisioni o correnti pro–Russia in nessuno dei due schieramenti politici.
Il caso
Di recente, Albanese ha reagito con fermezza alla cattura di un cittadino australiano, Oscar Jenkins, da parte delle forze russe. Ha chiesto spiegazioni a Mosca e ha avvertito che l’Australia avrebbe preso “le misure più severe possibili“, inclusa l’espulsione dell’ambasciatore russo, se fossero accertate responsabilità di abusi nei confronti di un cittadino australiano fatto prigioniero mentre combatteva per l’Ucraina.
Oscar Jenkins, un insegnante di 32 anni di Melbourne senza precedenti esperienze militari, si è unito alle forze di difesa ucraine all’inizio dello scorso anno. Un video pubblicato lo mostrava, vestito in uniforme militare e con le mani legate, mentre era interrogato e colpito da un rapitore russo. Rapporti recenti suggeriscono che potrebbe essere stato ucciso mentre era sotto la custodia dei russi.
Albanese ha dichiarato che il Dipartimento australiano per gli Affari esteri e il Commercio cercheranno di ottenere chiarimenti urgenti dalle autorità russe sulle sorti dell’uomo. «Chiediamo alla Russia di confermare immediatamente lo status di Oscar Jenkins. Restiamo gravemente preoccupati», ha dichiarato ai giornalisti. «Attenderemo che i fatti vengano a galla. Il Governo australiano prenderà le misure più forti possibili».
Descritto come un mercenario
I funzionari australiani hanno interrogato l’ambasciatore russo Alexey Pavlovsky a
Canberra che però non ha fornito alcun aggiornamento pubblico su Jenkins, ma continua a fare riferimento a un briefing del portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha dichiarato che i mercenari stranieri in custodia saranno «chiamati a rispondere» secondo la legge del Paese. «Vi informiamo regolarmente sui crimini dei mercenari e sulla loro punizione in conformità con la legislazione russa, soprattutto quando sono coinvolti in atti di atrocità contro i civili», ha aggiunto.
Dall’invasione e dalla guerra totale della Russia contro l’Ucraina all’inizio del 2022, un numero relativamente piccolo di volontari si è unito alle sue forze per resistere alle truppe di Mosca. Tuttavia, Kiev non impiega mercenari nei combattimenti, a differenza del Cremlino.
Giovanni Maria Pontieri
Foto © The New York Times, CNAS, The Guardian












