Dalla Russia parole dure nei confronti di Mattarella

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Mattarella

Dopo le dichiarazioni del ministro degli esteri russo Zakharova arrivano anche gli attacchi hacker del gruppo NoName057

«Il paragone fatto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, fra la Russia e il Terzo Reich avrà delle conseguenze», ha sostenuto Maria Zakharova parlando sul canale Rossija 1 della tv russa. «Durante una lezione in un’istituzione educativa, il capo dello Stato italiano ha dichiarato di ritenere che la Russia possa essere equiparata al Terzo Reich. Questo non può e non potrà mai rimanere senza conseguenze».

Il riferimento è alla lectio magistralis tenuta il 5 febbraio, durante la quale Mattarella ha affermato: «(…) Fenomeni di carattere autoritario presero il sopravvento in alcuni Paesi, attratti dalla favola che regimi dispotici e illiberali fossero più efficaci nella tutela degli interessi nazionali. Il risultato fu l’accentuarsi di un clima di conflitto – anziché di cooperazione – pur nella consapevolezza di dover affrontare e risolvere i problemi a una scala più ampia. Ma, anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura».

«Parole indegne»

Zakharova aveva già condannato le parole di Mattarella il 14 febbraio – affermando si trattasse di «invenzioni blasfeme».

«Purtroppo l’Italia è stato il Paese dove è nato il fascismo», riporta Ria Novosti aggiungendo che Mattarella è il «presidente di un Paese che storicamente è stato tra quelli che hanno attaccato il nostro Paese», ha proseguito Zakharova. «Questo ci viene detto da una persona che non può non sapere quanti soldati italiani hanno ucciso i nostri nonni e bisnonni sul nostro territorio durante la Seconda guerra mondiale sotto bandiere e slogan nazisti. Su quali basi si afferma questo nell’anno dell’80° anniversario della nostra vittoria? Questa è stata intessuta da milioni di vite di cittadini sovietici che non solo hanno liberato la loro Madrepatria e il nostro Paese, ma hanno anche liberato loro dal nazismo» ha continuato la portavoce del ministero degli Esteri russo.

Secondo Zakharova «Mattarella si aspettava che questo venisse sostenuto a livello locale, come una “goccia di veleno” rivolta a un pubblico specifico». La portavoce ha aggiunto: «Abbiamo dato una risposta che ha dato origine a un’ondata di russofobia e alla presunta pseudo-difesa del presidente italiano. La gente ha creato una petizione speciale in cui comuni cittadini italiani, giornalisti, personaggi pubblici hanno iniziato a scrivere di scusarsi con i russi per queste parole indegne».

Della petizione citata, la Tass fornisce qualche informazione in più: il suo promotore è il giornalista e attivista italiano Vincenzo Lorusso, che vive a Lugansk e segue la vita nel Donbass, e ha dichiarato all’agenzia russa che il documento è stato firmato da più di 10mila persone in soli due giorni. «Quando la raccolta sarà completata», ha riferito Lorusso, «verrà inviata al ministero degli Esteri russo per «dimostrare che gli italiani non condividono le opinioni del presidente».

Primi segnali

Dunque Mosca ora è contro il presidente della Repubblica italiano e gli attacchi hacker che stanno arrivando all’Italia ne sono una dimostrazione.

Secondo quanto si apprende, è in corso un’ondata di attacchi informatici filorussi contro aeroporti, aziende di trasporto e banche in tutta la Penisola. A rivendicare l’offensiva è Mattarellail gruppo NoName057: “Il presidente italiano Sergio Mattarella ha paragonato la Russia al Terzo Reich, provocando la dura reazione del ministero degli Esteri russo. Mosca ha già promesso che tali dichiarazioni non saranno prive di conseguenze. Per simili paragoni da parte del russofobo Mattarella, l’Italia riceve missili DDoS da noi sui suoi siti web“. Tra i vari siti finiti nel mirino Intesa Sanpaolo e Aeroporto di Milano Malpensa. Già al lavoro l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale, che ha informato i soggetti interessati e ha avviato l’opera di supporto e mitigazione.

Fortunatamente al momento non risultano conseguenze concrete sui servizi erogati. “I sistemi funzionano, anche se sono in corso verifiche” per avere una conferma, quanto reso noto da Intesa Sanpaolo. L’ultimo attacco del gruppo NoName057 risale ad appena cinque giorni fa. I membri dell’organizzazione filorussa avevano paralizzato numerosi portali italiani: tra gli altri i siti di banche come Intesa San Paolo, Monte Paschi, Gruppo Bcc Icrea, società di gestione idrica e porti come Taranto e Trieste.

Chi sono

NoName057 è un noto gruppo hacker che nel marzo del 2022 si è dichiarato a supporto della Federazione russa in seguito all’invasione dell’Ucraina. Negli ultimi anni ha rivendicato la responsabilità di attacchi contro Kiev, Usa e vari Paesi europei, Italia compresa. Il Ddos (Distributed Denial-of-Service) è un tipo di attacco informatico che tenta di rendere non disponibile un sito web o una risorsa di rete sovraccaricandoli con traffico dannoso e rendendoli di conseguenza inutilizzabili. Attaccando server, reti di distribuzione e data center, i pirati informatici puntano a ingolfare il sito, arrecando danni al suo possibile utilizzo.

Il gruppo aveva già attaccato l’Italia altre volte. Prima di questo lunedì, il collettivo aveva colpito i siti dei ministeri di Esteri e Infrastrutture, della Consob, dei Carabinieri, della Marina e dell’Aeronautica l’11 gennaio scorso, dopo la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Roma. In quell’occasione l’attacco era arrivato per via delle rassicurazioni della premier Giorgia Meloni a Zelensky sul sostegno all’Ucraina. “Secondo Meloni, l’Italia aiuterà l’Ucraina a difendere i propri interessi e a raggiungere una pace giusta e duratura. I colloqui sono durati circa un’ora e miravano a rafforzare la posizione di Kiev. L’Italia dovrebbe iniziare ad aiutare se stessa, e prima di tutto la sua sicurezza informatica”, avevano dichiarato gli hacker.

Un precedente attacco si era verificato anche il 28 dicembre scorso. Il 7 maggio del 2024 il gruppo aveva invece rivendicato quello al sito personale di Meloni, nonché ai siti web del ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero delle Infrastrutture. A marzo del 2023 NoName057 aveva preso di mira il sito del Governo, della Camera e dei ministeri di Difesa, Esteri e Trasporti, come anche di Atac, Atm e aeroporto di Bologna. Nel dicembre 2022 il gruppo aveva invece attaccato il ministero della Difesa.

 

Ginevra Larosa

Foto © BlogSicilia, Wikipedia, Wired Italia, Governo.it

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