Libia, i figli di Haftar non chiudono la porta ad Atene

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Libia

Mobilità in campo diplomatico dall’espulsione della delegazione europea da Bengasi

Il Governo della Libia orientale, controllato dal maresciallo Khalifa Haftar, ha definito indesiderabili i rappresentanti della missione europea a Bengasi, tra cui il ministro greco per la migrazione e l’asilo Thanos Plevris, in un incidente senza precedenti. L’Europa ha mantenuto un basso profilo nonostante le accuse di flagrante violazione dei principi diplomatici in quanto “non sono state seguite le procedure che regolano l’ingresso e il soggiorno di diplomatici e stranieri, come previsto dalle decisioni del Governo libico”.

In Grecia, il “naufragio” di Bengasi attribuito a una “distocia organizzativa” e lo sforzo di riavvicinamento non abbandonato, dando per scontati i messaggi che hanno raggiunto Atene.

I figli di Haftar sono entrati in azione

Con una mossa con diversi simbolismi, il figlio di Khalifa Haftar, Al Sadiq Haftar, ha fatto Libiavisita al presidente della Comunità greca di Bengasi, Kanakis Mandalio, padre dei due fratelli, Angela e Filippos, che insieme ad altri tre membri della delegazione greca hanno perso la vita nel tragico incidente del settembre 2023. Secondo quanto riferito, il figlio dell’uomo libico ha trasmesso il messaggio che ciò che è accaduto all’aeroporto di Bengasi non era diretto contro la Grecia. Anche Belkasem Haftar è intervenuto. Con una mossa che può essere percepita come buona volontà nei confronti di Atene, il figlio del generale ha invitato il console generale greco a Bengasi, A. Kalognomis, a casa sua per esaminare la pianificazione della cooperazione bilaterale.

Durante l’incontro, il figlio di Haftar ha espresso la sua valutazione secondo cui l’incidente è stata una semplice questione di protocollo. Ha espresso la sua soddisfazione per la visita del ministro degli Affari Esteri e per l’invito a visitare la Grecia. L’incontro ha anche concordato di continuare la cooperazione per lo svolgimento di una missione d’affari, sotto l’egida del ministero degli Affari Esteri, a Bengasi dopo agosto.

Tentativo di riavvicinamento

Il primo ministro greco, 24 ore dopo il suo intervento in Parlamento e l’annuncio delle misure in materia di migrazione, ha incontrato il capo della Commissione europea e i primi Libiaministri di Italia e Malta a margine della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, a Roma. Kyriakos Mītsotakīs, Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni e Robert Abela hanno discusso degli ultimi sviluppi della questione migratoria e hanno concordato sulla necessità di un riavvicinamento con la Libia, avendo ancora fresco nella memoria l’attacco diplomatico del maresciallo Khalifa Haftar. Nel corso della riunione informale è stata concordata una nuova missione della delegazione dell’Ue in Libia e la riattivazione dell’approccio “Team Europe”, con il ridispiegamento della delegazione della Commissione europea e dei ministri competenti di Grecia, Italia e Malta “al fine di continuare la visita in Libia”.

Intanto il figlio di Khalifa Haftar, Siddiq, fa riferimento alle relazioni storiche tra Grecia e Libia in una dichiarazione sui social media e sul sito web libyafuture.online. Il messaggio viene pubblicato un giorno dopo la visita di Giōrgos Gerapetritīs a Tripoli e i suoi contatti con il Governo di Abdul Hamid Dbeiba e fa particolare menzione dei risultati degli incontri del ministro degli Esteri a Bengasi il 6 luglio.

“La Libia e la Grecia hanno formato ponti culturali attraverso il Mediterraneo, risalenti a migliaia di anni fa. Città libiche come Cirene e Apollonia erano fiorenti colonie greche durante il periodo ellenistico, dove la filosofia, l’arte, l’architettura e il commercio si mescolavano tra i popoli dei due Paesi. Le rovine di templi, teatri e biblioteche rimangono testimonianze di questa profonda interazione, che ha reso la Libia la porta d’accesso della Grecia all’Africa e la Grecia la finestra della Libia sull’Europa”, ha scritto.

Canali di comunicazione e dialogo costruttivo

“Nonostante le sfide affrontate dalle relazioni libico-greche negli ultimi anni, entrambe le parti hanno mostrato un crescente interesse a costruire ponti di comunicazione e a promuovere un dialogo costruttivo. Nell’ultimo periodo, una serie di incontri amichevoli hanno avuto luogo tra funzionari di entrambi i Paesi, il più notevole dei quali è stata la visita del ministro degli Esteri greco a Bengasi”.

Secondo Siddiq Haftar, “la visita ha trasmesso messaggi positivi, tra cui un accordo sull’apertura di un consolato greco con l’obiettivo di rafforzare le relazioni diplomatiche e aprire orizzonti economici per una più ampia e maggiore cooperazione commerciale, aprendo la strada a partenariati strategici nei settori dell’energia, dei porti, del turismo e di altri. Non dobbiamo dimenticare gli scambi culturali e turistici tra i due Paesi, che contribuiscono a rafforzare la comprensione tra i due popoli, dati i legami storici che li uniscono.

Concludendo, sottolinea che “nonostante le sfide, il futuro delle relazioni tra Libia e Grecia offre un grande potenziale. La Libia è una porta strategica per la Grecia verso l’Africa, mentre la Grecia è un ponte per l’accesso della Libia all’Unione europea. I due Paesi sono in grado di costruire un’alleanza regionale equilibrata che serva i loro interessi comuni a tutti i livelli”.

 

George Labrinopoulos

Foto © Intelligenza Artificiale, Globalist

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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