Il presidente cinese incontra Starmer e Orpo, riafferma il sostegno all’Onu e punta su una diplomazia pragmatica per bilanciare le mosse di Trump
Il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il primo ministro britannico Keir Starmer a Pechino, segnando la prima visita in Cina di un capo di Governo britannico dopo quella della conservatrice Theresa May nel 2018. Secondo quanto riportato dai media statali cinesi, i colloqui sono volti a commercio e sicurezza e ad allentare le tensioni del passato. Starmer e Xi hanno sottolineato la necessità di relazioni più strette tra i loro Paesi per affrontare le difficoltà geopolitiche
Sebbene Pechino sia stata invitata dagli Stati Uniti a partecipare al “Consiglio per la Pace”, che dovrebbe occuparsi della risoluzione dei conflitti globali, la Cina non ha ancora sciolto le riserve e si è riservata il diritto di decidere se accettare o meno l’invito. Solo la scorsa settimana Xi aveva rivolto un appello analogo al Brasile, invitando il presidente Luiz Inácio Lula da Silva a difendere insieme alla Cina il «ruolo centrale» delle Nazioni Unite nel sistema internazionale.
Risultati concreti
Intanto, Pechino ha definito «una partnership strategica di lungo periodo» i rapporti con il Regno Unito. L’incontro odierno, durato circa il doppio del previsto, è stato descritto da entrambe le parti come amichevole e costruttivo. Oltre a economia e geopolitica, i due leader hanno discusso anche di temi culturali, dal calcio a Shakespeare.
La visita, la prima di un leader britannico in Cina da otto anni, ha già prodotto alcuni risultati concreti per Starmer, deciso a rilanciare le relazioni dopo una lunga fase di gelo. I cittadini britannici potranno entrare in Cina senza visto per soggiorni fino a 30 giorni, sia per turismo sia per affari, mentre le esportazioni di whisky scozzese beneficeranno di dazi ridotti.
Starmer ha rivendicato i benefici di un «approccio pragmatico» verso Pechino, sottolineando le prospettive di nuovi accordi commerciali e una cooperazione più stretta contro l’immigrazione illegale, anche attraverso la condivisione di informazioni di intelligence sulle rotte dei trafficanti, dato che gran parte delle imbarcazioni utilizzate per attraversare la Manica è di produzione cinese. Il premier è accompagnato da una nutrita delegazione che include la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, il ministro del Commercio Peter Kyle e numerosi dirigenti di grandi aziende.
Xi ha sottolineato che, in un contesto globale «turbolento e fluido», è essenziale approfondire il dialogo tra Cina e Regno Unito, non solo per gli interessi economici reciproci ma anche «per il bene della pace e della stabilità mondiale». Pechino, anche nei recenti contatti con Canada e Francia, cerca così di accreditarsi come potenza stabile e affidabile, in contrasto con un’amministrazione statunitense percepita come sempre più imprevedibile.
La strategia di Starmer resta tuttavia rischiosa
Sul piano interno, il premier deve affrontare le critiche dell’opposizione, che lo accusa di eccessivo accomodamento verso Pechino, e delle organizzazioni per i diritti umani, che chiedono maggiore pressione sulla Cina per Hong Kong e per la liberazione dell’attivista Jimmy Lai. Downing Street ha precisato che il tema è stato sollevato con Xi, insieme alla guerra in Ucraina, senza però ottenere impegni concreti.
A ciò si aggiunge la possibile irritazione di Washington: Trump ha già minacciato dazi punitivi contro Paesi che stringono accordi commerciali con la Cina. Starmer sembra tuttavia aver calcolato che i benefici di un riavvicinamento a Pechino giustifichino il rischio di tensioni con gli Usa.
«La Cina è pronta a lavorare con la Finlandia»
Durante un incontro nella Capitale cinese con il primo ministro finlandese Peter Orpo il presidente Xi Jinping ha ribadito il pieno sostegno di Pechino alle Nazioni Unite, esprimendo l’auspicio che Cina e Finlandia possano cooperare per rafforzare un ordine mondiale fondato sul ruolo centrale dell’Onu.
«La Cina è pronta a lavorare con la Finlandia per sostenere con fermezza il sistema internazionale di cui le Nazioni Unite rappresentano il pilastro», ha affermato Xi, in un momento in cui il presidente statunitense Donald Trump promuove la creazione di una nuova istituzione internazionale, il cosiddetto “Consiglio di Pace“, concepito come strumento alternativo all’Onu. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, Xi ha inoltre espresso la speranza che Helsinki possa svolgere un ruolo costruttivo nel favorire uno sviluppo sano e stabile delle relazioni tra Cina e Unione europea.
Da parte sua, Orpo ha accolto positivamente il confronto con Xi su questioni internazionali e sulla cooperazione bilaterale. Tuttavia, tra Pechino e Helsinki restano profonde divergenze su temi sensibili, in particolare sull’invasione russa dell’Ucraina e sugli interessi strategici nell’Artico. Il ministro della Difesa finlandese, Antti Häkkänen, aveva dichiarato lo scorso novembre che la Cina starebbe fornendo ingenti finanziamenti allo sforzo bellico russo. In ottobre, inoltre, il presidente Trump aveva annunciato un programma congiunto con la Finlandia per la costruzione di 11 rompighiaccio, rafforzando la presenza americana nell’Artico in funzione di contenimento di Russia e Cina.
George Labrinopoulos
Foto © CryptoRank, Al Jazeera, PressReader













