Emergenza antisemitismo in Australia

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Antisemitismo

È preoccupante l’escalation che dal 7 ottobre 2023 sta interessando la Nazione

Dopo l’attentato di Hamas lanciato dalla Striscia di Gaza contro Israele il 7 ottobre 2023, anche in Australia i casi di antisemitismo sono aumentati in modo preoccupante, soprattutto negli ultimi mesi. Tutto è iniziato con la manifestazione proPalestina del 9 ottobre 2023 davanti all’Opera House di Sydney, dove erano presenti numerosi striscioni antisemiti che incitavano alla morte degli ebrei con il gas. Da quel momento, i casi sono aumentati visibilmente.

Nello stesso anno, la sinagoga di Melbourne aveva ricevuto minacce di attentato con esplosivi, ma la realtà si è concretizzata il 6 dicembre 2024, quando la sinagoga Adass Israel di Melbourne è stata incendiata da due individui mascherati, causando danni significativi e ferendo almeno una persona. Questo attacco è stato trattato come un atto di terrorismo dalle autorità ed è stato fortemente condannato sia a livello statale che federale.

Paura costante

Solo nel mese di gennaio 2025, presso Sydney, la casa di Lesli Berger, ex presidente del Jewish Board of Deputies (organizzazione nazionale che rappresenta la comunità ebraica in ogni Stato dell’Australia), ha avuto la vandalizzazione con il disegno di una svastica e la scrittaJewish Gate“. Ancora più allarmante è il ritrovamento di una roulotte carica di esplosivi nel quartiere di Dural, a nord della Città. All’interno del veicolo ritrovati fogli con gli indirizzi della sinagoga di Sydney e del museo ebraico della Città, suggerendo con alta probabilità l’intenzione di un attentato antisemita di massa.

Nelle zone orientali di Sydney (Maroubra, Eastgarden e Eastlakes), molte scuole e asili ebraici hanno ricevuto vandalizzazione con graffiti contenenti scritte antigiudaiche. Di Antisemitismoconseguenza, negli ultimi tempi, questi istituti stanno registrando un numero crescente di cancellazioni delle domande di iscrizione da parte delle famiglie degli studenti. Secondo il Sydney Morning Herald, molte famiglie ebree temono da tempo di mandare i propri figli a scuola, preoccupate che possano essere vittime di violenze antisemite e, nel peggiore dei casi, non riuscire nemmeno a tornare a casa. Molti studenti ebrei, sia di istituti scolastici ebraici che di università pubbliche, evitano di indossare la kippah nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto per timore di essere identificati, seguiti e presi di mira con attentati antisemiti nelle loro abitazioni, scuole, università e persino nei luoghi di lavoro.

Nulla è sottovalutato

Nel quotidiano The Australian, l’ex segretario al Ministero degli Interni e al Ministero dell’Immigrazione federale, l’italo-australiano Mike Pezzullo, ha dichiarato con fermezza che ogni atto antisemita deve essere trattato come un attentato terroristico, senza eccezioni, anche nel caso di semplici graffiti sui muri. Secondo Pezzullo, l’Australia non può permettersi di sottovalutare questi atti pericolosi, poiché si rischia di arrivare ad attentati di massa ancora più gravi di quello di Oklahoma City, negli Usa, del 1995.

Il primo ministro federale, Anthony Albanese, ha definito il ritrovamento della roulotte piena di esplosivo come una grave preparazione di un atto di terrorismo. Inoltre ha ribadito che la Polizia federale australiana, l’ASIO (i servizi segreti australiani) e la Polizia del NSW sono fortemente impegnate nelle indagini contro gli atti di antisemitismo e di terrorismo. Albanese ha aggiunto che odio ed estremismo non hanno posto nella società australiana, esprimendo la stessa condanna per i graffiti antisemiti scoperti nei quartieri orientali di Sydney.

Aspre critiche

Il capo del Governo federale ha affermato di essere stato informato del ritrovamento solo Antisemitismonove giorni dopo il fatto. Su questo punto, l’ex primo ministro federale, Tony Abbott, ha accusato Anthony Albanese di mancanza di leadership, secondo quanto riportato dal quotidiano News.com.au. Inoltre, sono forti le critiche verso il Governo federale per la gestione delle comunicazioni in materia di sicurezza nazionale.

A criticare Albanese anche alcuni esponenti delle comunità ebraiche per la lentezza nella risposta agli attacchi antisemiti e per la mancanza di visite tempestive nei luoghi colpiti. Il capo del Governo Federale australiano ha visitato la sinagoga di Melbourne quattro giorni dopo l’attentato. Secondo il giornale Herald Sun, nonostante le condanne verbali, le azioni sono state tardive o inadeguate.

Il Partito Liberale australiano, principale partito d’opposizione a livello federale, ha sempre espresso forti critiche nei confronti del primo ministro e del Partito Laburista riguardo alla gestione dell’aumento degli episodi di antisemitismo in Australia dopo il 7 ottobre 2023. Il leader dell’opposizione, Peter Dutton, ha accusato Albanese di non aver cercato un accordo bipartisan su una mozione per onorare le vittime degli attacchi del 7 ottobre, sostenendo che ciò dimostra una mancanza di rispetto verso la comunità ebraica. Dutton ha condannato l’aumento dell’antisemitismo in Australia, evidenziando episodi di discorsi d’odio e proteste contro gli ebrei, e ha affermato che il primo ministro non ha colto l’opportunità di unire la Nazione in un momento critico.

Conflitto a Gaza nel mirino

In risposta agli attacchi antisemiti degli ultimi mesi, incluso l’incendio doloso della Sinagoga Adass Israel a Melbourne, Dutton ha annunciato che, se eletto, il Partito Liberale finanzierà guardie armate nelle sinagoghe e deporterà i titolari di visti coinvolti in atti antisemiti. Ha promesso inoltre l’istituzione di una nuova Task Force contro l’antisemitismo, guidata dalla Polizia federale australiana, e modifiche alla legge sull’immigrazione per inasprire le pene contro gli atti antisemiti.

Il Partito Liberale ha anche evidenziato le divisioni interne al Partito Laburista riguardo al sostegno a Israele. Alcuni membri laburisti hanno criticato il viaggio del ministro della Giustizia federale, Mark Dreyfus, in Israele, dove ha espresso alcune riserve sulla gestione del conflitto israelo-palestinese da parte del primo ministro Benjamin Netanyahu. Tuttavia, Dreyfus ha sempre ribadito che Israele rimane uno Paese amico e che criticare un Governo non equivale ad avere posizioni antisemite. Ha inoltre definito “grottesche” le accuse dell’opposizione riguardo alla politicizzazione dell’antisemitismo, sottolineando l’importanza di un approccio bipartisan nella lotta contro l’odio antisemita.

All’interno del Partito Laburista australiano è presente un gruppo chiamato Labor Friends of Palestine (“Laburisti Amici della Palestina”), che il Partito Liberale definisce ambiguo nella lotta all’antisemitismo in Australia e nel posizionamento riguardo al conflitto israelo-palestinese. I Liberali, invece, si ritengono molto più compatti e uniti su queste tematiche.

Non sottovalutare

L’ex ministro dell’Economia federale, il liberale Josh Frydenberg, ha sottolineato che l’aumento degli atti di antisemitismo sta mettendo seriamente in pericolo la coesione sociale in Australia. Nessuno dei partiti in corsa per le elezioni dovrebbe sottovalutare il problema dell’antisemitismo, soprattutto in un Paese in cui il multiculturalismo è un valore riconosciuto e protetto dalla legislazione nazionale. Tollerare atti di antisemitismo significherebbe mettere a rischio lo stesso multiculturalismo dell’Australia.

I principali candidati alla Presidenza del Governo Federale d’Australia dovrebbero avere il coraggio di inserire il multiculturalismo e la lotta all’antisemitismo nella Costituzione Federale. Questo non solo dimostrerebbe determinazione, ma garantirebbe anche la tutela della coesione sociale australiana. Tuttavia, modificare la Costituzione australiana richiede un referendum popolare, che deve ottenere la maggioranza dei voti della popolazione e, contemporaneamente, la maggioranza degli Stati federati. Storicamente, pochi referendum per le modifiche costituzionali hanno ottenuto l’approvazione. L’ultimo tentativo, il referendum The Voice to Parliament, mirava a modificare la Costituzione australiana per riconoscere ufficialmente gli aborigeni e i Torres Strait Islanders come i primi popoli dell’Australia e per istituire un organo consultivo indigeno chiamato “The Voice”, ma non è stato approvato. Il percorso è difficile, ma avviare un dibattito e una discussione pubblica sul tema potrebbe già contribuire a rafforzare la coesione sociale in Australia.

 

Giovanni Maria Pontieri

Foto © The Hindu, SBS, The Australian, Diversity Australia

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Giovanni Maria Pontieri
Giovanni Maria Pontieri lavora nel settore dell'assistenza agli anziani in Australia come social support worker e wellbeing assistant ed è anche giornalista freelance per il bisettimanale italo-australiano "La Fiamma" di Sydney. Nato e cresciuto a Pieve Torina, in provincia di Macerata, ha mosso i suoi primi passi nel mondo del giornalismo grazie al settimanale marchigiano "Orizzonti della Marca." Giovanni per "Eurocomunicazione," scrive articoli riguardanti la società e la politica australiana, con qualche incursione anche sugli argomenti legati all'Unione Europea. Con una passione per la storia, Giovanni ama immergersi in eventi musicali e culturali, e non rinuncia mai a una piacevole chiacchierata con gli amici per rilassarsi e stare in buona compagnia.

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