G7, ok Ue ai rimpatri: Meloni rivendica il risultato

0
404
G7 Ue rimpatri Meloni

Via libera del Parlamento europeo alla nuova normativa sui rientri dei migranti irregolari. Roma sottolinea il proprio ruolo nella svolta

Dal vertice del G7 arriva una delle notizie che il Governo italiano considera più significative sul fronte della politica migratoria europea. La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha infatti salutato come un importante risultato politico l’approvazione da parte del Parlamento europeo del nuovo regolamento comunitario sui rimpatri, una misura che secondo Palazzo Chigi rappresenta una svolta nella gestione dell’immigrazione irregolare all’interno dell’Unione europea.

Meloni: «Grande successo italiano»

In un video pubblicato sui propri canali social e registrato a margine dei lavori del G7, la premier ha parlato di un vero e proprio successo italiano, sottolineando il contributo determinante fornito dal Governo di Roma nella definizione del nuovo impianto normativo europeo. «Oggi l’Italia ha ottenuto un grande successo in Europa: il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento europeo sui rimpatri. Un provvedimento storico, frutto soprattutto del lavoro del Governo italiano, che ci consente di rimpatriare velocemente chi non ha titolo a stare nell’Unione Europea», ha dichiarato Meloni.

Secondo la presidente del Consiglio, il nuovo regolamento segna un passaggio importante nel percorso di riforma delle politiche migratorie comunitarie, un tema sul quale l’Italia ha insistito fin dall’inizio della legislatura chiedendo una maggiore attenzione alla tutela delle frontiere esterne dell’Unione e all’effettiva esecuzione dei rimpatri.

Centri di rimpatrio nei Paesi terzi

Uno degli aspetti considerati più innovativi del provvedimento riguarda la possibilità di realizzare centri per i rimpatri nei Paesi terzi. Una soluzione che, nelle parole della premier, segue la strada già tracciata dall’accordo tra Italia e Albania e che oggi trova un riconoscimento a livello europeo. «Il regolamento prevede, tra l’altro, anche la possibilità di aprire centri di rimpatrio nei Paesi terzi, quindi di fatto seguendo la strada aperta dal Governo italiano con il protocollo con l’Albania. Una soluzione innovativa che la sinistra italiana ed europea ha tentato di contrastare in ogni modo ma che grazie a questo Governo è diventata oggi uno strumento a disposizione dell’Europa intera», ha affermato Meloni.

La strategia italiana

Per l’esecutivo italiano si tratta della conferma che molte delle proposte avanzate da Roma negli ultimi anni stanno progressivamente entrando nell’agenda dell’Unione europea. La gestione dei flussi migratori, infatti, è stata una delle priorità indicate dal Governo sin dal suo insediamento, con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’immigrazione irregolare, ridurre gli sbarchi e rafforzare la cooperazione internazionale contro le reti criminali che gestiscono il traffico di esseri umani.

«Difendere i confini, ridurre drasticamente gli sbarchi, combattere i trafficanti di esseri umani, rimpatriare subito chi non ha titolo a stare da noi: avevamo promesso agli italiani che avremmo cambiato l’Europa e lo abbiamo fatto con coraggio, pazienza e determinazione, perché la nostra bussola è rispettare il programma votato dai cittadini. Non ci fermeremo, andiamo avanti così», ha sottolineato la premier.

Il caso Svezia

L’approvazione del regolamento arriva in un momento in cui il tema dell’immigrazione è al centro del dibattito politico in numerosi Paesi europei. Molti Governi stanno infatti introducendo nuove misure per rafforzare il controllo delle frontiere e contrastare la presenza irregolare sul territorio nazionale.

Tra i casi che stanno attirando maggiore attenzione vi è quello della Svezia, dove il Parlamento ha recentemente approvato una serie di provvedimenti che segnano G7 Ue rimpatri Meloniun ulteriore irrigidimento delle politiche migratorie. Le nuove norme consentono infatti la revoca dei permessi di soggiorno sulla base di criteri legati alla cosiddetta “buona condotta” e introducono nuovi obblighi di segnalazione nei confronti delle persone prive di documenti regolari. Le misure sono state sostenute dalla maggioranza di centrodestra come strumenti necessari per rafforzare il rispetto delle regole e garantire una maggiore efficacia dell’azione dello Stato. I sostenitori ritengono che tali interventi possano contribuire a migliorare il controllo dei flussi migratori e a rendere più efficaci le procedure amministrative.

La svolta svedese si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da una crescente attenzione verso il tema della sicurezza delle frontiere e della gestione dell’immigrazione irregolare. Proprio per questo motivo il nuovo regolamento approvato dal Parlamento europeo viene considerato da molti osservatori uno dei passaggi più significativi degli ultimi anni nel tentativo di costruire una politica migratoria comune più efficace.

Il peso politico dell’Italia in Europa

Per il Governo Meloni, il voto di Strasburgo rappresenta soprattutto il riconoscimento di una linea politica perseguita con continuità in sede europea. Una strategia che, secondo Palazzo Chigi, ha contribuito a spostare il dibattito continentale verso soluzioni più incisive sul fronte dei rimpatri, della lotta ai trafficanti e della difesa delle frontiere esterne dell’Unione. Con il nuovo regolamento, l’Italia ritiene di aver ottenuto non soltanto un risultato normativo, ma anche una conferma del crescente peso politico esercitato da Roma nelle scelte strategiche dell’Europa in materia migratoria, un tema destinato a rimanere centrale nell’agenda comunitaria dei prossimi anni.

 

George Labrinopoulos

Foto © Consilium.europa.eu, Governo, Il Post, Towson University

Articolo precedenteCassino, giornalista (e la famiglia) gravemente minacciata
Articolo successivoRoma, Belfast, Bruxelles: il filo conduttore delle destre estreme
George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui