Ricordo di Mazzini a 150 anni dalla morte

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Mazzini

Fra i temi dominanti nel pensiero mazziniano oltre ai “Diritti e Doveri dell’uomo”, vi fu la questione femminile

Ricordare Giuseppe Mazzini a 150 anni dalla morte non deve essere un aspetto semplicemente celebrativo del grande pensatore e ideologo risorgimentale e post unita d’Italia, ma soprattutto far presente alle nuove generazioni che fu il profeta e l’apostolo dell’unità del popolo italiano. La concepì nel quadro della cooperazione e dell’armonia di tutti i popoli del Mondo, andando al di là di un ristretto concetto di nazionalità.

Progresso = trasformazione

Mazzini dovette lottare contro le dottrine tradizionaliste di Rosmini e Gioberti, e contro il marxismo, inteso come ideologia economica, che per lui ristringeva l’idea di progresso. Per il genovese Mazzini progresso significò passare dalla tradizione alla trasformazione della società e delle istituzioni umane. Vi è un ancoraggio a Lessing e alla filosofia settecentesca per interpretarlo: “l’educazione progressiva dell’umanità è progresso”. Unità di coscienza e tradizione che si svilupparono nella Giovine Italia e Giovine Europa.

La sua storia

Mazzini assomiglia a Dante Alighieri, perché anche lui fu un esule, un incompreso. Dopo l’esperienza giovanile nella carboneria (1827) e dopo aver dato piena solidarietà ai moti per la Costituzione, Mazzini iniziò a collaborare con la stampa liberale. Ciò gli costò il carcere nel 1830 a Savona. Dal successivo esilio a Marsiglia, Mazzini inviò a re Carlo Alberto un invito a mettersi alla testa della lotta italiana per l’indipendenza (1831). Ma quelle insurrezioni furono deludenti e Mazzini si distacco dalla carboneria. Da qui l’idea di fondare la Giovine Italia, improntata su una educazione nazionale. Ma questo progetto durò poco. Mazzini nel 1832 fu espulso dalla Francia, andò esule a Ginevra e poi a Berna, fino alla nascita nel 1834 della Giovine Europa. Lo scopo era di coordinare le forze europee per una insurrezione generale.

La Giovine Europa

Dopo gli inutili tentativi in Italia con la carboneria e le sette rivoluzionarie e antisocialiste di Filippo Buonarroti, Mazzini iniziò ad avere contatti con la Svizzera e poi con la Gran Bretagna, riproponendo i principi della Giovine Italia, in chiave federalista europea. La Giovine Europa attiva fino al 1836, da un lato si opponeva all’egemonia spirituale o politica francese e dall’altra si batteva contro l’impero asburgico. A tali idee aderirono rifugiati di tutta Europa.

MazziniInizialmente si formò una fratellanza delle tre associazioni, la Giovine Italia, la Giovine Germania e la Giovine Polonia, basata sui principi Libertà – Uguaglianza – Umanità. Nella seconda fase del movimento della Giovine Europa iniziato nel 1835, vi fu un allargamento in parte al Belgio e alla Spagna. Ma proprio in quest’anno il romantico ideatore Mazzini, lasciò i comitati centrali della Giovine Europa a causa delle divergenze di opinione.

Ma ormai la Giovine Germania a Zurigo iniziava a promuovere la formazione di società operaie tedesche e di associazioni artigiane, che in poco tempo si sarebbero diffuse anche in Italia con il nome di società operaia di mutuo soccorso.

Questione femminile

Fra i temi dominanti nel pensiero mazziniano oltre aiDiritti e Doveri dell’uomo“, vi fu la questione femminile, che si diffuse nel sindacato e nell’editoria. Ad esempio, nel numero del 25 febbraio 1873 de la rivista La Donna (nata a Padova nel 1868 e diretta da Gualberta Beccari). La quale fu tra le fondatrici del movimento di emancipazione in Italia. Fra le giornaliste Giorgina Crowford Saffi, che scrisse un articolo sulla società artigiana  femminile, nel quale educazione popolare e ruolo delle donne vengono fatte dipendere nella riforma della vita della Nazione. Il pensiero emancipazionista di Mazzini era maturato soprattutto durante il suo soggiorno inglese e la frequentazione con alcuni intellettuali come John Stuart Mill, Harriet Taylor. In questo contesto si formo un movimento di Donne che divennero protagoniste della stagione in “armi” del Risorgimento, e in quella successiva del “fare gli italiani e le italiane”.

Tra loro ricordiamo Anna Grassetti Zanardi, incaricata a diffondere la Giovine Italia in Romagna; la Beccari che intorno alla rivista La donna formò un cenacolo con Malvina Frank, Luisa Tosco, la Mozzoni, Fanny Lewald, Ernesta Napolion e la pesarese Sara Levi Nathan, che seguì Mazzini a Londra. Pesaro capitale italiana della cultura 2024 sta progettando una iniziativa con un gemellaggio londinese.

 

Paolo Montanari

Foto © LavocediGenova, Wikipedia

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