Una vittoria agrodolce contrassegnata dalle proteste di piazza
Champ de Mars, sotto la Torre Eiffel, è qui che il il presidente Emmanuel Macron insieme alla moglie Brigitte festeggia con le note dell’Inno alla Gioia di Beethoven il suo nuovo quinquennato all’Eliseo.
Con la più alta percentuale di astenuti al ballottaggio dal 1969, il primo turno si era concluso con una situazione quasi di stallo tra Macron, Le Pen e il leader di France Insoumise Mèlechon, al terzo posto con un solo punto percentuale dalla leader del Rassemblement National.
Il ballottaggio
Il secondo turno del 24 aprile ha consacrato vincitore Emmanuel Macron con il 58,55% delle preferenze. È la seconda volta che i francesi rieleggono un presidente uscente: la prima nel 2002 con Jacques Chirac.
Durante il discorso per la vittoria Macron ha ringraziato chi lo ha votato per sbarrare la strada all’estrema destra, promettendo che: «Questi prossimi cinque anni non saranno come quelli passati, renderemo la Francia una grande Nazione ecologica. Il nostro è un progetto di liberazione delle energie imprenditoriali economiche e anche accademiche. Ogni giorno cercherò di rispettare tutti, tenendo conto delle differenze emerse. Lavorerò per una società più giusta, tutti insieme, uniti, potremo vivere meglio. Nessuno sarà abbandonato lungo la strada. Tutti insieme faremo la storia, scriveremo il futuro per le prossime generazioni».
Per la Le Pen grande vittoria
Marine Le Pen ammette la sconfitta ma rassicura il suo elettorato considerando questa non una sconfitta, ma una «Eclatante vittoria. Continuerò a essere impegnata per la Francia e per i francesi con tutte le mie energie e con tutta la dedizione che voi conoscete».
I due si erano già affrontati nel 2017 al ballottaggio che consacrò l’allora trentanovenne Macron il più giovane presidente francese.
Nonostante non sia riuscita per la seconda volta a battere Macron, è riuscita a ottenere un forte consenso, portando al 43% di gradimento il suo partito.
Le congratulazioni dei leader europei e non solo
Non mancano le congratulazioni dei leader europei. Draghi, uno tra i primi, ha dichiarato che la vittoria di Macron «È una splendida notizia per tutta l’Europa. Italia e Francia sono impegnate fianco a fianco, insieme a tutti gli altri partner, per la costruzione di un’Unione europea più forte, più coesa, più giusta, capace di essere protagonista nel superare le grandi sfide dei nostri tempi, a partire dalla guerra in Ucraina. Al presidente Macron vanno le più sentite congratulazioni del Governo italiano e mie personali».
Dagli Stati Uniti il presidente Joe Biden si è congratulato per la rielezione scrivendo su Twitter che «La Francia è il nostro più vecchio alleato e un partner chiave nell’affrontare le sfide globali. Non vedo l’ora di continuare la nostra stretta cooperazione, anche per sostenere l’Ucraina, difendere la democrazia e contrastare il cambiamento climatico». Parole condivise anche dal segretario di Stato Antony Blinken che ha rimarcato la stretta amicizia e alleanza con la Francia.
«Un vero amico dell’Ucraina» ha dichiarato Zelensky, «gli auguro nuovi successi per il bene del suo popolo. Apprezzo il suo sostegno e sono convinto che avanzeremo insieme verso nuove vittorie comuni. Verso un’Europa forte e unita».
Non sono mancate anche le congratulazioni da Mosca e dalla Cina.
Manifestazioni e scontri di piazza
La rielezione di Macron però sarebbe segnata da un forte calo dei consensi risultando particolarmente forte nelle maggiori città francesi.
Se da una parte si festeggiava infatti, dall’altra ci sono state numerose manifestazioni anche violente con scontri con le forze dell’ordine. Nella capitale sono stati lanciati oggetti contro la polizia e rovesciati cassonetti.
La polizia avrebbe sparato sul Pont–Neuf contro un veicolo che che si è lanciato contro gli agenti. Sembrerebbe che il mezzo viaggiasse in contromano e non avesse rispettato l’alt intimato per un controllo.
A Rennes, i manifestanti hanno sfilato con slogan come “Quello che non avremo dalle urne lo avremo dalla piazza” e ancora “Macron ci fa la guerra con la sua polizia”.
“Vittoria per difetto”
Per il politologo francese Oliver Roy, professore all’Istituto universitario europeo, Macron avrebbe vinto per difetto in quanto l’alternativa Marine le Pen sarebbe stata considerata inaccettabile dalla maggioranza dei francesi.
Un quinquennio pieno di promesse e all’insegna del cambio di rotta attende il presidente Macron.
Gianfranco Cannarozzo
Foto© Money.it, Corriere, Fanpage, Sky













