Berthe Morisot, pittrice impressionista, in mostra alla GAM di Torino

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Fino al 9 marzo prossimo un’esposizione celebra l’unica donna tra i fondatori del movimento impressionista, oggi riscoperta come artista di valore

“Berthe Morisot. Pittrice impressionista” è la mostra che la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, diretta da Chiara Bertola, ospita dal 16 ottobre 2024 al 9 marzo 2025. Da molti anni, gli impressionisti sono protagonisti di mostre internazionali. Anche per chi pensa di aver visto le opere più importanti del movimento, nato proprio 150 anni fa, questa esposizione può risultare sorprendente. Morisot è infatti l’unica donna fra i fondatori dell’impressionismo e la riscoperta del valore delle sue creazioni risale a solo due decenni fa. Le mostre sugli impressionisti che hanno girato per i musei includevano dipinti di Pierre-Auguste Renoir, Edouard Manet, Paul Cézanne, Claude Monet, Edgar Degas, Camille Pissarro ma raramente si è visto qualche quadro di Berthe Morisot.

Aspirante pittrice

Berthe_morisot_manetChi è dunque quest’artista? Nata nel 1841, è figlia di un’agiata famiglia borghese. Sin da ragazzina, Berthe si appassiona alla pittura. Erano anni in cui le carriere in ogni ambito erano tutte al maschile: l’Accademia di Belle Arti di Parigi aprirà le porta alle donne solo nel 1897. Ma i genitori assecondano l’interesse suo e della sorella Edma pagando lezioni private di noti pittori dell’epoca, fra cui Jean-Baptiste Camille Corot. Frequentando il mondo degli artisti, Berthe conosce Edouard Manet (1832-1883), autore di uno dei più celebri ritratti di Berthe Morisot (nella foto a destra).

Da amici a cognati

Berthe Morisot ed Edouard Manet: qualcuno vocifera di una relazione fra i due. Di certo, c’è un’amicizia che porterà Edouard a coinvolgere Berthe come modella in undici suoi quadri. Berthe-Morisot_Eugene-Manet-e-sua-figlia-nel-giardino-di-BougivalIn cambio, la giovane pittrice osserva e impara. I Manet sono anche amici di famiglia e nel 1874 Eugène, fratello minore di Edouard, si innamora di Berthe e la coppia convola velocemente a nozze. Per lei è l’occasione giusta per non restare nubile. Ma anche per entrare nella famiglia del suo amico e mentore. Anche Eugène (nella foto, è raffigurato da Berthe Morisot nel quadro Eugène Manet e sua figlia nel giardino di Bougival, 1881, Musée Marmottan Monet, Parigi) dipinge ma è un dilettante: niente a che vedere con il talento del fratello. Per Morisot si rivela il compagno ideale: la sosterrà nella sua arte, le farà da modello, sarà al suo fianco quando vorrà esporre o vendere qualche quadro.

Impressionisti al debutto

Il 1874 è l’anno chiave nella vita di Morisot non solo dal punto di vista sentimentale. Insieme a Monet, Degas, Pissarro, Renoir, Cézanne e altri l’artista espone alla Morisot_il_giardino_di _bougivalprima esposizione degli impressionisti presso lo studio del fotografo Nadar a Parigi. Sono indipendenti, outsider rispetto a mondo dell’arte accademica. E giocano su pennellate veloci, sul colore, sul piacere di trasmettere la luce e la realtà naturale come appare al loro sguardo. Anche Berthe Morisot si fa conquistare da questo nuovo modo di dipingere. Per esempio, Il giardino a Bougival (1884, nella foto, opera conservata al Musée Marmottan Monet di Parigi) ruota intorno ai fiori rossi, bianchi e rosa, immersi in uno sfondo verde delineato con un vortice caotico di pennellate, frammentate dalla luce.

Quattro sezioni, cinquanta opere

La mostra al GAM di Torino presenta circa 50 opere ed è suddivisa in quattro sezioni. Berthe-Morisot_Eugene-Manet-allisola-di-WightIn apertura, c’è la famiglia: a cominciare dalla pittrice stessa, in un autoritratto, poi al marito Eugène e all’unica figlia amatissima, Julie, nata nel 1878. Dal Musée Marmottan Monet di Parigi proviene uno dei capolavori selezionati ed esposti: Eugène Manet all’isola di Wight (1875, nella foto a sinistra). In questo dipinto, Eugène osserva dalla finestra dell’abitazione l’esterno, un lungomare in cui passeggia una donna. Quasi un’inversione degli spazi abituali e dei ruoli dell’epoca: è l’uomo, nascosto dietro a una ringhiera e ai vasi di fiori, a guardare la vita sociale esterna, dove domina una figura femminile.

Ritratti femminili

Berthe-Morisot_Donna-con-ventaglio-Al-balloNella seconda sezione, i ritratti di donne svelano una complicità tutta femminile. Nessuna malizia: le  figure di Morisot emanano dolcezza. Come la Donna con ventaglio (Al ballo) (1875, nella foto a destra, anch’essa dal Museo Marmottan Monet di Parigi), dove lo sguardo della pittrice coglie l’eleganza degli abiti e una femminilità pacata, curata nei dettagli ma composta, non ostentata. Stupende anche le due ragazzine con il capellino intente a conversare nel quadro Su una panchina del Bois de Boulogne (1895, proveniente dal Musée d’Orsay di Parigi), realizzato dalla pittrice nell’anno precedente alla sua scomparsa.

In rapporto con la natura

Berthe_Morisot_Ragazza_con_caneLa produzione artistica ispirata ai paesaggi e ai giardini è cruciale anche per Berthe Morisot. Nella terza sezione, figure femminili inserite nel verde sembrano quasi fondersi per osmosi nel paesaggio. Un bell’esempio – proveniente da una collezione privata – è la Ragazza con cane (1892, foto a sinistra). Un’ultima sezione è dedicata alle opere su carta (acquarelli, pastelli e disegni) che aiutano a capire il suo percorso creativo.

Il Deposito vivente: una sorpresa

gam_torino_secondo_pianoL’esperienza del visitatore è arricchita da un allestimento firmato dall’artista Stefano Arienti, che improvvisa un dialogo con le opere di Berthe Morisot. L’inaugurazione della mostra dedicata all’artista francese è stata anche l’occasione per scoprire il parziale rinnovamento degli spazi espositivi della GAM di Torino. In particolare, è stato riaperto il secondo piano, rimasto chiuso per sei anni.

«La GAM è stata la prima Galleria d’arte moderna in Italia e conserva un importante patrimonio di oltre 45 mila opere», ha spiegato Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino musei. Le sale del secondo piano, in cui si è invitati a inoltrarsi in una sorta di Deposito vivente (nella foto, un dettaglio), svelano la ricchezza delle collezioni. Quadri e sculture affollano pareti e scaffali, come se ci si trovasse in un grande magazzino museale. Lo sguardo si perde nella bellezza, mentre si cerca di riconoscere qualche nome che ha segnato la storia dell’arte moderna: Medardo Rosso, Lucio Fontana, Filippo De Pisis, Otto Dix… Prevedete almeno un’ora di tempo per perdervi con piacere fra le opere, e poi scendete al primo piano, dove un’altra rosa di artisti celebri vi attende.

Quotazioni in ascesa

Tornando a Berthe Morisot, è bene ricordare che la pittrice francese ha preso parte a sette delle otto mostre impressioniste tenutesi a Parigi dal 1874 al 1886. Nel 1896, dopo la sua scomparsa, i colleghi e la figlia le dedicano una retrospettiva che riconosce finalmente il suo valore. Eppure, per decenni il suo nome resta ancora in secondo piano fra gli impressionisti. Fino alla recente riscoperta che, come ricorda nel suo saggio Giulia Perin – curatrice con Maria Teresa Benedetti della mostra torinese – ha risollevato anche le quotazioni di Berthe Morisot. Solo nel 2023, le vendite di sue opere in aste pubbliche hanno superato i 3 milioni di euro. Ne sarebbe felice dato che ci teneva molto a essere considerata una professionista dell’arte al pari dei suoi colleghi uomini, pur non avendo mai avuto l’urgenza di vendere quadri per sopravvivere.

Info: www.gamtorino.it. Il catalogo della mostra “Berthe Morisot. Pittrice impressionista” è edito da 24 Ore Cultura, 34 euro

 

Maria Tatsos

Foto © GAM, Wikipedia, Maria Tatsos

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Maria Tatsos
Giornalista professionista, è laureata in Scienze Politiche e diplomata in Lingua e Cultura Giapponese presso l'IsiAO di Milano. Attualmente lavora come freelance per vari periodici femminili, collabora con il Museo Popoli e Culture del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) e con il Centro di Cultura Italia-Asia. Tiene corsi di scrittura autobiografica ed è autrice di alcuni libri, che spaziano dai diritti dei consumatori alle religioni asiatiche. È autrice del romanzo storico "La ragazza del Mar Nero" sulla tragedia dei greci del Ponto (2016) e di "Mai più schiavi" (2018), un saggio su Biram Dah Abeid e sulla schiavitù in Mauritania, entrambi editi da Paoline. Nel tempo libero coltiva fiori e colleziona storie di giardini, giardinieri e cacciatori di piante che racconta nel corso "Giardini e dintorni".

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