Commercio, l’illegalità costa 40 miliardi di euro

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Gli imprenditori sono spaventati soprattutto da furti, baby gang, contraffazione e usura

Aumentano In Italia le denunce per i reati nelle attività del commercio. Nel 2024 l’illegalità è costata alle imprese quasi 40 miliardi di euro e ha messo a rischio 276 mila posti di lavoro. È quanto emerge dalla ricerca “Più sicurezza per territori, imprese e Città”, presentata in Confcommercio a Piazza Belli a Roma dal presidente Carlo Sangalli, Patrizia Di Dio vicepresidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia con delega alla Legalità e alla sicurezza. Presente anche il sottosegretario di Stato all’Interno, Nicola Molteni.

Dall’indagine emerge che il 30% delle imprese del terziario percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2024. I furti sono il fenomeno in maggior aumento, più 4,5 punti rispetto al 2023, seguiti da vandalismo e spaccate (25,4 più 4,3 rispetto al 2023), le rapine più 6,4 rispetto al 2023. Scende l’usura meno 3,6 rispetto al 2023. Un imprenditore su tre pari al 31,3% ha timore che la propria impresa possa essere esposta a fenomeni criminali: furti, rapine, atti vandalici, spaccate e aggressioni. I primi in particolare preoccupano maggiormente gli imprenditori anche in termini di sicurezza personale e dei propri collaboratori.

Baby gang e mala movida in azione

Il 21,3% degli imprenditori è preoccupato per episodi criminali legati alla presenza di baby gang nella zona di operatività dell’impresa, in specie nelle grandi Città. Tre imprenditori su dieci temono la mala movida e lamentano il degrado urbano, con atti di vandalismo e danneggiamenti alle strutture (45,8%). Il 27,7% ha avuto notizia di episodi di usura ed estorsione nella propria zona di attività. Di fronte a questi crimini il 63,1% ritiene che si deve sporgere denuncia, il 50% si rivolgerebbe alle associazioni di categoria e il 22% non saprebbe cosa fare.

Contraffazione e abusivismo

Il 60,1 per cento delle imprese del terziario, si ritiene penalizzata dall’abusivismo e contraffazione, intesa come concorrenza sleale. Spesso gli abusivi si posizionano proprio dinanzi l’ingresso dei negozi captando con la loro merce i clienti, con significativa riduzione dei ricavi delle imprese. Gli imprenditori pari all’8% hanno utilizzato almeno una misura in tema di sicurezza, così il 64% ha installato sistemi di videosorveglianza, il 53 sistemi di allarme antifurto, il 15 ha optato per vigilanza tra armata e non armata.

Proposte di Confcommercio

La vicepresidente Di Dio ha auspicato l’aumento nelle strade cittadine della Polizia di prossimità, la cui presenza dovrebbe essere diffusa su tutto il territorio nazionale. La presenza delle forze dell’ordine sia sui mezzi pubblici che nei luoghi dello shopping servirebbe da deterrente.

CommercioIl presidente di Confcommercio Sangalli, nel suo intervento, ha rimarcato che «denunciare si può, si deve e conviene. La legalità è rispetto delle regole che garantiscono diritti, doveri e libertà individuali. È il fondamento della convivenza civile ed è il presupposto per cui il cittadino possa sentirsi tutelato e riconosciuto all’interno della comunità senza la cultura della legalità, senza il rispetto delle regole, nessuna libertà è possibile, nessuna sicurezza è reale».

Nel suo intervento il sottosegretario all’Interno, Molteni, ha sostenuto, senza mezzi termini, che la maggioranza di coloro che delinquono, «sono stranieri». E ha rivelato che su circa centomila poliziotti 40.000 sono in procinto di andare in pensione, per cui il ministero dell’Interno sta investendo in concorsi per l’acquisizione di nuovo personale. Ha aggiunto poi che vi è una aspettativa molto alta di richiesta di sicurezza da parte dei cittadini, ai quali il Governo deve dare risposta. Infine ha evidenziato come la divisione politica in tema di sicurezza, faccia male al Paese, e ha concluso affermando: «la sicurezza si fa anche contrastando l’immigrazione illegale».

 

Giancarlo Cocco

Foto © TermoliOnLine, Ferraraitalia, Quotidiano del Molise

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Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

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