Per la prima volta nella storia di Canberra è stata eletta una donna alla guida di un partito politico, un chiaro segnale di rinnovamento
Sussan Ley eletta come segretaria federale del Partito Liberale australiano e, di conseguenza, leader dell’opposizione al Parlamento Federale di Canberra. Per la prima volta nella storia dell’Australia, ci sarà una donna alla guida di un partito a livello federale. Mai, prima d’ora, il genere femminile aveva ricoperto il ruolo di leader dell’Opposizione. Ted O’Brien invece nominato vicesegretario.
Una vita in viaggio
Nata in Nigeria da genitori inglesi ha trascorso l’infanzia tra gli Emirati Arabi Uniti e l’Inghilterra, prima di trasferirsi in Australia durante l’adolescenza. La sua famiglia si era spostata negli Emirati quando lei aveva solo un anno: il padre lavorava come agente dei servizi segreti britannici. Ha frequentato un collegio in Inghilterra fino ai 13 anni, età in cui poi si è trasferita. I suoi genitori acquistarono una piccola fattoria a Toowoomba nel Queensland, che però furono costretti a vendere a causa del crollo dei prezzi della carne bovina. Si stabilirono poi a Canberra, dove il padre lavorò per la Polizia Federale australiana.
Prima di entrare in politica, ha svolto diversi lavori: è stata cleaner, cameriera, pilota
commerciale, agricoltrice e direttore formazione tecnica alla Australian Taxation Office (l’agenzia delle entrate australiana) nella Città di Albury, nel New South Wales. Nel 2001 è stata eletta alla Camera dei Rappresentanti alle elezioni federali, rappresentando l’area regionale di Farrer, nel NSW.
Durante i Governi Abbott e Turnbull ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo: viceministro dell’Istruzione (2013–2014), ministro della Salute (2014–2016), dello Sport (2014–2017), della Cura degli Anziani (2015–2016) e, infine, ministro della Salute e Cura degli Anziani (2016–2017). Si è dimessa nel gennaio 2017 a seguito di una polemica sulle sue spese di viaggio, ma è rientrata nel Governo nell’agosto 2018 con l’arrivo di Scott Morrison come primo ministro. Ha poi ricoperto il ruolo di viceministro per lo Sviluppo Regionale e i Territori (2018–2019) e successivamente quello di ministro dell’Ambiente fino alla sconfitta elettorale del Governo nel 2022.
Rinnovamento
La nuova segretaria del Partito Liberale avrà ora il compito delicato di ricucire le divisioni interne al partito, soprattutto dopo la disastrosa campagna elettorale guidata dall’ex leader Peter Dutton, che ha portato a una netta vittoria del Partito Laburista di Anthony Albanese. Sussan Ley si è presentata come una figura moderata e centrista. Prima del voto aveva dichiarato che il partito doveva rinnovarsi e proporsi come un Partito Liberale moderno, e che la sua elezione avrebbe rappresentato un messaggio forte rivolto a tutte le donne australiane. Ha ammesso che il partito aveva deluso molte e ha sottolineato l’importanza di capire le ragioni per cui gli elettori non li avevano più sostenuti. Secondo lei, la mancanza di proposte ispiranti e concrete ha portato gli elettori a non vedere nel Partito Liberale un’alternativa valida per guidare il Paese.
Ley ha fatto anche riferimento alla polemica scoppiata durante la campagna elettorale, quando Peter Dutton aveva proposto di eliminare il lavoro da remoto per i dipendenti pubblici. La proposta ha suscitato forti reazioni, in particolare tra le madri lavoratrici e tra donne con ruoli dirigenziali all’interno dello stesso partito.
Con una nuova leadership moderata, è probabile che il Partito Liberale sarà chiamato a
rivedere il proprio approccio su questioni centrali per la vita degli australiani, come il problema della casa, gli affitti troppo alti e l’accesso ai servizi. Temi che, secondo molti, non possono più essere affidati unicamente alla logica del libero mercato. Inoltre, è molto probabile che Sussan Ley dovrà accantonare anche la proposta di costruire centrali nucleari in Australia, un piano che, secondo i risultati elettorali, non ha riscosso il favore degli elettori, sia per i costi elevati che per le preoccupazioni ambientali.
Giovanni Maria Pontieri
Foto © The Australian, Wikipedia, X












