Spedizioni Europa-Usa bloccate: stop per nuovi dazi

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Spedizioni

I servizi postali europei sospendono i pacchi verso gli Stati Uniti: fine dell’esenzione de minimis, nuovi dazi al 15% e caos per imprese ed e-commerce

Sta emergendo un vero e proprio caos logistico a livello globale: diversi servizi postali europei hanno annunciato la sospensione temporanea delle spedizioni di merci verso gli Stati Uniti, in risposta all’imminente fine dell’esenzione doganale conosciuta come “de minimis“. Questa misura, che ha reso liberi da dazi i pacchi di basso valore (inferiori agli 800$), terminerà il 29 agosto 2025.

Il quadro della situazione: perché lo stop improvviso?

Fino ad ora, merci del valore inferiore a 800 dollari potevano entrare negli Stati Uniti senza pagare dazi doganali grazie alla franchigia de minimis, introdotta negli anni Trenta e rialzata a 800$ sotto il Governo di Obama. L’amministrazione Trump aveva già eliminato questa esenzione per Cina e Hong Kong a maggio; oggi lo ha esteso a livello globale con decorrenza 29 agosto 2025.

I principali nodi critici lamentati dai servizi postali riguardano l’assenza di chiare istruzioni operative: chi dovrà riscuotere i dazi, quali dati dovranno essere trasmessi e come integrarsi con il sistema della dogana statunitense (U.S. Customs and Border Protection).

Secondo i dati, i pacchi spediti con esenzione de minimis sono cresciuti da 134 milioni nel 2015 a oltre 1,3 miliardi nel 2024. Il volume enorme, associato anche all’utilizzo della franchigia da parte di operatori di e-commerce (come Temu e Shein) e al traffico illegale, ha spinto gli Usa a chiudere questa “porta aperta”.

Le risposte dei principali attori postali europei

Poste Italiane

Dal 23 agosto 2025, Poste Italiane ha sospeso l’accettazione e l’invio di merci verso gli Stati Uniti, in attesa delle nuove specifiche doganali US, rilasciate solamente il 15 agosto. Rimangono attivi i servizi di corrispondenza senza merce e il servizio “Poste Delivery International Express” con processo doganale assistito.

Deutsche Post / DHL (Germania)

Anche DHL (inclusi Deutsche Post e DHL Parcel Germany) ha comunicato che non accetterà più pacchi contenenti merci da clienti business verso gli Stati Uniti, con effetto immediato. Le domande senza risposta su dazi, dati doganali e processi li ha costretti a una sospensione temporanea.

Paesi nordici (Svezia, Danimarca)

PostNord ha giustificato la sospensione con la mancanza di chiarezza delle istruzioni tecniche e temporali, definendola “spiacevole ma necessaria” per garantire conformità.

Austria

Austrian Post smetterà di accettare pacchi standard verso gli Stati Uniti a partire dal prossimo martedì, continuando solo a spedire regali sotto i 100 dollari e mantenendo attivo il servizio espresso internazionale.

Altri Paesi europei

Francia (La Poste), Belgio, Spagna (Correos), Paesi Bassi (PostNL), Regno Unito (Royal Mail) e altri servizi postali regionali hanno annunciato sospensioni graduali o temporanee. Ad esempio, Royal Mail fermerà le spedizioni martedì per consentire ai pacchi già inviati di arrivare prima dell’entrata in vigore dei dazi.

Implicazioni per imprese, e-commerce e consumatori

Blocchi e ritardi

Le imprese che si affidano a spedizioni dirette verso gli Usa (ad esempio, Pmi italiane, venditori su piattaforme online) rischiano interruzioni immediate. Il mercato del dropshipping e fast fashion è particolarmente vulnerabile.

Aumento dei costi

I pacchi di basso valore che fino a oggi beneficiavano dell’esenzione dovranno pagare un dazio: entro il nuovo quadro U.S.–EU, la stragrande maggioranza dei prodotti dall’Ue sarà tassata al 15%, mentre quelli dal Regno Unito oltre i 100$ subiranno un dazio del 10%.

Carenza d’informazione

I servizi postali sono in attesa di dettagli operativi da parte delle autorità americane: come raccogliere i dazi, chi li anticipa, quali dati inviare, sistemi informatici da aggiornare. Fino ad allora, il blocco è inevitabile.

Effetti sul commercio transatlantico

Il cambiamento segna una stretta significativa sulle importazioni a basso valore, coltivando una nuova era di controlli rigidi e costi elevati. Le startup e i negozi online dovranno adeguarsi rapidamente (es. prepagare dazi, utilizzare canali express con dogana assistita).

Cosa ci riserva il futuro?

  • Chiarimenti attesi entro il 29 agosto: PostEurop (associazione delle poste europee) ha avvisato che, senza soluzione condivisa entro questa data, tutti i suoi membri dovranno sospendere le spedizioni verso gli Stati Uniti.

  • Soluzioni alternative: Canali courier internazionali (es. DHL Express, servizi espresso con dogana assistita) possono ancora operare.

  • Possibilità di adesione a nuovi accordi: I dettagli del quadro tariffario tra Usa e Ue (15% sui prodotti Ue, ecc.) potrebbero generare osservazioni e pressioni politiche per modificare o alleggerire le regole.

SpedizioniDietro il titolo sensazionale di “stop alle spedizioni europee verso gli Usa” si cela una sfida complessa: l’abolizione della franchigia “de minimis”, di importanza critica dopo essere stata la norma per decenni, ha innescato una crisi logistica e normativa senza precedenti. I servizi postali europei si trovano nella posizione di bloccare preventivamente le spedizioni, sospendendo merci di valore contenuto per evitare sanzioni doganali o confisca.

L’ecosistema e-commerce è sotto pressione: ritardi, costi in aumento, incertezza operativa e la necessità di modelli alternativi di spedizione o produzione. Resta da monitorare con attenzione lo sviluppo delle indicazioni ufficiali da parte degli Usa e la capacità degli operatori postali di riorganizzarsi in tempo utile.

Ginevra Larosa

Foto © ARcom Formazione, Torino Cronaca, MarketScreener

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