L’uomo più ricco del Mondo dipinge un futuro di abbondanza grazie all’IA ma si lancia in previsioni fosche sull’Europa
In un’intervista esclusiva con The Economist condotto dalla giornalista Zanny Minton Beddoes, direttore editoriale della testata, Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX, ha tracciato un futuro che potrebbe far invidia a qualsiasi sceneggiatore di fantascienza.
Entreremo in un’era di enorme abbondanza di beni e servizi
«Tra dieci anni, il denaro non conterà più», afferma Musk con sicurezza e assertività. «L’intelligenza artificiale supererà la somma dell’intelligenza umana entro circa cinque anni, e questo ci condurrà a un’era di straordinaria abbondanza, in cui chiunque potrà avere tutto ciò che desidera». In pratica, nella nuova era governata dalla IA i beni e i servizi della nostra attuale economia saranno disponibili per tutti gratis e senza limiti di quantità.
L’imprenditore, che ha rivoluzionato l’industria automobilistica e spaziale, ora si concentra sull’IA e sulla robotica come motori di una trasformazione epocale. «L’economia è intelligenza digitale e fisica» spiega. «Con l’IA abbiamo l’intelligenza digitale. Con i robot umanoidi, l’intelligenza si manifesta nel mondo fisico, modellando gli atomi. Avremo un’economia quasi infinita».
L’unione di IA e robot umanoidi aprirà l’era di una nuova economia
Ma se tutti i lavori saranno svolti da macchine, come vivranno le persone? «Il lavoro diventerà opzionale», risponde Musk, paragonandolo al giardinaggio: nessuno è obbligato a coltivare ortaggi, ma chi lo fa per passione trova soddisfazione nell’attività. «Sarà un reddito universale alto. La deflazione sarà il problema, non l’inflazione, perché i beni e i servizi aumenteranno più rapidamente della massa monetaria».
Un mondo senza lavoro nel quale avremo denaro illimitato per tutti senza inflazione
Le implicazioni per il mercato del lavoro sono sconvolgenti. Musk non usa giri di parole: «L’IA sarà in grado di fare qualsiasi lavoro meglio di qualsiasi persona. Per l’ingegneria del software, siamo già al punto in cui l’IA supera il 90% degli esseri umani. Arriveremo al punto in cui non ci sarà modo di competere».
L’idea che il denaro possa diventare irrilevante in un futuro così prossimo solleva inevitabili domande su come funzionerà l’economia. Musk è lapidario: «Se la produzione di beni e servizi aumenta del mille per cento, puoi letteralmente creare moneta nel database senza causare inflazione».
Secondo Musk il problema economico principale non sarà l’inflazione, ma una forte deflazione dovuta al crollo dei costi di produzione. Il lavoro umano tradizionale lascerà spazio a una forma di sostegno o reddito universale garantito dallo Stato.
Eppure, il CEO di Tesla e di Starlink nel passato definiva l’IA la sua più grande paura, ma oggi le sue idee sono radicalmente diverse. «Ho scelto di guardare il lato positivo», ammette. «Il progresso è inesorabile; anche se volessi fermarlo, non potrei. È meglio godersi il viaggio».
La competizione con la Cina che presto avrà la leadership assoluta
Musk non nasconde la preoccupazione per il ruolo di Pechino. «La Cina ha già più elettricità degli Stati Uniti, dell’Europa e dell’India messe insieme. Avrà quattro volte la produzione elettrica americana, proporzionalmente alla popolazione».
L’imprenditore riconosce i progressi delle aziende cinesi di IA che si stanno avvicinando alle prestazioni dei migliori modelli occidentali. «La Cina ha ottime aziende di robotica. Ho visto i loro robot in competizioni sportive, persino combattimenti». Secondo Musk, il vincolo attuale per la Cina sono i chip (a causa dei divieti all’esportazione statunitensi), mentre per la disponibilità di energia (elettrica) ne ha in abbondanza, contrariamente al resto del Mondo.
Ma Pechino potrebbe risolvere presto il problema della litografia, tecnologia indispensabile per progettare i nuovi chip a semiconduttore. «Non è che il Governo Usa possa fermare il resto del Mondo dall’usare modelli cinesi. Se la Cina avrà molta potenza di calcolo, ci sarà una buona probabilità che diventi leader».
Il potere geopolitico di Starlink
L’intervista affronta anche il ruolo di Starlink nel conflitto ucraino. Musk conferma di aver lavorato con il Governo ucraino impedendo ai russi di utilizzare la tecnologia. Sulla pace, si mostra pragmatico: «Per due o tre anni il confine si è appena mosso. Ogni giorno muoiono persone in prima linea. È irrealistico pensare che la Russia si ritirerà completamente. Dobbiamo essere pragmatici e trovare un accordo di pace, altrimenti avremo altri tre anni di morti senza senso».
Sul fronte interno, Musk ammette di essersi spinto troppo oltre nel coinvolgimento politico con il Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge). «Mi sono lasciato trasportare», confessa. L’obiettivo era ridurre il deficit, ma il team di Doge ha incontrato resistenze: «Chiedevamo solo le informazioni di contatto dei destinatari dei fondi per l’Africa, ma le istruzioni di trasferimento erano per Deloitte a Washington DC, non per l’Africa. Ricevevamo silenzio».
Il futuro dell’Europa e le guerre civili
Il momento più acceso dell’intervista riguarda il futuro dell’Europa. Musk, prevede, con una tempistica di circa venti anni, una guerra civile in Uk. La politica della immigrazione fuori controllo nei confronti di chi ha valori antitetici all’occidente, sono le motivazioni usate da Musk per questa sorprendente affermazione.
All’accusa di dipingere l’Europa come un inferno, risponde: «Ho scritto che se le tendenze attuali continueranno, la guerra civile sarà inevitabile. Quando hai un gruppo in rapida crescita di persone con valori antitetici a quelli occidentali, a un certo punto ci sarà una resa dei conti».
Sostiene inevitabilmente un conflitto interno in seno a quegli Stati europei che non impongono agli immigrati il rispetto dei valori del Paese ospite. A chi lo accusa di essere troppo di destra egli difende le sue posizioni come “centriste“. «Sostengo la gente normale. Frontiere sicure, città sicure, spesa sensata: quale di queste tre è estrema destra? Chiamarmi così è un insulto alla storia».
Un futuro a due velocità
Alla domanda su quale parte delle sue previsioni sia più affidabile, la risposta è illuminante: «La singolarità dell’IA e della robotica arriverà prima della guerra civile in Gran Bretagna. Dieci anni contro venti. E probabilmente le IA benevole e onnipotenti impediranno tali esiti».
Guardando al percorso di Musk, si ha l’impressione di assistere alla materializzazione dei romanzi di fantascienza del Novecento. Al di là dei suoi eccessi e delle sue provocazioni, il suo lascito principale è aver infranto il tabù dell’impossibile, riportando l’audacia al centro del progresso tecnologico.
Mentre il Mondo discute sui problemi attuali, lui continua a spostare gli obiettivi dell’umanità verso Marte e verso l’energia pulita. Se riuscirà a mantenere la rotta senza perdersi nei meandri della sua stessa personalità, Musk potrebbe passare alla storia non come il più ricco, ma come l’uomo che ha trasformato la sopravvivenza della specie umana in un’impresa industriale.
Nicola Sparvieri
Foto © The Economist, Fastweb, Agendadigitale.eu, Invest in Italy, La Civiltà Cattolica













