Green Deal e REPowerEU: una strategia sostenibile

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Green Deal

Innovazione, circolarità e biocarburanti: il progetto di un’azienda per una transizione energetica europea sostenibile

In un’epoca in cui transizione ecologica e sicurezza energetica si intrecciano con crescente urgenza, l’Unione europea ha delineato strategie ambiziose come il Green Deal e il piano REPowerEU, al fine di azzerare le emissioni nette entro il 2050 e ridurre progressivamente la dipendenza dai combustibili fossili. In questo scenario, le imprese giocano un ruolo decisivo, diventando motori dell’innovazione e protagoniste dell’attuazione concreta dei nuovi paradigmi energetici e industriali.

Essential Energy Holding, guidata da Federico Pucciarello, attraverso realtà come DP Lubrificanti S.p.a., si propone come attore chiave di questa trasformazione. L’azienda è impegnata nella promozione di modelli circolari, nell’utilizzo di scarti e rifiuti come materie prime per la produzione di combustibili a basse emissioni, e nello sviluppo di soluzioni per la decarbonizzazione dei settori più difficili da elettrificare, come l’aviazione e il trasporto marittimo.

In che modo Essential Energy Holding si allinea con gli obiettivi del Green Deal europeo e con il piano REPowerEU per ridurre la dipendenza energetica dai combustibili fossili?

«In Essential Energy Holding, in particolare attraverso aziende come DP Lubrificanti S.p.a., ci allineiamo agli obiettivi del Green Deal Europeo e del piano REPowerEU puntando sulla produzione di combustibili a basse emissioni di carbonio e sull’utilizzo di rifiuti e scarti come materie prime all’interno di un modello di economia circolare. DP Lubrificanti S.p.A. lavora costantemente per ridurre le emissioni in tutte le fasi operative, contribuendo direttamente alla decarbonizzazione e alla diminuzione della dipendenza dai combustibili fossili. Siamo quotidianamente impegnati a promuovere l’efficienza energetica in tutti i processi industriali, aumentando progressivamente l’uso e l’integrazione delle energie rinnovabili. Attualmente utilizziamo energia fotovoltaica nei nostri impianti operativi e, a breve termine, prevediamo l’installazione di un nuovo sistema capace di ridurre il consumo dalla rete elettrica del 22% annuo».

Qual è la sua opinione sulle attuali politiche europee in materia di biocarburanti avanzati?

«Le valutiamo positivamente, in particolare attraverso le direttive RED II/III e regolamenti settoriali come ReFuelEU. Queste normative non solo riconoscono il ruolo strategico dei combustibili derivati, ma rafforzano anche il nostro impegno verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile: energia pulita (SDG 7), economia circolare (SDG 12) e azione per il clima (SDG 13). Tuttavia, rileviamo criticità come la frammentazione tra gli Stati membri, l’elevato onere amministrativo e l’insufficienza degli incentivi finanziari rispetto a quadri normativi più aggressivi a livello internazionale. Dalla nostra esperienza, affinché tali regolamenti raggiungano pienamente i loro obiettivi, sarebbe necessario accompagnarli con maggiore armonizzazione normativa, stabilità giuridica e un approccio multisettoriale che colleghi trasversalmente le politiche energetiche. Essential Energy Holding rimane impegnata ad accelerare la transizione energetica attraverso soluzioni sostenibili, promuovendo occupazione di qualità (SDG 8) e buona governance (SDG 16), al fine di decarbonizzare settori difficili come l’aviazione e il trasporto marittimo».

Ritiene che i regolamenti Ue incentivino davvero l’adozione di soluzioni sostenibili?

«Riteniamo che le politiche europee abbiano compiuto progressi significativi nel riconoscimento del ruolo strategico dei biocarburanti avanzati nella transizione energetica. La loro inclusione nei quadri normativi rappresenta un passo importante verso la decarbonizzazione di settori difficilmente elettrificabili. Tuttavia, permangono sfide cruciali. È urgente una maggiore chiarezza normativa e stabilità a lungo termine. L’armonizzazione dei criteri di sostenibilità e l’omologazione tecnica tra Stati membri sarebbero misure decisive per generare fiducia e incentivare investimenti su scala industriale. Valutiamo positivamente il quadro generale, in particolare in relazione all’economia circolare e all’efficienza energetica, ma riteniamo che per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica al 2050 sia fondamentale rafforzare i meccanismi di finanziamento e accelerare l’attuazione delle normative. Queste azioni sono strettamente connesse alla necessità di un rafforzamento istituzionale e di maggiore trasparenza nella formulazione e implementazione delle politiche pubbliche, in linea con i principi dell’SDG 16».

Avete in programma nuovi investimenti o partnership all’interno dell’Unione europea, anche alla luce del potenziamento dei fondi per l’energia pulita?

«Di recente abbiamo avviato una collaborazione tra DP Lubrificanti S.p.a. e Refuel Solutions, che consentirà la distribuzione del loro Biodiesel Kit brevettato, il quale permette l’adattamento completo dei motori convenzionali al 100% biodiesel. Questa soluzione rappresenta un progresso significativo verso l’efficienza energetica e la decarbonizzazione dei settori ad alto uso di combustibili fossili, consentendo una riduzione fino al 90% delle emissioni di CO₂ e del 60% delle particelle inquinanti. La collaborazione non si limita alla distribuzione, ma comprende anche progetti di R&S, monitoraggio in tempo reale delle prestazioni ambientali e formazione tecnica. In termini di efficienza energetica, stiamo sviluppando progetti concreti che rafforzano il nostro impegno verso la sostenibilità e l’economia circolare. A breve installeremo un nuovo impianto fotovoltaico per produrre energia pulita, ridurre la dipendenza dalla rete e ottimizzare i costi. Parallelamente, stiamo lavorando a un progetto a lungo termine per installare un sistema di gassificazione e cogenerazione da fanghi di produzione. L’obiettivo è valorizzare tali rifiuti trasformandoli in elettricità e calore, secondo i principi dell’economia circolare, riducendo così la nostra impronta di carbonio».

Come vede il ruolo della ricerca scientifica europea nella decarbonizzazione dei settori difficili da elettrificare, come l’aviazione e il trasporto marittimo? Collaborate con centri o università europee?

«È essenziale per la decarbonizzazione di settori come l’aviazione e il trasporto marittimo, dove le alternative elettriche su larga scala non sono ancora praticabili. L’Europa dispone di un ecosistema accademico e tecnologico di grande qualità, e crediamo fortemente nella collaborazione pubblico-privato per accelerare soluzioni efficaci. Attualmente non collaboriamo direttamente con università europee, sebbene non escludiamo di farlo in futuro. Tuttavia, abbiamo collaborazioni attive in America Latina. In Argentina, dove opera parte del gruppo, abbiamo lavorato con scienziati del Conicet, tra cui il prof. dr. Rubén Piacentini, che ha tenuto conferenze e sessioni di formazione per i nostri team. L’obiettivo è, ovviamente, rafforzare questo aspetto anche in Europa, estendendo le collaborazioni ovunque il gruppo sia presente. Ogni forma di conoscenza rappresenta un valore aggiunto».

Essential Energy punta sull’uso di rifiuti e scarti: quanto pesa il quadro normativo europeo – ad esempio il pacchetto economia circolare – nelle vostre scelte operative?

«Incide in maniera significativa. Abbiamo adottato un modello di economia circolare basato sull’uso di scarti come materia prima. L’azienda possiede già procedure interne conformi alle normative vigenti, soggette a revisione e aggiornamento periodico. Ciò ha un impatto permanente sulle nostre operazioni. Monitoriamo costantemente questi aspetti, informiamo e formiamo i nostri team. Il rispetto delle normative ambientali è un principio chiave della nostra politica. In quanto parte del Gruppo Essential Energy, sentiamo la responsabilità di contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico, allineandoci pienamente con la regolamentazione. Abbiamo un piano di riduzione energetica con obiettivi a breve e medio termine e una chiara politica di riduzione delle emissioni di gas serra».

Secondo lei, l’obiettivo Ue della neutralità climatica entro il 2050 è realistico? Quali sono gli ostacoli principali che un’azienda come la vostra incontra per contribuire a quel traguardo?

«L’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 è ambizioso, ma necessario. Come azienda impegnata da anni nella transizione energetica, riteniamo che sia tecnicamente raggiungibile, a condizione che vi sia una volontà politica chiara, strumenti finanziari adeguati e un quadro normativo stabile e armonizzato a livello europeo. Tuttavia, le difficoltà non mancano. Da un lato, ci confrontiamo con una frammentazione normativa tra gli Stati membri che genera incertezza per gli investimenti a lungo termine. Dall’altro, la mancanza di incentivi strutturali e la burocrazia ancora pesante rallentano l’attuazione di soluzioni sostenibili. Un ulteriore ostacolo è rappresentato dalla concorrenza globale: alcuni Paesi extraeuropei offrono condizioni più vantaggiose per lo sviluppo di tecnologie verdi, creando uno squilibrio competitivo. Noi di Essential Energy Holding continuiamo a investire nell’innovazione, nell’efficienza energetica e nell’economia circolare, convinti che un modello industriale sostenibile, inclusivo e competitivo sia possibile. Ma per contribuire pienamente a questo traguardo, serve una sinergia tra settore pubblico e privato, una visione a lungo termine e una governance trasparente, che favorisca la crescita delle energie pulite su scala continentale».

Influenza geopolitica e sicurezza energetica. La crisi energetica recente ha cambiato le priorità dell’Europa. Come valuta l’equilibrio tra sicurezza energetica e sostenibilità ambientale nella strategia dell’Ue? E qual è il ruolo dei biocarburanti in questo contesto?

«La crisi energetica recente ha messo in evidenza l’urgenza di bilanciare sicurezza energetica e impegno ambientale – per il presente e per il futuro delle nuove generazioni. I recenti disastri naturali dimostrano chiaramente che il cambiamento climatico non è un gioco. La strategia dell’Ue ha risposto accelerando la diversificazione delle fonti e promuovendo soluzioni rinnovabili. I biocarburanti avanzati svolgono un ruolo chiave in questo scenario: riducono la dipendenza dai combustibili fossili, valorizzano i rifiuti locali e aumentano la resilienza del sistema energetico, soprattutto nei settori dove l’elettrificazione non è ancora realizzabile».

Federico Gasparella

Foto © Eurocomunicazione

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