Le sfide delle elezioni federali australiane

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Sicurezza, economia e riforme tra i principali temi con cui i due candidati portano avanti le campagne elettorali

Secondo un sondaggio condotto dall’agenzia Newspoll nel gennaio 2025 su un campione di oltre 1.260 aventi diritto al voto, il 53% degli intervistati voterebbe per la Coalizione, composta dal Partito Liberale australiano e dal Partito nazionale, guidata da Peter Dutton, mentre il restante 47% sosterrebbe l’attuale primo ministro e leader del Partito Laburista australiano, Anthony Albanese. Si tratta di un calo significativo per il capo del Governo in carica, considerando che solo cinque mesi fa i sondaggi prevedevano una sua vittoria con il 55% dei consensi. Tuttavia, la storia politica australiana ha dimostrato che molti candidati alla guida del Governo federale sono riusciti a ribaltare situazioni sfavorevoli, come nel caso del laburista Paul Keating e del liberale John Howard.

Recentemente, il Partito Liberale ha ottenuto una vittoria alle elezioni suppletive nello Stato di Victoria, conquistando seggi storicamente appartenenti al Partito Laburista. Questo risultato non potrà essere ignorato dal Governo federale, soprattutto perché molti elettori liberali sembrano più preoccupati da temi come il costo della vita, l’aumento dei tassi d’interesse, le bollette energetiche e il sistema sanitario. Questi sono gli stessi argomenti su cui Donald Trump ha basato la sua campagna elettorale, ottenendo un ampio consenso negli Stati Uniti.

D’altra parte, gli elettori liberali appaiono meno interessati a questioni simboliche, come l’esposizione delle tre bandiere ufficiali australiane durante le cerimonie nazionali (oltre alla bandiera nazionale, quella delle popolazioni aborigene e dei Torres Strait Islanders), le cerimonie di riconoscimento delle popolazioni indigene o il dibattito sull’inclusione delle atlete transgender alle Olimpiadi. Pur riconoscendo l’importanza di questi temi e del multiculturalismo come valore fondante dell’Australia, molti cittadini ritengono che i gesti simbolici non aiutino a far quadrare i conti alla fine del mese, specialmente in un contesto economico incerto.

Le riforme dell’attuale Governo

Lavoro

Il Governo Albanese difende le riforme realizzate finora per migliorare la vita dei cittadini australiani. In ambito lavorativo, nel 2022 è stato approvato un aumento del 5,2% del salario minimo nazionale, con l’obiettivo di mantenerlo allineato all’inflazione. Inoltre, la legge Secure Jobs, Better Pay ha introdotto nuove norme che consentono ai lavoratori di negoziare i contratti su più aziende e ha vietato la segretezza salariale, contribuendo a ridurre le disuguaglianze retributive di genere.

Sanità

Nel settore sanitario, sono state aperte nuove cliniche di assistenza urgente gratuite per ridurre la pressione sui pronto soccorso, garantendo un accesso più rapido alle cure. Per quanto riguarda l’assistenza agli anziani, è stata resa obbligatoria la presenza di personale infermieristico 24 ore su 24 nelle strutture, mentre i lavoratori del settore hanno ricevuto un aumento salariale del 15%, in riconoscimento dell’importanza del loro ruolo.

Ambiente

Sul fronte ambientale, il Governo ha fissato l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio del 43% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Per sostenere questa transizione ecologica, sono stanziati 22,7 miliardi di dollari in dieci anni per lo sviluppo delle energie rinnovabili, tra cui l’idrogeno verde, la produzione di pannelli solari e l’estrazione di minerali essenziali per la transizione energetica.

Sociale

Elezioni federali australianeAnche in ambito sociale sono attuate importanti riforme. Ad esempio l’istituzione della Commissione nazionale anticorruzione per garantire maggiore trasparenza nel Governo, mentre il sussidio per la cura dei bambini è aumentato fino al 90% per le famiglie con un reddito inferiore a 80.000 dollari, fornendo un aiuto concreto ai nuclei familiari con minori.

Abitazioni

Per affrontare la crisi abitativa, avviato l’Housing Australia Future Fund, che prevede la costruzione di 30.000 nuove case sociali e accessibili nei prossimi cinque anni. Inoltre, il Governo si è impegnato a realizzare 1,2 milioni di abitazioni in collaborazione con i Governi statali, con l’obiettivo di ampliare l’accesso alla casa per le famiglie australiane.

Nonostante queste iniziative, il costo della vita rimane una delle principali preoccupazioni della classe media australiana, che sembra insoddisfatta delle comunicazioni ottimistiche del primo ministro Albanese.

Terrorismo e odio razziale

La coesione sociale è diventata uno dei temi centrali del dibattito politico, soprattutto dopo i recenti attacchi antisemiti contro le comunità ebraiche australiane. Tra gli episodi più gravi, a Melbourne una sinagoga incendiata, mentre a Sydney rinvenuta una roulotte contenente grandi quantità di esplosivo, destinato alla Sinagoga e al Museo Ebraico della città. Il Governo federale laburista non è rimasto indifferente a questi episodi e ha approvato un emendamento proposto dalla Coalizione Liberale-Nazionale, che introduce pene minime obbligatorie per chi è riconosciuto colpevole di atti terroristici o di esposizione di simboli d’odio razziale. Il provvedimento prevede una pena minima di sei anni di carcere per i reati terroristici e tre anni per il finanziamento di organizzazioni terroristiche o l’esposizione di simboli vietati.

Il Partito Laburista non ha potuto opporsi all’iniziativa della Coalizione, nonostante l’opposizione del Partito dei Verdi, guidato da Adam Bandt, contrario all’introduzione di pene minime. Se il Partito Laburista dovesse vincere le elezioni federali senza una maggioranza assoluta e formare un Governo di minoranza con i Verdi, potrebbero emergere attriti su questo e altri temi. Già in passato, le due forze politiche hanno avuto forti contrasti su questioni come il conflitto israelo-palestinese, la crisi climatica, l’immigrazione, la politica estera e i diritti dei lavoratori.

A livello statale, il premier del New South Wales (NSW), Chris Minns, insieme al procuratore generale Michael Daley, ha annunciato modifiche legislative in ambito penale. Chi sarà riconosciuto colpevole di attacchi antisemiti rischierà fino a due anni di carcere, mentre la Polizia del NSW avrà maggiori poteri per gestire attacchi a sfondo razziale e proteste, sia autorizzate che non autorizzate, nei pressi dei luoghi di culto. La stessa pena sarà applicata a chi esporrà simboli non autorizzati o tenterà di impedire l’accesso ai luoghi di culto, molestando i fedeli.

Coesione sociale

Entrambi gli schieramenti politici sembrano consapevoli dell’importanza di preservare la coesione sociale, soprattutto dopo i recenti episodi di antisemitismo che hanno coinvolto persino il sistema sanitario australiano. A Sydney, nel quartiere di Blacktown, due infermieri di un ospedale sospesi dopo la diffusione di un video sui social media in cui, indossando le uniformi ospedaliere del NSW Health, dichiaravano di non voler curare, e persino di uccidere, pazienti israeliani. L’antisemitismo e il clima politico attuale rendono ancora più centrale il dibattito sulla sicurezza e sull’integrazione sociale.

Temi che potrebbero influenzare in modo determinante le prossime elezioni federali in Australia che, dunque, sembrano preannunciarsi molto combattute. Da una parte, il Governo laburista di Anthony Albanese difende le sue riforme e i progressi fatti in vari settori, dall’altra la Coalizione guidata da Peter Dutton punta sulle difficoltà economiche e sulla sicurezza per riconquistare il consenso degli elettori.

Con un clima politico sempre più teso e incerto, il verdetto finale spetterà agli elettori, che dovranno scegliere quale visione dell’Australia vogliono per il futuro.

 

Giovanni Maria Pontieri

Foto © Thenewdaily.com.au, Weebly, Iridescent.ro, Smh.com.au

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Giovanni Maria Pontieri
Giovanni Maria Pontieri lavora nel settore dell'assistenza agli anziani in Australia come social support worker e wellbeing assistant ed è anche giornalista freelance per il bisettimanale italo-australiano "La Fiamma" di Sydney. Nato e cresciuto a Pieve Torina, in provincia di Macerata, ha mosso i suoi primi passi nel mondo del giornalismo grazie al settimanale marchigiano "Orizzonti della Marca." Giovanni per "Eurocomunicazione," scrive articoli riguardanti la società e la politica australiana, con qualche incursione anche sugli argomenti legati all'Unione Europea. Con una passione per la storia, Giovanni ama immergersi in eventi musicali e culturali, e non rinuncia mai a una piacevole chiacchierata con gli amici per rilassarsi e stare in buona compagnia.

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