Candida auris: il super fungo che allarma l’Europa

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Candida auris,

Cresce senza freni, resiste ai farmaci e mette in crisi ospedali e sistemi sanitari nazionali

È ormai definito dagli esperti “una seria minaccia per i pazienti e per i sistemi sanitari”. Parliamo del Candida auris, conosciuto anche come Candidozyma auris, un fungo farmacoresistente che sta rapidamente guadagnando terreno negli ospedali europei, generando crescente allarme tra le autorità sanitarie.

Secondo l’ultimo rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), il patogeno si diffonde con una rapidità preoccupante, colonizza superfici e apparecchiature mediche, resiste ai più comuni trattamenti antimicotici e può causare infezioni gravi, soprattutto nei pazienti immunocompromessi.

Origini e diffusione globale di Candida auris

La storia del Candida auris inizia relativamente di recente. Scoperto per la prima volta in Giappone nel 2009, questo fungo ha dimostrato un potenziale di diffusione impressionante: in meno di dieci anni si è già affermato come una sfida sanitaria globale.

Nel 2014 è stato identificato per la prima volta in Europa, e da allora i casi non hanno fatto che crescere, in particolare nei contesti ospedalieri. La sua comparsa è spesso collegata al trasferimento di pazienti da strutture sanitarie di Paesi già colpiti, un meccanismo che facilita l’introduzione del patogeno in nuovi ambienti e ne accelera la diffusione. Il vero problema, sottolineano gli esperti, è la sua straordinaria capacità di radicarsi negli ospedali: sopravvive a lungo sulle superfici, colonizza strumenti medici e ambienti sanitari, e resiste a gran parte delle terapie disponibili. Una combinazione che lo rende uno dei patogeni emergenti più insidiosi.

L’aumento dei casi in Europa: dati allarmanti

Il rapporto pubblicato dall’Ecdc mette in evidenza una crescita costante e preoccupante. Nel decennio 2013–2023, nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo sono stati segnalati oltre 4.000 casi di infezione da Candida auris.

Il dato più allarmante riguarda il 2023, quando sono stati confermati 1.346 casi, distribuiti in 18 Stati membri. Si tratta del numero più alto mai registrato dal 2014, a testimonianza di un fenomeno in piena espansione e difficilmente contenibile.

Secondo l’Ecdc, il trend riflette un incremento costante e capillare, con episodi di trasmissione locale che dimostrano come il fungo non sia più limitato a focolai isolati, ma abbia iniziato a radicarsi stabilmente in più Paesi.

Cinque Nazioni europee concentrano la maggior parte delle infezioni documentate:

  • Spagna: 1.807 casi

  • Grecia: 852 casi

  • Italia: 712 casi

  • Romania: 404 casi

  • Germania: 120 casi

L’Italia occupa il terzo posto in Europa, con una diffusione che in alcune aree appare ormai radicata a livello regionale o nazionale, rendendo estremamente difficile tracciare e contenere singoli focolai.

Per quanto riguarda la Spagna e la Grecia, la situazione risulta particolarmente critica: i dati indicano che il fungo si è diffuso oltre i singoli episodi, segnalando una trasmissione endemica in alcune strutture ospedaliere.

Perché Candida auris è così difficile da contenere

Ciò che rende Candida auris un super fungo non è soltanto la sua resistenza agli antimicotici, ma anche altre caratteristiche che complicano enormemente la sua gestione:

  1. resistenza ai farmaci – molti ceppi sono insensibili ai principali trattamenti antimicotici disponibili.

  2. Persistenza ambientale – il fungo può sopravvivere per settimane su superfici ospedaliere e strumenti medici.

  3. Diffusione rapida – si trasmette facilmente da paziente a paziente e attraverso l’ambiente circostante.

  4. Difficoltà diagnostica – i sintomi, come febbre o brividi, non sono specifici e la diagnosi richiede test di laboratorio avanzati.

Questi elementi rendono il patogeno particolarmente insidioso in contesti già fragili, come reparti di terapia intensiva, oncologia o geriatria, dove i pazienti hanno un sistema immunitario compromesso.

Sintomi e manifestazioni cliniche

Le infezioni da Candida auris possono avere un quadro clinico molto variabile. In alcuni casi il fungo si limita a colonizzare la pelle o altri distretti senza provocare sintomi evidenti. In altri, soprattutto nei pazienti più fragili, può causare infezioni sistemiche gravi, con possibili conseguenze letali.

I sintomi tipici includono:

  • febbre persistente non spiegata da altre cause.

  • Brividi che non migliorano con le terapie antibiotiche standard.

  • Infezioni in sedi specifiche come sangue, ferite, orecchio interno.

Proprio la nonspecificità dei sintomi rende difficile distinguere queste infezioni da altre condizioni comuni in ospedale, aumentando il rischio di diagnosi tardive e trattamenti inefficaci.

La risposta dei sistemi sanitari europei

L’indagine condotta dall’Ecdc ha coinvolto 36 Paesi, inclusi quelli dell’Ue, dello Spazio economico europeo e alcuni Stati limitrofi come la Turchia.

I risultati mostrano un quadro frammentato:

  • solo 17 Stati dispongono di un sistema di sorveglianza nazionale dedicato.

  • Appena 15 Paesi hanno elaborato linee guida specifiche per la prevenzione e il controllo.

  • 29 dichiarano di avere laboratori di riferimento per le analisi.

  • 23 mettono a disposizione test diagnostici avanzati per gli ospedali.

L’Ecdc sottolinea che l’assenza di sorveglianza sistematica e la mancata segnalazione obbligatoria possono portare a una sottostima dell’incidenza reale. In altre parole, i casi documentati potrebbero essere solo la punta dell’iceberg.

Per affrontare il problema, l’Ecdc raccomanda una serie di interventi mirati: Candida Aurisrafforzare la sorveglianza epidemiologica per individuare tempestivamente i nuovi focolai; potenziare la capacità diagnostica degli ospedali, fornendo test rapidi e accurati; elaborare protocolli nazionali di prevenzione e controllo, uniformi e condivisi a livello europeo; formare il personale sanitario alla gestione del rischio e alla corretta applicazione delle misure di igiene; intervenire con decisione nella fase iniziale di introduzione del fungo per evitare che diventi endemico.

Secondo il Centro europeo, le esperienze raccolte in vari Paesi dimostrano che un’azione tempestiva può contenere la diffusione, mentre la mancanza di misure efficaci permette al fungo di radicarsi su larga scala.

Una minaccia silenziosa ma crescente

Il caso di Candida auris evidenzia in modo drammatico il rischio legato ai patogeni resistenti ai farmaci. In un contesto globale già segnato dall’emergenza antibiotico-resistenza, la comparsa di funghi come questo rappresenta un ulteriore fronte critico per la salute pubblica.

Con oltre 700 casi segnalati, l’Italia si colloca al terzo posto tra i Paesi più colpiti in Europa. Un dato che deve spingere le autorità sanitarie nazionali a rafforzare la sorveglianza, la prevenzione e la formazione del personale.

La partita contro Candida auris non si gioca solo nei laboratori, ma soprattutto negli ospedali, nei reparti, nelle corsie dove ogni giorno vengono curati i pazienti più fragili. La sfida è complessa, ma le esperienze positive raccolte in altri Paesi dimostrano che, con interventi rapidi e coordinati, è possibile contenere la diffusione e proteggere le strutture sanitarie da una minaccia che, altrimenti, rischia di diventare cronica.

Il super fungo, insomma, è già tra noi. Ma la sua diffusione non è inevitabile: molto dipenderà dalla capacità dei sistemi sanitari europei di fare fronte comune e trasformare un’emergenza in un’occasione di rafforzamento collettivo della sicurezza sanitaria.

 

Ginevra Larosa

Foto © Nurse24, Sora, Wikipedia

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