Nello spazio insieme a Elio

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Elio

Disney e il viaggio intergalattico, tra messaggi di pace e riflessioni personali

Siamo soli nell’Universo? Quante altre forme di vita esistono? Anni luce da noi potrebbe esserci qualcuno in grado di capirci davvero e colmare la nostra solitudine? Disney Pixar ci invita ad affrontare un viaggio emotivo, potente ed emozionante, attraverso i Pianeti, nel Cosmo che ci abbraccia in una storia fantastica. Esce al cinema Elio, un film d’animazione dei Pixar Animation Studios che vi farà decollare su un’astronave piena di colori e sentimenti, riflessioni e divertimento, affrontando tematiche importanti ma facendolo attraverso un linguaggio delicato e sofisticato.

Elio è diretto da Madeline Sharafian (cortometraggio Sparkshort La Tana), Domee Shi (cortometraggio Bao e Red) e Adrian Molina (co-sceneggiatore/co-regista di Coco), e prodotto da Mary Alice Drumm (produttrice associata di Coco), con le musiche firmata da Rob Simonsen.

Presentato a Roma dalle filmmaker Domee Shi, Madeline Sharafian e Mary Alice Drumm, insieme alle voci italiane Alessandra Mastronardi e Adriano Giannini, Elio è pronto a conquistare un pubblico variegato attraverso una storia affascinante e dolce che tocca le corde del cuore forse perché ognuno di noi, prima o poi, percepisce quella sensazione instabile di solitudine, di non sentirsi realmente compreso e di cercare intorno a sé chi sia in grado di essere un vero amico.

Tante piccole riflessioni

Elio è l’accettazione di sé ma anche affermazione della propria identità, è cercare quelle risposte alle domande «e se ci fosse qualcosa in me di sbagliato? Se fossi io e non gli altri?». ElioÈ la costruzione di un’autostima, ma allo stesso tempo rappresenta il coraggio di affrontare le avversità. Elio ci porta a riflettere sul rapporto genitori/figli sull’importanza di comprendere l’altro perché «forse a volte non ti capisco ma l’amore non cambia», ma è anche e soprattutto il sentirsi speciali attraverso le proprie diversità che ci rendono unici: «Tu sei unico Elio, unico a volte è chi si sente solo, ma tu non sei solo». È la potenza delle parole e dei messaggi proiettati attraverso le immagini che resta indelebile come ogni film Disney. E una frase come «Nessun conflitto produce veri vincitori», in questo momento storico, risuona dentro chi l’ascolta con una potenza comunicativa e di riflessione notevole.

La storia

Elio Solís è un ragazzino di 11 anni che non si sente a suo agio sulla Terra. I genitori sono morti quando era piccolo e vive con la zia Olga ma lei non lo capisce davvero. Ossessionato dallo spazio, il suo passatempo preferito è cercare di entrare in contatto con gli alieni, desidera essere rapito da loro. È felice quando viene trasportato nello spazio dove si riuniscono i leader planetari. Scambiato per quello della Terra, Elio dovrà dimostrare il suo valore e guidare i negoziati con un guerriero spaziale.

«Vediamo lo spazio con curiosità, come simbolo di speranza e connessione; è un’avventura galattica di un bambino solo che cerca una connessione, un legame con qualcun altro e diventa amico degli alieni. Ognuno di noi si sente così. L’idea di spingere attraverso un film al collegamento con gli esseri umani», afferma Domee Shi in conferenza stampa.

Le voci italiane

«Sono cresciuta con il mondo Diseny. Il mondo magico Pixar prende immagini e personaggi per bambini, ma in realtà parla anche al bambino che noi adulti abbiamo dentro. Il tema della solitudine, dell’essere in un posto che non si capisce quale sia, il sentirsi usurpatore di un luogo che non è il tuo, chiedersi se si appartiene al posto in cui sei. Sei unico, non sei solo e sei speciale è un messaggio a tutti i bambini. Vedere un film dove ogni bambino può sentirsi speciale, perché unico e non solo, penso sia uno dei messaggi più belli che la Pixar potesse mandare», racconta Alessandra Mastronardi che presta la voce alla zia Olga.

«Rimango sempre affascinato da come questi film di animazione riescano a Elioportare il pubblico, lo spettatore, sempre al confine e anche oltre dell’emozione e spesso della commozione, cosa che il cinema non di animazione riesce sempre meno a fare. Rimane per me un mistero come la bravura di questi artisti riesca a far sciogliere il pubblico emotivamente», spiega Adriano Giannini, voce di Lord Grigon.

Un messaggio di pace

Entrambe le registe sono concordi nell’affermare quanto l’uscita di Elio al cinema in un periodo così segnato dai conflitti possa rappresentare un momento di riflessione collettiva.

«Siamo molto grati che il film esca in questo momento. La sensazione che stiamo provando noi è la stessa che prova Elio all’inizio del film dove non cerca di creare una connessione col resto del mondo. Non vogliamo rinunciare alla Terra, c’è ancora molto da salvare mi auguro che Elio possa essere fonte di intrattenimento e di conforto per le persone. I film e le storie sono motori di empatia».

«Il film parla di connessione, le amicizie e i legami arrivano nel momento meno atteso. Alla Pixar cerchiamo di fare film carichi di speranza e in questo momento soprattutto la speranza ci serve molto», evidenzia Mary Alice Drumm.

Ispirazione

Elio è una lettera d’amore ai film anni Ottanta, a Steven Spielberg, John Carpenter, film come E.T., Alien e Incontri Ravvicinati del terzo tipo, quei film «dove lo spazio era simbolo di speranza e curiosità», evidenzia Sharafian. Le filmmaker sono grandi fan della fantascienza. «ET è stato una forte ispirazione, ma volevamo aggiungere l’aspetto del thriller fantascientifico, abbiamo cercato di catturare la nostalgia romantica legata a quei film».

AI e i film d’animazione

«Alla Pixar riteniamo che le storie umane vadano realizzate da esseri umani. L’intelligenza artificiale è uno strumento utilizzato sempre di più nell’animazione informatica. Questo film è stato realizzato in cinque anni, è lavorato con le mani ed è per questo motivo che i film Pixar reggono al test del tempo», specifica Domee Shi.

Una visione universale

Un altro aspetto che emerge dal film è la rilettura dei ruoli maschile e femminile. «Penso sia un’esplorazione profonda del sé, nel mio personaggio dentro la corazza c’è dell’altro, un mondo emotivo, quel sentire che forse il maschile deve frequentare di più», riflette Giannini. «È fondamentale partire dall’educazione dei piccoli, lanciare un messaggio di una visione paritaria della mamma e del papà, soprattutto sulla visione di genitori che siano esempio di parità dentro casa, è giusto che Pixar riscriva la realtà», aggiunge Mastronardi.

 

Alessandra Caputo

Foto © 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved

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